Artigianato

A Recanati i gioielli senza tempo del Crogiolo

Dagli sceicchi di Dubai, che ordinano foderi per spade con pietre preziose ai conti Leopardi, che scelgono la bottega artistica per ridare vita ad antichi gioielli

di Patrizia Maciocchi

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Può accadere che Dubai chiami Recanati per ordinare foderi per le spade incastonati di pietre preziose, o delle poltrone con i bulloni d'oro. Desideri da sceicchi che la gioielleria il Crogiolo - nata nel 1979 nella città de “Il Giovane Favoloso” - è in grado di realizzare. Le “mani d'oro” dei 13 dipendenti e dei titolari non soddisfano però solo i capricci dei paperoni mediorientali, ma soprattutto danno vita ai desideri di chi sogna gioielli unici creati su misura. Che siano accessori per le sfilate di alta moda o un dono speciale, i gioielli che escono dal laboratorio dell'antico borgo sono opere d'arte dal design unico. Sui muri della boutique, a ridosso di Palazzo Leopardi, le certificazioni più prestigiose per gli orafi, ad iniziare da quelle rilasciate dall'International Gemological Institute, raccontano la storia di un lungo cammino.

La storia, dal Crogiolo 1.0 al 4.0

Nel 1981 i tre titolari, Fiorella Alessandrini, Gino Staffolani e Sandro Casagrande, allora poco più che teenager, dopo aver lavorato con l'orafo Ottaviani, sempre a Recanati, fanno il grande passo e si mettono in proprio. Il primo studio è una piccola mansarda dove portano però tutto ciò che serve per crescere: maestria, passione e creatività. Lì con le lavorazioni a mano, a cera persa, nasce il Crogiolo 1.0. Al Crogiolo 4.0 contribuiscono molto le nuove leve, cioè i figli d'arte Francesco e Paolo Stortoni e Alice Staffolani: «Come nuova generazione guardiamo alla velocità, alla sperimentazione e alle nuove tecnologie che accorciano i tempi e aprono possibilità infinite. I nostri genitori puntano sull'esperienza, credono al valore del tempo lento, grazie al quale ogni dettaglio nasce dalle mani. Il nostro laboratorio è una sintesi di queste diverse filosofie. La tradizione si prende l'anima del gioiello e l'innovazione ne accelera la creazione. Anche noi della generazione Z, siamo infatti convinti che la tecnologia non sostituisce l'artigianalità, ma nasce dalla sua conoscenza e la valorizza». Nello storico laboratorio, dove tra i 13 dipendenti c'è stato solo il ricambio generazionale, il laser e il 3D, convivono con il fascino della tradizione. Il risultato sono gioielli di una bellezza senza tempo.

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La nuova vita per gli antichi gioielli di Palazzo Leopardi

Artigiani a cui fa riferimento, da quattro generazioni, la famiglia Leopardi, e non solo per ragioni di vicinanza tra il laboratorio e il “paterno ostello” di Giacomo, il bellissimo palazzo Leopardi in cui la famiglia vive. «Fiorella è riuscita a dare forma a gioielli che pensavo destinati a rimanere solo nella mia immaginazione - dice la contessa Olimpia Leopardi - il Crogiolo era il laboratorio in cui portava gli antichi gioielli di famiglia, per restituirgli lo splendore originario anche mia nonna Anna. Lo stesso valeva per mio padre Vanni, che consegnava nelle sapienti mani degli artigiani alcuni suoi amati oggetti da collezione. Arrivando – conclude – fino ai doni dei miei tre figli che, da piccoli, confidavano nei suggerimenti attenti e affettuosi di Fiorella».

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