Compagnie aeree

Aerei, cala il prezzo del jet fuel ma biglietti aerei ancora cari

Il costo del carburante è sceso del 26% in un mese: tra stagionalità e geopolitica le compagnie aeree non cambiano la loro strategia

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Il prezzo del carburante per aerei ha iniziato a scendere dopo le settimane di rialzi che lo avevano portato ai massimi storici durante la guerra tra Stati Uniti e Iran. Per i passeggeri, però, il calo non si è ancora tradotto in biglietti meno cari: le compagnie aeree continuano infatti a mantenere tariffe elevate.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La crisi è nata con la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha provocato una carenza globale di jet fuel e costretto molti vettori a ridurre i voli e a rivedere al rialzo i listini. Lo shock ha alimentato anche i timori di una possibile carenza di carburante in Europa e ha contribuito ad aggravare le difficoltà di alcuni operatori del settore, tra cui la low cost americana Spirit Airlines.

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Con la parziale riapertura dello Stretto, il petrolio è tornato sui livelli precedenti alla crisi. Il jet fuel, invece, continua a viaggiare su quotazioni sensibilmente più elevate rispetto a un anno fa. Secondo il Price Monitor della Iata, nella settimana conclusa il 26 giugno il prezzo del carburante per aerei è sceso del 2,1%, a 116,63 dollari al barile. Il valore è inferiore del 26% rispetto ai picchi raggiunti il mese precedente, ma resta ancora superiore del 29,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il ridimensionamento del costo del carburante, almeno per ora, non modifica le strategie commerciali dei vettori. La domanda di trasporto aereo continua infatti a mantenersi robusta, soprattutto in Europa, mentre l’uscita dal mercato di alcuni concorrenti rafforza il potere tariffario delle compagnie.

A maggio il traffico passeggeri europeo è cresciuto del 2,7%, ben oltre la media mondiale (+0,7%), secondo la Iata. A frenare il dato globale sono stati soprattutto il crollo del Medio Oriente (-28,4%) e la flessione degli Stati Uniti (-0,8%). In questo contesto le compagnie hanno pochi incentivi a ridurre tariffe che, nei mesi scorsi, sono aumentate in media del 20% per compensare il rincaro del carburante. «Anche in caso di stabilizzazione dei prezzi, il carburante resterà probabilmente più caro rispetto allo scorso anno», ha osservato il ceo di Delta Air Lines, Ed Bastian.

L’ANDAMENTO DEL JET FUEL

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Vacanze nel Mediterraneo: agosto costa fino al 74% in più

Se il calo del jet fuel non si riflette ancora sui prezzi dei biglietti, la stagionalità continua a spingere le tariffe verso l’alto. A trainare la domanda sono soprattutto le destinazioni europee e del Mediterraneo, considerate più stabili sotto il profilo geopolitico.

È quanto emerge dall’Osservatorio di Maiora Solutions, società specializzata nell’analisi delle tariffe aeree, che ha monitorato oltre mille voli e 30 rotte dall’Italia verso Europa, Medio Oriente e Asia per valutare l’impatto congiunto della stagione estiva e del contesto internazionale sui prezzi.

«I risultati mostrano due tendenze molto chiare – osserva Andrea Torassa, co-founder di Maiora Solutions –. I prezzi continuano a salire settimana dopo settimana e chi ha aspettato fino a oggi per prenotare paga fino al 21% in più rispetto a chi ha acquistato il biglietto a marzo. Agosto, inoltre, costa mediamente il 74% in più rispetto a giugno sulle rotte mediterranee».

L’aumento, tuttavia, non è uniforme. Le destinazioni con una domanda turistica più elevata, come Atene, registrano i rincari più marcati, mentre località balneari come Palma di Maiorca riescono a contenere i prezzi grazie a una maggiore disponibilità di voli charter e low cost.

Emblematica la tratta Roma-Atene, dove il prezzo medio di giugno è salito in una sola settimana da 104 a 173 euro (+66%), segnale di una domanda particolarmente sostenuta. Nello stesso periodo, invece, i collegamenti con Heraklion, Dubrovnik e Palma di Maiorca hanno registrato un calo delle tariffe, segno che l’offerta è ancora sufficiente a soddisfare la domanda.

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Il maggiore rincaro stagionale interessa la rotta Milano-Heraklion, che passa da 121 euro a giugno a 323 euro ad agosto, con un incremento del 168%.

Capitali europee: volare da Milano costa di più rispetto a Roma

L’Osservatorio evidenzia una dinamica analoga anche sulle principali rotte verso le capitali europee, dove l’accelerazione dei prezzi è risultata la più marcata dell’intero campione.

Chi ha acquistato a inizio maggio un volo per luglio ha pagato in media il 28% in più rispetto a chi aveva prenotato a marzo. Per i voli di agosto il rincaro medio è stato del 23%.

Incide anche l’aeroporto di partenza. Ad agosto un volo Milano-Londra costa mediamente 329 euro, il 42% in più rispetto ai 231 euro richiesti sulla tratta Roma-Londra. Anche Milano-Parigi risulta in media più cara del 21% rispetto al collegamento da Roma.

La differenza è legata soprattutto alla maggiore pressione della domanda sugli aeroporti milanesi, in particolare Linate, mentre Fiumicino beneficia di una concorrenza più stabile tra i vettori, soprattutto low cost.

Tra le rotte monitorate spicca infine Milano-Madrid, il cui prezzo medio passa da 113 euro a giugno a 225 euro ad agosto, quasi il doppio.

Prenotare in anticipo resta la scelta più conveniente

L’analisi conferma come il momento della prenotazione continui a incidere in modo significativo sul prezzo finale del biglietto.

Chi ha acquistato a inizio maggio un volo europeo per luglio ha speso mediamente il 21% in più rispetto a chi aveva prenotato lo stesso itinerario a marzo.

Sulla tratta Milano-Parigi, ad esempio, il prezzo è aumentato da 121 a 170 euro nell’arco di due mesi. Nel complesso, tra marzo e giugno il prezzo medio dei voli europei per agosto è aumentato del 10%.

Medio Oriente e Asia: la geopolitica continua a pesare

Se in Europa a determinare i prezzi è soprattutto la stagionalità, sulle rotte verso il Medio Oriente continua invece a prevalere l’effetto delle tensioni geopolitiche.

A maggio la domanda nell’area è diminuita del 28,4% e, durante l’escalation del conflitto nel Golfo, le tariffe sono aumentate del 57% nell’arco di una settimana. Successivamente i prezzi si sono in parte ridimensionati, ma restano ancora circa il 5% superiori ai livelli di marzo.

Le tratte più costose per agosto sono Londra Heathrow-Amman (661 euro) e Londra Heathrow-Doha (666 euro), entrambe in classe Economy.

Per chi prosegue verso l’Asia attraverso gli hub del Golfo, i costi rimangono i più elevati dell’intero campione: il prezzo medio raggiunge 782 euro in Economy e 2.360 euro in Business, con punte superiori a 3.200 euro sulla rotta Londra Heathrow-Singapore.

A differenza delle rotte europee, il lungo raggio mostra però una maggiore stabilità nel tempo. Per queste destinazioni luglio risulta addirittura più caro di agosto (848 contro 813 euro), una dinamica tipica dei voli intercontinentali, dove prenotare con largo anticipo continua a essere la strategia più efficace per contenere la spesa.

Stati Uniti: Londra-New York +27%

Negli Stati Uniti la domanda di voli continua a reggere nonostante il rincaro dei biglietti, sostenuta anche dai flussi legati alla Coppa del Mondo e alle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione del Paese.

Per il resto dell’estate, le tariffe risultano nel complesso in linea con quelle dello scorso anno. Fanno eccezione i collegamenti tra Stati Uniti e Londra, dove i prezzi dei voli andata e ritorno sono superiori del 27%.

Se, dopo la stagione estiva, la domanda dovesse rallentare, le tariffe potrebbero iniziare a diminuire. Le recenti tensioni sul mercato dell’energia, tuttavia, suggeriscono che un ritorno ai livelli di prezzo precedenti appare, almeno nel breve periodo, poco probabile.

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