A Misano Adriatico l’impianto solare genera un bonus per i dipendenti
Il progetto di Plangreen che mette in collegamento la produzione di elettricità e il welfare aziendale
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I pannelli solari sul tetto della sede dell’azienda generano un bonus in busta paga. È il modello di comunità energetica rinnovabile realizzato da Plangreen a Misano Adriatico (Rimini) che mette in collegamento un sistema nato per la condivisione dell’energia al welfare aziendale. Tutto nasce con il trasferimento di Plangreen, che offre servizi di riqualificazione energetica, in una nuova sede. «Volevamo installare un piccolo impianto fotovoltaico per i nostri consumi, e ci siamo chiesti: perché non realizzarlo occupando tutto il tetto, quindi più grande, e con pannelli più performanti?», racconta Paolo Pizzolante, presidente e amministratore delegato di Plangreen. Il risultato è un impianto da 30 kW sopra la testa e sotto il tetto una comunità energetica che autoconsuma l’energia prodotta e valorizza il surplus a beneficio dei dipendenti. Pizzolante è escluso, per scelta, dalla comunità energetica e dalla distribuzione del bonus: «È una cosa per i dipendenti», ripete.
La storia della Cer di via dell’Industria parte dell’impianto sul tetto, passa per la costituzione dal notaio di un’associazione senza scopo di lucro, arriva alla richiesta di certificazione al Gse. Non è tuttavia un viaggio lineare: all’inizio l’elettricità in eccesso veniva venduta sul mercato, in rete. Nessun dipendente, col suo domicilio, rientrava infatti nella zona della cabina primaria in cui era inscritta la comunità inibendo così l’accesso all’incentivo. Esiste infatti un vincolo geografico per questo: in una Cer i Pod (point of delivery: punti di connessione alla rete elettrica nazionale) di tutti i consumatori e di tutti i produttori devono essere posizionati nell’area di una stessa cabina elettrica primaria. Cosa fare?
La soluzione è proprio lì, basta guardarsi attorno: Specialisti del vivo è un’azienda specializzata nell’importazione e commercializzazione di crostacei e prodotti ittici per la ristorazione. Sorge accanto a Plangreen e visto il tipo di attività ha bisogno di una grande quantità di elettricità per alimentare i sistemi refrigeranti che conservano gamberi, aragoste, scampi, astici (ma anche pesci, ostriche e frutti di mare) vivi e congelati. «Loro avevano molto consumo e poco tetto per mettere i pannelli, noi invece molto tetto e poco consumo», ricorda Pizzolante. Si fa entrare quindi la Specialisti del vivo nella Cer. Il suo Pod rispetta la condizione geografica e in quanto consumatore è in grado di attivare l’incentivo oltre a ricevere una parte dell’elettricità generata: «La comunità ora è satura. L’impianto è da 30 kW, noi ne consumiamo metà a livello di potenza, l’altra metà è a loro disposizione. Anche l’incentivo generato viene diviso a metà: il 50% va alla Specialisti del vivo, che lo distribuirà ai propri lavoratori sotto forma di buoni pasto, in modo che non vada a concorrere alla formazione degli utili aziendali, l’altro 50% è distribuito ai 10 dipendenti della Plangreen che hanno costituito la Cer».
«Il Gse ha accettato questa configurazione un paio di mesi fa», continua Pizzolante: «L’incentivo è partito e attendiamo la prima rendicontazione alla fine di questo mese». Si andranno a distribuire 4-5.000 euro all’anno, che divisi tra tutti significano 400 euro in tasca a testa. «È anche un modo per rendere partecipe il dipendente dell’economia dell’impianto aziendale, di fidelizzarlo, in un momento in cui assistiamo a una grande mobilità delle competenze», sottolinea l’ad. Senza contare che in caso di aumenti delle bollette a casa aumenterebbe anche il beneficio economico derivante dalla Cer, visto che è legato al prezzo di mercato dell’energia, in una sorta di compensazione.
Se il 10 marzo 2023, quando venne inaugurata la nuova sede di Plangreen, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto mandò una lettera all’azienda che certificava la nascita della «prima comunità energetica dedicata al welfare aziendale», i tempi sembrano maturi per il prossimo passo: replicare il modello: «Siamo in una zona industriale, ci sono tante realtà che potrebbero beneficiare di questo sistema», conclude Pizzolante.


