A Londra decolla Rotork dopo l'offerta da 5,5 mld $ da Abb
Si tratta della maggiore acquisizione mai realizzata dalla società elvetica
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’offerta miliardaria lanciata da Abb mette le ali a Rotork alla Borsa di Londra. Il titolo dell’azienda britannica di automazione è arrivata a guadagnare oltre il 66%, con la performance di gran lunga migliore dell'indice Stoxx Europe 800. A Zurigo, invece, Abb è in calo.
Il colosso elvetico ha annunciato un accordo da 5,5 miliardi di dollari (4,8 miliardi di euro) per l'acquisizione di Rotork. Si tratta della maggiore acquisizione mai realizzata da Abb. L’offerta, che ha la raccomandazione del cda britannico, è interamente in contanti e prevede 503 pence per azione Rotork, con un premio di «circa il 60%» rispetto al prezzo medio delle azioni Rotork degli ultimi tre mesi. L'operazione implica un valore d'impresa di circa 5,5 miliardi di dollari, che riflette un multiplo EV/ricavi (dati effettivi 2025) di circa 5,3 e un multiplo EV/Ebitda (dati effettivi 2025) di circa 19,5x, «quest'ultimo destinato a ridursi verso valori intorno ai 15x tenendo conto delle sinergie previste», precisa Abb in un comunicato.
Gli azionisti di Rotork avranno inoltre diritto a ricevere un dividendo interinale per il periodo al 30 giugno 2026 fino a un massimo di 3 pence per azione Rotork senza alcuna riduzione del valore dell'offerta. E’ una «transazione strategica in linea con la missione di Abb incentrata sull'elettrificazione e l'automazione». Rotork ha un portafoglio di prodotti «altamente complementari» con Abb e «un'eccellente reputazione presso i clienti, in grado di generare crescita e margini interessanti». L'azienda britannica produce apparecchiature automatizzate per l'apertura, la chiusura e il controllo di precisione di valvole che regolano il flusso di liquidi e gas. Il gruppo, i cui clienti provengono da settori quali petrolio e gas, acqua e trattamento delle acque reflue, produzione di energia, chimica, navale, minerario e di processo, inclusi i data center, ha registrato una crescita organica media annua del fatturato dell'8% dal 2022 al 2025. Con un fatturato 2025 di circa 1 miliardo di dollari e un margine di profitto operativo rettificato del 24,6%, «si prevede che Rotork contribuirà per circa il 3% al fatturato di Abb e avrà un impatto positivo immediato sul margine Ebita operativo» del gruppo elvetico.
«Abb segue Rotork da molti anni. Siamo convinti dell'importanza strategica di questa operazione, che amplierà la nostra offerta di automazione», ha dichiarato Morten Wierod, il ceo di Abb, citato in un comunicato. Il gruppo elvetico finanzierà l'operazione con le risorse di cassa esistenti (circa 5,8 miliardi di dollari in contanti e titoli negoziabili al 30 giugno 2026) e linee di credito bancarie già garantite. Inoltre, la cessione della divisione Robotics di Abb a SoftBank, già formalizzata, dovrebbe generare un flusso di cassa netto di circa 4,8 miliardi di dollari al momento della chiusura, prevista per la seconda metà del 2026, «rafforzando ulteriormente la liquidità di Abb». Secondo gli analisti di Vontobel, questa acquisizione è «costosa, ma strategicamente sensata». L'annuncio dell’operazione è giunto con la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre del colosso elvetico.
Abb ha realizzato un Ebita in crescita del 20% a 1,93 miliardi di dollari nel trimestre al 30 giugno, superando le aspettative, su un fatturato di 9,5 miliardi di dollari (+14% storico e +12% comparabile) e ordini record per 12 miliardi (+30% e +28%). L’utile netto di competenza è salito del 7% a 1,23 miliardi. Nel terzo trimestre, il gruppo prevede «una crescita dei ricavi comparabili a doppia cifra bassa-media, su base annua» e il margine Ebita operativo dovrebbe mostrare un miglioramento sequenziale rispetto al secondo trimestre. Per l'intero anno 2026, Abb prospetta «un rapporto ordini/fatturato positivo e una crescita dei ricavi comparabili a doppia cifra bassa, su base annua», migliore quondi del precedente obiettivo di circa il 5-10%. Si prevede che la redditività operativa supererà comunque il dato di 6,31 miliardi di euro registrato lo scorso anno, anche escludendo i proventi derivanti dalla vendita di un immobile realizzata nel primo trimestre.

