Italia

Adozioni internazionali ancora in calo: pesa la complessità dei casi

Nel 2025 flessione contenuta ma strutturale: il 70% dei minori adottati presenta bisogni speciali, iter ancora sopra i 50 mesi

di Giulia Cannizzaro

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Nel pieno di una crisi demografica strutturale e di una natalità ai minimi storici, anche il canale delle adozioni internazionali continua a perdere slancio. Nell’ultimo decennio il numero dei minori adottati in Italia si è progressivamente ridotto, riflettendo un mix di fattori economici, sociali e geopolitici che hanno reso più complesso e meno accessibile il percorso adottivo. Un trend che non si interrompe nemmeno dopo i timidi segnali di ripresa registrati nel 2024 e che nel 2025 torna a evidenziare una nuova flessione, confermando una dinamica ormai strutturale più che congiunturale.

I numeri del 2025

L’ultimo rapporto della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), pubblicato lo scorso 29 aprile, conferma una tendenza discendente, rilevata nel 2025, sia nel numero di minori adottati che in quello delle richieste effettuate che, rispetto al 2024, scendono rispettivamente da 691 a 664 e da 536 a 527. Una tendenza altalenante, dunque, fatta di variazioni percentuali minime nonostante gli scossoni geopolitici degli ultimi tempi. Rimangono costanti alcuni elementi strutturali del fenomeno, come ricorda nel rapporto Vincenzo Starita, vicepresidente della Commissione per le Adozioni. In particolare, continua a registrarsi un’elevata incidenza delle adozioni di minori con bisogni speciali, ovvero bambini con disabilità o traumi pregressi, minori sopra i 7 anni o membri di fratrie che devono essere accolte insieme.

Loading...

Dei 664 bambini per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione all’ingresso in Italia, infatti, 465 rientravano nella categoria degli “special needs”, pari al 70% del totale degli adottati, registrando un leggero aumento rispetto al 2024, quando questo tipo di adozioni rappresentava il 67%. Nessuna grossa variazione neanche sul fronte del profilo dei bambini adottati: nel 2025, il 53% era maschio e l’età media è stata di 6,8 anni, un valore sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2024 (7 anni). Per quanto riguarda i Paesi di provenienza, invece, siamo ancora una volta di fronte ad una polarizzazione dei flussi. Il 50% delle autorizzazioni all’ingresso si concentra in soli tre Paesi d’origine: Ungheria (con 163 minori adottati), India (87) e Colombia (80).

I tempi delle adozioni

Ma quanto tempo ci vuole per adottare un bambino oggi? Dalla fase di presentazione della domanda di disponibilità all’adozione al Tribunale per i minori competente, fino al completamento della procedura di adozione, ci vogliono in media 50 mesi, poco più di quattro anni. Anche qui siamo di fronte ad una leggera diminuzione rispetto al 2024 quando, per diventare genitori affidatari era necessario aspettare 53 mesi.

Come in passato, la fase più critica rimane quella tra il conferimento dell’incarico a un Ente autorizzato e l’abbinamento, ovvero il momento in cui le Autorità competenti del Paese di origine del bambino individuano tra le famiglie dichiarate idonee, il nucleo genitoriale ritenuto più adatto a rispondere ai bisogni di quel determinato minore. Questa fase richiede oggi 24 mesi di attesa, quasi la metà della durata totale della procedura.

«Ci sono due fattori che concorrono alla dilatazione dei tempi. Il primo riguarda l’aumento della complessità dei bisogni dei bambini di oggi che spesso le aspiranti famiglie affidatarie non sono in grado di fronteggiare, e poi c’è il cosiddetto “effetto imbuto” su alcuni Paesi: quegli Stati che dimostrano di avere un bisogno elevato di adozioni internazionali, nel lungo periodo subiranno un sovraccarico delle richieste di adozione che aumenterà inevitabilmente i tempi della procedura» spiega Marco Rossin, responsabile del settore adozioni internazionali di Fondazione Avsi.

Eppure, nonostante la complessità e la delicatezza di questo passaggio, il trend continua ad essere di decrescita rispetto al passato. Nel 2024, infatti, la procedura richiedeva 31 mesi, nel 2023, invece, 33. Segno, questo, che i canali diplomatici reggono nonostante l’aumento della complessità e la situazione internazionale instabile.

Le adozioni dei single

Una delle novità più discusse riguarda i single che hanno il desiderio di adottare un bambino. Ad un anno dalla sentenza n. 33 depositata il 21 marzo 2025 con la quale la Corte Costituzionale ha aperto le adozioni internazionali ai single, secondo i dati confermati da Fondazione Avsi, sono 195 potenziali madri e padri single che hanno presentato domanda di idoneità. Dieci, invece, secondo quanto riferito dal CAI, hanno conferito incarico a un Ente autorizzato, avviando effettivamente la procedura di adozione. «Quest’anno abbiamo avuto tanti single che, dopo la notizia della sentenza, hanno partecipato agli incontri informativi che abbiamo organizzato. Ma da questo, ad arrivare al conferimento dell’incarico e all’avvio della procedura, ce ne passa» spiega Rossin.

Sarà, invece, la Corte costituzionale a stabilire se il divieto per le coppie omosessuali, unite civilmente, di accedere all’adozione internazionale sia o meno in contrasto con la Carta e con la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. A nutrire dei dubbi sulla legittimità dell’impedimento, posto dall’articolo 39-bis della legge sulle adozioni transnazionali 184/1983, è il Tribunale di Venezia, chiamato a decidere sulla domanda di adozione - di un bambino che vive in un orfanotrofio all’estero - fatta da una coppia composta da due uomini quarantenni, unita civilmente dal 2019.

Il rimborso delle spese

Un’altra novità introdotta nel 2025 riguarda il rimborso delle spese sostenute per le adozioni concluse nel 2025. Con il Decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità del 5 settembre 2025, sono stati introdotti contributi straordinari a sostegno dei genitori adottivi, soprattutto per chi di loro accoglie bambini con bisogni speciali. In questo caso, oltre a richiedere il rimborso delle spese, è prevista la possibilità di ottenere un contributo extra pari a 3.500 euro. Tutti provvedimenti volti ad incoraggiare chi vuole diventare genitore adottivo.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti