90 anni di classe operaia portata in paradiso
Il regista inglese ha raccontato le condizioni di vita dei ceti meno abbienti e i problemi e le contraddizioni della società globalizzata,
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I punti chiave
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La classe operaia non andrà in paradiso, ma almeno Ken Loach l’ha omaggiata con devozione e maestria. Lo scorso 17 giugno il regista inglese ha compiuto novant’anni e ha tenuto fede all’annuncio di chiudere la carriera da regista con Old Oak, uscito nel 2024, perché le gambe non riescono più a tenerlo in piedi sul set. Nato il 17 giugno 1946 a Nuneaton, la contea di Shakespeare, è cresciuto in una famiglia proletaria di minatori delle Midlands. I suoi primi ricordi risalgono ai bunker dove i ragazzi si scambiavano schegge di ordigni esplosi in attesa che i bombardamenti finissero. La pace e la rinascita le racconta in The Spirit of ’45, un documentario costruito con materiali d’archivio, in cui Loach spiega l’etica del servizio pubblico e del welfare costruita dai laburisti. Grazie a quell’ascensore sociale, Loach ha potuto laurearsi in giurisprudenza al St Peter’s College di Oxford e, da allora, è sempre stato al fianco di quell’idea di laburismo che ha sentito tradita da chi guida il partito oggi.
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Le responsabilità del capitalismo
I suoi film, scritti con il sodale e amico Paul Laverty, rispecchiano le responsabilità del capitalismo nel permettere alla classe dominante di perseguire ferocemente il proprio profitto, distruggendo il pianeta e condannando all’indigenza e all’infelicità le classi meno abbienti. Oggi non smette di rivendicare la proprietà collettiva della conoscenza in mano ai tecnocrati.L’ultima sua pellicola, Old Oak, passata a Cannes come molti suoi film, è una malinconica presa di coscienza dell’incapacità delle classi più fragili di fronteggiare un costo della vita sempre più alto e di rimanere solidali sotto la spinta della politica che agita lo spettro dello straniero rapace.
La filmografia a fianco della working class
Loach sulla Croisette ha vinto due Palme d’oro: Io, Daniel Blake (2016) e Il vento che accarezza l’erba (2006). Tutta la sua straodinaria filmografia è stata impegnata a raccontare le condizioni di vita dei ceti meno abbienti e i problemi e le contraddizioni della società globalizzata, come Riff Raff (1991), Piovono pietre (1993), Terra e libertà (1995), Bread and roses (2000), La parte degli angeli (2012). Chi scrive ha amato particolarmente Sorry we missed you (2019), sulla spietata velocità cui sono costretti i corrieri postali e In questo mondo libero... (2007), sulle giovani generazioni dei Paesi economicamente svantaggiati, costretti a trasferirsi in Stati ricchi, decapitando la propria terra delle teste pensanti del futuro.
Tra Orsi e Leoni, manca l’Oscar
Ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera nel 1994, il Pardo d’onore nel 2003, l’Orso d’oro alla carriera nel 2014. Niente Oscar: speriamo che Hollywood provveda a riparare. Loach vive a Bath, nel Somerset, con la moglie Lesley con cui ha avuto quattro figli. Indimenticabile il loro understatement sulle passerelle in mezzo a creature eccentriche e sberluccicanti. Prima di prendere la Palma per Io, Daniel Blake, Ken e Lesley furono colti da una folata di vento malandrino sul red carpet che aveva sollevato il riporto di Ken e gonfiato la gonna a fiori molto british di Lesley con loro gran divertimento.
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