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A Francoforte Deutsche Telekom accelera, mercato in fibrillazione con ingresso Elliott

Il fondo attivista sarebbe contrario alla fusione tra il gruppo e la sua controllata americana T-Mobile

Foto: Deutsche Telekom AG / Norbert Ittermann

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Deutsche Telekom corre a Francoforte sui rumor di un'acquisizione di una quota consistente nel suo capitale da parte di Elliott Investment Management. Il titolo del gruppo di telecomunicazioni al momento è tra i migliori sul DAX 40 con rialzi di circa due punti. Sebbene al momento non siano arrivate conferme da parte di Elliott (anche se le norme tedesche impongono di comunicare qualsiasi partecipazione superiore al 3%), il suo ingresso in Deutsche Telekom potrebbe diventare un fattore chiave per le decisioni che riguardano il futuro della società tedesca.

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Secondo quanto riporta Bloomberg, il fondo attivista sarebbe infatti contrario alla fusione tra il gruppo e la sua controllata americana T-Mobile (-1,69% nel premercato di Wall Street) e preferirebbe la realizzazione di nuovi buyback o di altre iniziative mirate a creare valore per gli azionisti. Una posizione che si pone in aperto contrasto con quella dell'amministratore delegato di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, che da mesi sta lavorando a un'aggregazione con T-Mobile - di cui il gruppo detiene il 53% - per creare la maggiore compagnia telefonica quotata a livello globale.

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Questo piano, secondo la testata Semafor, ha suscitato qualche perplessità da parte dei vertici di T-Mobile e anche in Borsa non ha scatenato particolare entusiasmo. Negli ultimi 12 mesi infatti il titolo di Deutsche Telekom ha perso circa il 7%, mentre T-Mobile a Wall Street è sceso del 25%, con una capitalizzazione di mercato che ora si attesta a circa 200 miliardi di dollari.

Affinchè la fusione vada in porto, dovrebbe poi incassare l'approvazione dello Stato tedesco - che controlla circa il 28% di Deutsche Telekom -, oltre che il via libera politico da parte di Washington, in un momento di crescenti tensioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Insomma, come sintetizzano gli esperti di J.P. Morgan, si tratta di "un'operazione estremamente complessa, a cui la maggior parte degli investitori si è opposta". L'ingresso del Fondo Elliott - che, sotto la guida da Paul Singer, è spesso incline a favorire cambiamenti nelle sue grandi partecipate - potrebbe cambiare ulteriormente le carte in tavola.

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