A Baku Russell regge a Verstappen per due decimi, Antonelli rimonta e resta in fuga
Russell ottavo vincitore diverso a Baku nel decennale del primo Gp vinto da Rosberg. Vittoria di misura su Verstappen, dietro Hadjar. Segue Leclerc, recupero incompleto per Antonelli.
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Una gara molto noiosa quella di Baku in un insolito sabato di fine settembre, ma è finita almeno al fotofinish. Non c’è Italia sul podio: Russell e le due Red Bull, con lo spettacolo ormai “solito” di Verstappen che c’è sempre ma non agguanta quanto saprebbe. Il perché è facile da spiegare: le Mercedes sono infinitamente più forti. A questo giro, per errore suo, però, Antonelli si era autoescluso dalla vetta: un brutto venerdì lo ha visto qualificare malissimo e non c’è stato il raddoppio del miracolo già visto a Monza.
Chiedilo al Sole
La barbosità di questa gara, almeno per il pubblico italiano, da record. George Russell ha vinto il Gran Premio dell’Azerbaigian senza mai cedere la testa: pole position, partenza pulita, 51 giri davanti e 196 millesimi su Max Verstappen sotto la bandiera a scacchi. Terzo Isack Hadjar, al rientro dopo l’infortunio, per il primo doppio podio Red Bull dal 2024.
Il finale ravvicinato non deve ingannare. Per una trentina di giri la corsa è stata una processione, con distacchi stabili e solo le gomme da amministrare. A riaprirla, come da manuale per piste “non da Formula 1”, o meglio, piene di muretti e prive di curve da “piloti veri” come questa, sono state le due safety car in rapida successione. Il gruppo si è ricompattato, chi ha cambiato gomme ha ritrovato passo e i margini accumulati sono spariti. Un epilogo confezionato dalle neutralizzazioni.
Verstappen, come accennato, sembrava avere il ritmo per vincere. Aveva già superato Hamilton e Norris in due giri consecutivi; montate le soft durante la prima neutralizzazione, nel secondo stint era il più rapido in pista ed è arrivato negli scarichi di Russell. Lì si è fermato: la Mercedes scappava via in accelerazione all’uscita di ogni curva lenta, e soprattutto dalla monoposto dell’inglese pagava quei metri sufficienti che al compagno di squadra di Antonelli consentivano di presentarsi alla prima staccata senza doversi difendere.
La Ferrari tiene








