La contesa

Africa, l’Onu vota per «correggere» le mappe geografiche e fa infuriare gli Usa

L’assemblea dà il via libera a una risoluzione per rivedere la mappe dell’era Mercatore e riflettere le dimensioni effettive del Continente

dal nostro corrispondente Alberto Magnani

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NAIROBI - L’Assemblea generale dell’Onu ha dato il via libera il 4 settembre una risoluzione per «correggere» le mappe del mondo e rappresentare più accuratamente le dimensioni dell’Africa, oggi penalizzate nella vecchia proiezione di Mercatore.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il testo, chiamato appunto «Correct the Map», è stato presentato dal governo del Togo a nome del Gruppo Africano all’Onu e ha incassato 164 sì, sei astensioni (Estonia, Georgia, Lituania, Moldovia, Serbia, Ucraina) e un unico voto ostile: quello degli Stati Uniti, furiosi contro un testo accusato di «ridicolizzare» l’istituzione.

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«Invece di concentrarsi su reali problemi di pace internazionale, prosperità o buone relazioni - ha dichiarato la Missione Usa - questo organo sta dibattendo su progetti cartografici del XVI secolo e sul loro ruolo nel promuovere il risarcimento dei danni storici». Il riferimento di Washington è una ulteriore risoluzione del Palazzo di vetro per riconoscimento e risarcimento dei danni della Tratta degli schiavi, sempre osteggiata dagli Stati Uniti.

La «distorsione» dell’Africa

La contesa è di lunga data, ma il dibattito è accelerato negli ultimi anni. La battaglia per un aggiornamento cartografico è sfociata in una petizione sul portale Change.org contro le «distorsioni» delle mappature e in favore di una riproduzione più «equa» delle dimensioni, lanciata a inizio 2025 e oggi balzata oltre le 12mila adesioni. L’Unione africana, l’organizzazione che riunisce 55 Paesi nel Continente, ha sposato la causa nell’agosto dello stesso anno e chiesto al governo del Togo di fare da capofila per l’adozione del testo appena approvato a New York.

La proiezione realizzata nel 1569 da Gerardo Mercatore, il matematico fiammingo che dà il nome alla mappa, è accusata di far apparire l’Africa - decisamente - più piccola e allargare le dimensioni di altre regioni. La distorsione nasce dalla difficoltà di una rappresentazione accurata del globo su una mappa bidimensionale e dai compromessi che ne derivano. La mappa di Mercatore si adatta alla curvatura della Terra e rimane uno standard per la navigazione marittima, ma il suo esito di far apparire più ridotti i Paesi vicino all’equatore e più estesi quelli vicini ai poli.

Uno degli esempi più citati è quello della sproporzione fra Groenlandia e Africa, estese rispettivamente per 2,165 milioni di chilometri quadrati e 30,37 milioni di chilometri quadrati. «Se guardi la proiezione di Mercatore - si legge nella petizione di Change - probabilmente crederai che l’Africa sia grande quanto la Groenlandia [...]. In realtà è di 14 volte più grande».

Il testo approvato non è vincolante, ma la sua ambizione è di promuovere «rappresentazioni cartografiche che, a seconda dell’uso previsto, riflettono con maggiore accuratezza le dimensioni continentali e le realtà geografiche». Una delle soluzione caldeggiata è la proiezione cartografica Equal Earth, realizzata nel 2018 e ritenuta più fedele alle dimensioni relativa dell’Africa e di altri blocchi geografici oggi sfavoriti come Sud America e India.

Dussey (Togo): le mappe non sono mai neutrali

L’Unione africana e il Togo, intanto, rivendicano un risultato più strutturale: il riconoscimento di una «distorsione» che altera il peso politico e geografico del Continente. «Questa iniziativa sottolinea l’importanza di rappresentare l’Africa sulla base di realtà obiettive e scientificamente fondate», ha dichiarato in una nota il presidente della Commissione dell’Unione africana, Mahmoud Ali Youssouf. Robert Dussey, ministro degli Esteri togolese e filosofo politico, aveva già chiarito il principio prima del voto: «Una mappa non è mai neutrale - ha detto Dussey - plasma le percezioni, influisce sul modo in cui viene compreso il posto dei popoli e dei continenti nel mondo e può, talvolta fin dai primi anni di scolarizzazione, perpetuare rappresentazioni che non corrispondono alla realtà geografica».

Riproduzione riservata ©
  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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