A Parigi acquisti su Air Liquide, il fondo Elliott entra nel capitale
Nel mirino la redditività del gruppo. Il confronto con Linde
3' di lettura
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Acquisti sul titolo di Air Liquide a Parigi, a seguito della notizia che il fondo di investimento statunitense Elliott Investment Management ha comprato una partecipazione nel gruppo, e ora spingerebbe la multinazionale francese a migliorare i propri margini. Il titolo della società tra i maggiori fornitori di gas destinati all’industria pesante, ha toccato i massimi da fine luglio, per chiudere in progresso dell'1,9%. Va ricordato che il titolo da inizio anno ha messo a segno un rialzo superiore al 20% ma il fondo Elliott, famoso per le sue caratteristiche "attiviste", punta evidentemente a una performance più ricca e ad un efficientamento operativo, specie se si guarda ai miglioramenti compiuti in questo senso dalla tedesca Linde.
Secondo fonti vicine alla vicenda, come riporta il Financial Times, Elliott, con sede a New York, avrebbe già avviato un dialogo con Air Liquide nelle ultime settimane dopo aver acquisito una partecipazione nella società. Al momento comunque, specifica il quotidiano britannico, non sono note nè l’entità esatta della partecipazione, né le richieste di Elliott. In ogni caso Air Liquide, che con una capitalizzazione di mercato di 108 miliardi di euro è l’ottava società più grande della Francia, rappresenterebbe l’obiettivo di maggior rilievo di Elliott sulla Borsa Euronext. Non solo, visto il contesto energetico mondiale, con il gas particolarmente centrale sia per affiancare la transizione energetica pulita senza creare troppi danni all'industria sia alla luce del progressivo blocco di tutto l'import dalla Russia e dell'impasse a Hormuz, è evidente come Air Liquide abbia una particolare importanza strategica per tutto il Vecchio Continente.
È importante notare, tuttavia, ed è forse questo il motivo che ha spinto Elliott a muoversi, che i margini del gruppo francese vedono da tempo un significativo divario nei margini rispetto al principale concorrente tedesco Linde, arrivato a 225 milioni a seguito - secondo alcuni osservatori - di un percorso diverso rispetto a quello di Air Liquide. Percorso che ha visto la società tedesca, a seguito di un accordo di fusione con la statunitense Praxair otto anni fa, sfruttare l’operazione come trampolino di lancio per riorganizzare e ottimizzare le operazioni.
In questo quadro, gli analisti prevedono che il divario di margine tra i due concorrenti rimarrà costante fino al 2030. Air Liquide infatti, sottolinea il Financial Times, non ha mai avviato un programma di riacquisto di azioni su larga scala, restituendo agli investitori solo 14 miliardi di euro nell’ultimo decennio. Nello stesso periodo, Linde ha restituito agli investitori 45 miliardi di euro. Air Liquide possiede anche una divisione dedicata all’elettronica, che è il principale fornitore mondiale di gas naturali utilizzati per la produzione di chip per l’intelligenza artificiale, generando il 10% dei ricavi del gruppo.
In vista del Capital Markets Day di Air Liquide previsto per ottobre, gli analisti hanno sollecitato ulteriori informazioni e obiettivi su come questa unità aziendale potrebbe trarre vantaggio dall’afflusso di liquidità derivante dal boom dell’intelligenza artificiale; secondo le proiezioni di Bank of America, questo segmento potrebbe crescere tra il 15 e il 20% all’anno.


