Distribuzione

Abbigliamento, Teddy apre 150 nuovi negozi

di Enrico Netti

3' di lettura

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Centocinquanta inaugurazioni. Sono quelle previste dal piano di sviluppo 2024 di Gruppo Teddy, cui fanno capo i marchi d’abbigliamento Terranova, Calliope, Rinascimento e QB24. Un piano che a fine anno o nei primi mesi del 2025 porterà il Gruppo ad avere un migliaio di negozi in tutto il mondo. Un cambio di passo rispetto alle cento aperture registrate negli ultimi anni.

«In un anno di incertezze lo consideriamo un risultato soddisfacente - sottolinea Luca Binci, direttore Sviluppo del Gruppo Teddy -. La previsione è di 150 aperture nel mondo e rappresenta un record storico con una leggera prevalenza del mercato italiano». In termini occupazionali verranno creati complessivamente circa 1.500 posti di lavoro full time a cui si aggiungono quelli part time nei periodo caldi delle vendite.

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Per le insegne Terranova e Calliope l’Italia attira circa la metà degli investimenti mentre per Rinascimento ci si avvicina a quasi il 100% delle aperture mentre oltreconfine ci sono state aperture in altri 17 mercati «ed equivale all’aver effettuato le nuove aperture in circa la metà delle nazioni in cui il nostro network è presente a livello globale» segnala Binci. Il core business del gruppo d’abbigliamento prevede sia la classica attività retail che l’ingrosso.

Il modello di sviluppo del Gruppo punta su un mix tra negozi di proprietà e in franchising e per supportare lo sviluppo di quest’ultima formula Teddy ha firmato una partnership con Bnp Paribas Leasing Solutions per favorire l’accesso al credito degli imprenditori affiliati in un’ottica di lungo periodo. In particolare gli affiliati possono avere fino al 50% dell’investimento totale destinato all’acquisto di capi d’abbigliamento. «Continuiamo a focalizzarci sui nostri principali driver di sviluppo che sono il mantenimento dell’incidenza delle varie aree geografiche (la società è presente in oltre 90 paesi ndr) e valutarie nelle quali operiamo e il mantenimento della proporzione tra aperture corporate e in franchising» aggiunge Binci. Circa i due terzi dei punti vendita sono in franchising mentre quest’anno sono previsti investimenti diretti per 40 milioni di euro destinati ad aprire una cinquantina di negozi di proprietà. Per quanto riguarda il medio periodo il gruppo prevede di mantenere l’attuale trend di crescita con 450 aperture nel triennio 2024-2026.

«I margini di crescita e sviluppo sono ampi e manterremo lo stesso rapporto - rimarca il direttore Sviluppo di Teddy che ricorda -. Il fatturato 2023 del gruppo a parità di rete, secondo i dati preliminari, è in linea con quello dell’anno precedente terminato a 671 milioni di euro». Lo scorso anno le aperture sono state concentrare in Europa e nel Medio Oriente puntando in particolare sui mercati di Grecia, Libano e i paesi del Golfo soprattutto l’Arabia Saudita.

La crisi del canale di Suez viene monitorata perché oltre all’aumento dei costi di spedizione si sono verificati alcuni ritardi nelle consegne. «In una situazione come l’attuale l’esperienza ci insegna che è impensabile pensare di trasferire, di fare pagare questi extra costi al cliente finale - avverte Binci -. Ce ne facciamo carico per non perdere quote di mercato mentre nel medio periodo potremmo pensare di adeguare i prezzi ma sappiamo che questa strategia non paga».

Sulla possibilità di accorciare la catena del valore il top manager ricorda che il Gruppo utilizza terzisti presenti sia in Italia che in Europa e in Turchia e «per il momento non vedo la necessità di apportare cambiamenti ma se la crisi continuerà siamo pronti a rivedere le filiere di approvvigionamento».

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