America’s Cup

A Napoli alberghi occupati al 100%, ma la provincia resta esclusa

L’Osservatorio urbano stima la presenza nella settimana delle gare di 770mila turisti e Capodichino registra +10% di viaggiatori

 ANSA/ CIRO FUSCO ANSA

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Se la regata preliminare a Napoli voleva essere anche un test sull’attrattività della città, questo ha dato esito nettamente positivo. Basta passeggiare sul lungomare e nelle strade del centro cittadino per avere la chiara percezione di quanti turisti siano sbarcati in questi giorni per seguire la seconda (dopo Cagliari a maggio) regata preliminare della Louis Vuitton 38° America’s Cup, iniziata venerdì e che si conclude oggi.

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Sensazioni che vengono supportate e confermate dalle rilevazioni dell’Osservatorio turistico urbano istituito dal Comune di Napoli. «Le pre-regate dell’America’s Cup hanno dato un forte impulso agli arrivi – dice l’assessore al Turismo Teresa Armato – il mese si chiuderà con numeri che superano la previsione di 2,2 milioni. Mancano pochi giorni alla fine di settembre e già siamo a 2,24 milioni di presenze complessive, provenienti dall’Italia e dall’estero. Nella settimana delle preregate arriviamo a 770 mila presenze». Un ulteriore incremento, dunque, che si aggiunge a un trend turistico in crescita da alcuni anni. Ma la novità di questi giorni riguarda il fatto che si tratta di un turismo alto spendente, di appassionati di vela o di tanti curiosi e appassionati di Napoli che hanno colto occasione per una vacanza.

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Tanto imponente è il flusso turistico che l’assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, d’accordo con il sindaco Manfredi, ha dato incarico a un team di professori di realizzare una valutazione dell’impatto del turismo sull’economia della città. Lo studio sarà completato a fine 2027 per valutare l’intero periodo delle regate dell’America’s Cup.

«È un grande successo, e la prova è che non si trova una camera d’albergo neanche a pagarla a peso d’oro – dice Costanzo Jannotti Pecci, ex presidente dell’Unione industriali di Napoli e alla guida di alberghi come Palazzo Caracciolo e de Bonart (già Britannique) –. Stiamo registrando, inoltre, un livello di apprezzamento da parte degli ospiti, soprattutto stranieri, mai visto in precedenza».

E la presidente della sezione turismo dell’Unione industriali di Napoli, Gianna Mazzarella conferma: «Registriamo una occupazione del 100 per cento. Si tratta di turisti altospendenti, per lo più americani».

L’aeroporto di Capodichino ha rilevato nella settimana appena conclusa un incremento del numero di viaggiatori del 10% rispetto alla stessa settimana del 2025.

Ma l’euforia e l’ottimismo si fermano nel centro di Napoli. Sebbene la fascia costiera a Sud del capoluogo sia ancora lunga e costellata di porti, porticcioli e attrazioni turistiche come aree archeologiche e il Vesuvio, per ora non c’è nessun impatto della regata preliminare dell’America’s Cup. «A Castellammare veniamo contattati e riceviamo le prime prenotazioni per le gare veliche del prossimo anno – dice Luisa Del Sorbo, dg di Stabia Main Port, porto turistico per mega yacht _ ma per quest’anno è tutto normale». Gli operatori turistici e gli amministratori dei comuni vesuviani costieri temono di non poter raccogliere neanche le briciole della grande manifestazione e di perdere così un’occasione preziosa di rilanciare un’area che si presenta ancora depressa economicamente e socialmente nonostante le grandi potenzialità (tra le aree archeologiche e il Vesuvio). Ma l’onda lunga della vela per ora non raggiunge neanche la penisola sorrentina. «A Sorrento a settembre lavoriamo sempre molto bene – dice Gino Acampora, presidente dell’Associazione Agenzie di viaggi della penisola sorrentina – ma di America’s Cup qui non sentiamo alcun effetto. Prevediamo che ci sarà l’anno prossimo».

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