Cinema e Media

Addio a Gloria Steinem, voce e corpo del femminismo Usa

Giornalista, scrittrice e attivista, si è spenta a 92 anni nella sua casa di New York. Celebre la sua inchiesta sotto copertura sulle condizioni di lavoro a Playboy e la lotta per il diritto all’aborto

Gloria Steinem posa per una foto nella sua casa di New York il 19 ottobre 2015. (AP Photo/Seth Wenig, File) APN

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Gloria Steinem, giornalista, scrittrice e attivista – diventata uno dei simboli più riconoscibili del movimento femminista statunitense degli anni Sessanta e Settanta – è morta a 92 anni. La notizia della sua scomparsa, avvenuta mercoledì 2 settembre, è stata confermata dalla famiglia e dai canali ufficiali della sua fondazione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L'attivista politico James Meredith, a sinistra, stringe la mano all'attivista sociale, scrittrice ed editrice Gloria Steinem in occasione del "Courage and Justice Gala" organizzato dal Medgar and Myrlie Evers Institute, per commemorare il 60° anniversario dell'assassinio di Medgar Evers avvenuto nel 1963 a Jackson, nel Mississippi, il 9 giugno 2023. (Foto AP/Rogelio V. Solis, Archivio)

«Ieri Gloria Steinem è morta in pace nella sua casa a New York, circondata da alcune delle tante persone che l’amavano. Gli anni, quasi un secolo, che ha trascorso sulla terra sono stati ben vissuti, e ha continuato a lavorare per l’uguaglianza fino alla fine», si legge sul profilo Instagram ufficiale della fondazione. «Il suo più grande dono - si legge ancora - è stata la capacità di ascoltare gli altri, di far sentire gli altri considerati e ascoltati. Le sue parole, le azioni e l’esempio hanno aiutato le persone ad essere più vere. Gloria ha vissuto in modo autentico, sempre con curiosità e un grande senso dell’umorismo. Ha trascorso i suoi ultimi anni facendo le due cose che amava di più: essere in comunità con gli altri e scrivere. Ha accolto centinaia di ospiti nella sua sala da pranzo per Talking Circles, una tradizione che era convinta sarebbe continuata a lungo anche dopo la sua morte».

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Gloria Steinem, leader del movimento per i diritti delle donne, è ritratta durante una manifestazione a favore dell'assistenza sociale nei pressi del Monumento a Washington, al termine di una marcia passata davanti alla Casa Bianca, il 25 marzo 1972. (Foto AP/Charles Harrity, archivio)

«Come ha scritto nel suo prossimo libro, An Unexpected Life, – prosegue il messaggio commemorativo – “ho vissuto per più di cinquanta anni in questo brownstone, in stanze che hanno visto vite prima le mie, e ne conoscerà altre dopo che me ne sarò andata”. Questo libro, insieme al suo impegno nel far diventare la sua casa un centro per i movimenti di giustizia sociale, sono tra i tanti doni che Gloria ha dato al mondo con la speranza di avere effetti per le generazioni future. Gloria ha spesso citato l’adagio: “Un battito di ali di può cambiare il tempo a centinaia di miglia da qui”. Gloria amava la tradizione di accendere fiamme di segnale su colline per illuminare la strada verso l’altro lato della montagna. Accendere la propria candela per Gloria fa parte di questa comunità globale e celeste. Al posto dei fiori – conclude il post – ha chiesto a coloro che desiderano onorarla con un dono, di fare una donazione alla Fondazione Gloria».

La celebrità statunitense Paris Hilton (al centro a sinistra) e l’attivista femminista Gloria Steinem (al centro a destra) firmano il Libro d’onore della Borsa di New York (NYSE) durante la cerimonia di chiusura delle contrattazioni alla Borsa di New York, a New York, New York, USA, 9 marzo 2026 (ripubblicato il 3 settembre 2026). La Steinem è morta a New York il 2 settembre 2026, all’età di 92 anni. EPA/SARAH YENESEL

Una vita per l’attivismo “in presenza”

Co-fondatrice della rivista Ms., è stata per decenni una delle voci più note delle battaglie per i diritti delle donne negli Stati Uniti, partecipando a manifestazioni e marce e intervenendo in università e centri comunitari. La sua carriera era iniziata nel giornalismo. Nel 1963 realizzò un’inchiesta sulle condizioni di lavoro nell’impero di Playboy di Hugh Hefner, conducendo l’indagine sotto copertura, un’esperienza che in seguito disse di aver rimpianto. Sei anni dopo, un incontro durante il quale alcune donne avevano raccontato pubblicamente le proprie esperienze e sostenuto il diritto all’aborto segnò, secondo Steinem, una svolta nella sua vita. «Quella testimonianza pubblica fu l’inizio del mio attivismo», disse all’Associated Press nel 2022, ricordando il dibattito seguito alla sentenza della Corte Suprema che aveva rovesciato Roe v. Wade.

Gloria Steinem, a sinistra, e l'assistente presidenziale Midge Costanza siedono una accanto all'altra durante una riunione della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti sull'Emendamento sui Diritti Uguali, tenutasi a Washington il 18 luglio 1978. (Foto AP/John Duricka, Archivio)

Steinem aveva raccontato di aver subito a 22 anni un aborto clandestino, all’epoca illegale. «O il controllo sul nostro corpo è uguale, indipendentemente dal sesso o dalla razza, oppure non viviamo in una democrazia», aveva affermato. In un’intervista all’Associated Press del 2015, Steinem aveva inoltre sottolineato l’importanza della presenza fisica nell’attivismo: «Non si può fare al telefono o sul web. Bisogna esserci con tutti e cinque i sensi».

Una che ha «dato gloria alle donne»

Dopo il diffondersi della notizia, manifestazioni di cordoglio e affetto stanno arrivando da tutte le parti del mondo.

L’ex segretaria di Stato americana Hillary Clinton l’ha definita una pioniera il cui «attivismo affondava le radici nell’ottimismo» Gloria Steinem «ha spalancato porte non solo per sé, ma letteralmente per milioni di donne che l’hanno seguita», ha aggiunto Clinton, a sua volta prima donna a ottenere la candidatura presidenziale per uno dei principali partiti Usa.

«Ha dato “gloria” alle donne, ha avuto il nome che meritava». Così la stilista Diane von Furstenberg ha ricordato Steinem al Festival del Cinema di Venezia. « È stata una donna importante e molto “cool” - ha aggiunto, a margine dei Dvf Awards di Venezia - aveva mani bellissime, e ultimamente sapevamo che era molto fragile. È stata un’ispirazione ma è rimasta semplice. si è ritenuta sempre una studente, ma è stata molto “bad ass” forte», ha concluso.

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