Farnesina

Adozioni internazionali, arriva la guida per famiglie e diplomatici per evitare la burocrazia

Nel primo semestre del 2025 le adozioni internazionali concluse in Italia sono state 242, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando se ne registrarono 234

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Uno strumento facile da consultare per chi si trova ad affrontare e a seguire un’adozione internazionale, così da evitare la burocrazia che troppo spesso frena questo percorso. Uno strumento per tutti coloro che sono coinvolti: dai cittadini agli operatori di ambasciate e consolati. È essenzialmente questo la “Guida alle adozioni internazionali”, realizzata dal ministero degli Affari esteri in collaborazione con la Commissione Adozioni internazionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, presentata giovedì 15 gennaio alla Farnesina, alla presenza del responsabile del ministero Antonio Tajani, della ministra della Famiglia, della natalità e delle pari opportunità Eugenia Maria Roccella e del vice presidente della CAI, Vincenzo Starita. «Vogliamo dare un segnale di riduzione dei percorsi burocratici - ha detto Tajani -, almeno quelli interni. Adottare un bambino è un gesto di grande generosità, ma non è facile. La guida punta ad abbattere gli ostacoli che impediscono di effettuare adozioni in tempi rapidi. La burocrazia non può ostacolare un tentativo di fare il bene».

La presentazione alla Farnesina

I ministri Antonio Tajani ed Eugenia Maria Roccella, e il vicepresidente della CAI Vincenzo Starita presentano alla Farnesina la “Guida alle adozioni internazionali”.

Il documento si propone pertanto di orientare in modo semplice ed efficace tutte le famiglie italiane che decidono di intraprendere questo importante percorso. Inoltre, la Guida fornisce utili spunti agli enti di settore e agli operatori della rete diplomatico-consolare per gestire con sempre più rapidità ed efficacia le varie procedure amministrative nel superiore interesse dei minori coinvolti. È stata infatti diramata a tutte le rappresentanze diplomatico-consolari e sarà altresì diffusa in versione cartacea presso gli enti autorizzati a cura della CAI, restando poi sempre a disposizione sul sito della Farnesina.

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IL DOCUMENTO

La guida alle adozioni internazionali della Farnesina

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In calo la richiesta di adozioni nel mondo e la disponibilità dei paesi a far andare via i bambini da adottare

Il punto di partenza è quello messo in evidenza da Roccella. «La richiesta di adozioni nel mondo sta calando, e sta calando anche la disponibilità dei Paesi ad aprire le proprie frontiere, e a consentire ai bambini di essere adottati. Il problema della denatalità riguarda tutti, non solo noi italiani. Un paese che registra un calo demografico troppo accentuato comincia a vedere i bambini come un bene che va trattenuto nei confini nazionali. A questo si aggiunge un calo delle domande, in Italia meno che altrove».

La guida riporta qualche dato: nel primo semestre del 2025 le adozioni internazionali concluse in Italia sono state 242, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando se ne registrarono 234. I dati, aggiornati al 30 giugno 2025, consentono di delineare alcune tendenze positive. Confrontando i numeri del primo semestre 2025 con quelli degli anni precedenti su base annua, vengono fuori degli aumenti in alcuni Paesi. Qualche esempio. In Brasile ci sono state 12 adozioni nei primi sei mesi del 2025, a fronte delle 19 dell’intero 2024 e delle dieci del 2023. In Burundi, sono 16 le adozioni già concluse (più delle 14 di tutto il 2024). In Polonia sono state otto le adozioni nei primi sei mesi del 2025, rispetto alle quattro registrate in tutto il 2024. Al contrario, c’è una flessione nelle adozioni provenienti da paesi tradizionalmente caratterizzati da numeri più elevati, come Colombia, Filippine e Vietnam e nei paesi di recente apertura, come la Sierra Leone (dopo un avvio incoraggiante hanno evidenziato un calo). La ministra ha ricordato che il governo «ha messo in campo 52 milioni di euro» per le adozioni, di cui 40 milioni «per le famiglie», più un altro decreto da 13 milioni pubblicato a dicembre con diversi contributi, come uno da 2.800 euro per famiglie con procedure avviate nel periodo 2022-2024 e uno da 1.000 euro «per il percorso formativo preparatorio», In Italia, ha ricordato, c’è anche «una generosa disponibilità degli italiani nei confronti dei bambini con bisogni speciali, i famosi special needs».

Ecco alcune delle indicazioni fornite dalla Guida:

Il ruolo della Farnesina

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) esercita la sua competenza in materia di adozioni internazionali tramite la Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie (DGIT), presso la quale opera un Coordinatore per le politiche dei minori stranieri, membro della CAI. Il MAECI coordina, attraverso la rete diplomatico-consolare, i rapporti istituzionali con le coppie (o i singoli) che si rivolgono al Ministro e alle Ambasciate o ai Consolati per chiedere interventi volti a risolvere situazioni di difficoltà e ritardi nella conclusione delle procedure di adozioni internazionali. Il MAECI è inoltre parte di un Tavolo tecnico con la CAI, che si riunisce con cadenza trimestrale, con il compito di coordinare gli sforzi reciproci nella gestione delle adozioni internazionali e programmare iniziative congiunte per la promozione degli obiettivi a tutela dei minori da portare avanti anche con il contributo delle Ambasciate e Consolati.

Il minore straniero

Il minore è al centro dell’adozione internazionale e la Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993 “Sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione interazionale” sancisce la necessità di prevedere misure atte a garantire la tutela del suo interesse superiore e il rispetto dei suoi diritti fondamentali. Essa riconosce che, per lo sviluppo armonioso della sua personalità, il minore deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di felicità d’amore e di comprensione e stabilisce che ogni Stato debba, prioritariamente, adottare misure appropriate per consentire la permanenza dello stesso nella famiglia di origine o in una famiglia d’accoglienza idonea, ricorrendo alla sua adozione all’estero solo qualora ciò sia impossibile (c.d. principio di sussidiarietà). La Convenzione, operando attraverso un sistema di Autorità centrali nazionali si pone come obiettivo, inoltre, di proteggere i bambini e le loro famiglie contro i rischi di adozioni illegali, irregolari, premature e di prevenire il rapimento, la vendita o il traffico di minori.

Le coppie (o i singoli)

Le coppie (o i singoli) aspiranti all’adozione che abbiano ottenuto il decreto di idoneità, entro un anno dalla comunicazione del provvedimento, devono conferire incarico a curare la loro procedura di adozione ad uno degli Enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali ad operare nel Paese di origine prescelto. L’Albo degli Enti autorizzati è pubblicato sul sito della Commissione www.commissioneadozioni.it.

Gli enti italiani autorizzati

Gli Enti italiani informano, formano, affiancano i futuri genitori adottivi nel percorso dell’adozione internazionale e curano lo svolgimento all’estero delle procedure necessarie per realizzare l’adozione, assistendoli davanti all’Autorità Straniera e sostenendoli nel percorso di post-adozione.

Gli Enti autorizzati, una volta ricevuta dall’Autorità straniera la proposta di abbinamento con il minore da adottare, ne informano le coppie adottanti e le assistono nell’iter di conoscenza del minore. Se gli incontri della coppia (o del singolo) con il minore si concludono positivamente, l’Autorità giurisdizionale o amministrativa competente nel Paese di origine, constatata l’instaurazione di un adeguato legame parentale, emette il provvedimento di adozione. Tale provvedimento è trasmesso dall’Ente autorizzato alla Commissione per le Adozioni Internazionali unitamente ad altri documenti riguardanti il minore, tra cui il certificato di nascita.

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I compiti delle Ambasciate e dei Consolati

L’Ambasciata o il Consolato ricevono dalla CAI il provvedimento di autorizzazione all’ingresso ed alla residenza permanente in Italia, atto necessario per l’emissione del visto di ingresso per adozione a beneficio del minore adottando.

Il documento di viaggio del minore

Uno dei problemi ricorrenti nella conclusione delle procedure di adozione internazionale è il ritardo nel rilascio del documento di viaggio del minore, di cui è stata autorizzata l’adozione da parte delle Autorità del Paese di origine. In situazioni eccezionali e nei soli casi in cui sia possibile identificare inequivocabilmente, tramite documenti, il minore straniero adottato, Ambasciate e Consolati potrebbero ricorrere al rilascio di un lasciapassare.

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