Difesa

Tiene Avio, dall'ingresso di Advent arriveranno risorse per il piano espansione negli Usa

Per i broker i fondi provenienti dall'accordo con l'operatore di private equity sono utilizzabili per M&A al fine di assicurarsi fornitori critici e rafforzare la resilienza della catena di fornitura della società

 IMAGOECONOMICA

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La nuova mossa strategica di Avio con vista sugli Stati Uniti viene apprezzata dalla Borsa che premia il titolo del gruppo dei sistemi di propulsione utilizzati per satelliti, razzi, missili. Le azioni hanno chiuso in rialzo dello 0,12%, in una seduta pesante. L'accordo con i fondi Advent che entreranno con una quota di minoranza nel capitale, attraverso un aumento riservato, sta facendo correre le quotazioni. L'operatore di private equity sottoscriverà nuove azioni per 109,4 milioni di euro a un prezzo di 33,40 euro ciascuna (il valore della chiusura di Borsa della vigilia) e avrà così in mano poco più del 6,5% del capitale. L'operazione - curata da Morgan Stanley e Chiomenti per Avio e da Jefferies e Legance per Advent - avrà bisogno del via libera del governo italiano in base alle norme di Golden Power.

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L'aumento riservato comporterà la diluizione di Leonardo (primo socio con il 19,3%) al 18% e di Delfin (dal 3,7% al 3,2% circa) e amplierà per la base azionaria con un investitore che ben conosce il settore aerospazio e difesa e che ha consolidate relazioni negli Stati Uniti e questo, scrive Intermonte, «potrebbe agevolare l'esecuzione della strategia di crescita nel mercato americano». Advent ha annunciato a marzo l'intenzione di investire 1 miliardo di dollari in tecnologie della difesa di nuova generazione e ha contestualmente effettuato un primo investimento nella californiana Shield AI mentre dal 2015 ha effettuato diverse operazioni nel settore come Cobham, Ultra Electronics, Vantor e Attalon.

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Per Avio l'ingresso del nuovo investitore vuole essere funzionale alla propria espansione negli Stati Uniti fondata sul nuovo impianto in Virginia per i motori a propellente solido per l'industria spaziale e della difesa che comporta un impegno da 500 milioni di dollari e ha ottenuto incentivi pubblici per 100 milioni. Le scorte di motori a propellente solido, «ormai in esaurimento, devono essere ricostituite, e i prime contractor necessitano di seconde fonti di produzione qualificate per sostenere l’incremento dei ritmi produttivi e colmare un deficit oramai strutturale», scrive la società in una nota aggiornando la propria previsione sul gap tra domanda e offerta in Ue e negli Stati Uniti: la stima ora è «intorno a 3.000–3.700 tonnellate annue fino al 2030, in significativo aumento rispetto alle 2.400 tonnellate precedentemente stimate».

«Ritenendo che la cassa a disposizione fosse già sufficiente a finanziare il jumbo capex plan presentato lo scorso anno - osservano gli analisti di Equita - riteniamo che queste ulteriori risorse siano utilizzabili per M&A al fine di assicurarsi fornitori critici e rafforzare la resilienza della propria catena di fornitura». Anche secondo Intermonte la raccolta del nuovo aumento sarà indirizzata ad acquisire fornitori chiave e partner strategici nella supply chain sia ad accelerare l'incremento della capacità produttiva negli Usa. «È evidente che l’operazione abbia inizialmente un effetto diluitivo - sottolineano gli analisti di Akros - ma va considerata in un contesto in cui il divario tra domanda e offerta risulta superiore di circa il 50% rispetto alle previsioni precedenti. Pertanto, riteniamo che la notizia sia molto positiva per le nostre previsioni a medio e lungo termine».

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