Credito

Abi, a febbraio cala al 3,42% il tasso sui mutui per l’acquisto di abitazioni

Il bollettino mensile dell’Abi: sale la raccolta bancaria, migliorano i crediti deteriorati e scendono i tassi sulle nuove operazioni per la casa e sulle imprese

di Redazione Roma

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Più credito a famiglie e aziende, più risparmio affidato alle banche, tassi in calo sui nuovi mutui e sui finanziamenti alle imprese, crediti deteriorati ancora in discesa.

Il bollettino mensile Abi di febbraio 2026 fotografa un sistema bancario in cui prestiti bancari e raccolta da clientela continuano a rafforzarsi insieme: da un lato cresce il denaro erogato all’economia reale, dall’altro aumentano depositi, obbligazioni e investimenti in titoli custoditi presso gli istituti.

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Prestiti bancari: crescita continua

A febbraio 2026 i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita avviato a marzo 2025. Per le famiglie è il quattordicesimo mese consecutivo di aumento; per le imprese l’ottavo. A gennaio 2026 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5%, quelli alle imprese dell’1,7%.

Raccolta da clientela: salgono depositi e titoli

La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, è aumentata di 97,7 miliardi tra gennaio 2025 e gennaio 2026: 35,6 miliardi fanno capo alle famiglie, 17,6 miliardi alle imprese, il resto ad altri settori, tra cui imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione.

La raccolta diretta complessiva, cioè depositi della clientela residente e obbligazioni, a febbraio 2026 è cresciuta del 4% annuo, dopo il +3,6% del mese precedente e in continuità con la dinamica positiva avviata a inizio 2024. I depositi sono saliti del 4,6% annuo, dal +4% precedente. Le obbligazioni a medio-lungo termine sono aumentate dello 0,4%, contro il +0,8% di gennaio.

Tassi sui prestiti: mutui e imprese in calo

A febbraio il tasso medio sul totale dei prestiti è rimasto fermo al 3,99%. In diminuzione invece il costo del nuovo credito: il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,45%, dal 3,53% di gennaio e dal 5,45% di dicembre 2023. Anche il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è calato al 3,42%, dal 3,45% del mese precedente e dal 4,42% di dicembre 2023.

Tassi sulla raccolta: sale il rendimento dei vincoli

Il tasso sui nuovi depositi a durata prestabilita, come certificati di deposito e depositi vincolati, è salito al 2,07%. A gennaio 2026 era al 2,04%, livello superiore alla media dell’area euro, pari all’1,88%. Rispetto a giugno 2022, quando era allo 0,29%, l’aumento è di 178 punti base.

Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato del 3,07%. Il tasso medio sul totale dei depositi è rimasto allo 0,64%, stabile su gennaio, ma sopra lo 0,32% di giugno 2022. Il tasso sui conti correnti è stato dello 0,27%, invariato rispetto a gennaio e in crescita rispetto allo 0,02% di giugno 2022.

Spread bancario: margine a 196 punti base

Il margine tra tassi sui nuovi prestiti e tassi sulla nuova raccolta, riferito a famiglie e società non finanziarie, a febbraio 2026 si è attestato a 196 punti base.

Crediti deteriorati: nuova discesa

A gennaio 2026 i crediti deteriorati netti sono scesi a 27,1 miliardi di euro, dai 30 miliardi di settembre 2025 e dai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al picco di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, il calo supera i 169 miliardi. In rapporto ai crediti totali, i deteriorati netti sono pari all’1,28%, contro l’1,43% di settembre 2025, l’1,51% di dicembre 2024 e il 9,8% di dicembre 2015.

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