Agcom: italiani connessi, esposti e impreparati nell’era dell’odio digitale
Rapporto su “I fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale”. Metà degli italiani esposti a odio e disinformazione online, ma solo pochi sanno come reagire
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L’Italia naviga sul web. A vele spiegate, senza rotta. Scorre sui feed, clicca, commenta, condivide. Ma non sa dove va. E spesso non sa neppure cosa sta guardando. E così nel Paese in cui il 90% delle persone accede quotidianamente a Internet, uno su due è finito esposto a episodi di odio, fake news, revenge porn. E quando le onde si fanno alte, la metà degli italiani resta lì, a mollo, senza nemmeno sapere come chiedere aiuto.
È l’immagine che emerge dal nuovo rapporto dell’Agcom “I fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale nella popolazione italiana” presentato a Roma con toni che, dietro il lessico tecnico, fotografano un Paese connesso, ma vulnerabile; alfabetizzato a metà, soprattutto quando si tratta di capire cosa accade oltre lo schermo. Il rapporto fotografa i principali fabbisogni digitali della popolazione italiana, sulla base dei risultati di un questionario somministrato a un campione di oltre 7 mila individui, rappresentativo della popolazione italiana dai 6 anni in su. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Presidente dell’Autorità, Giacomo Lasorella, il Commissario Massimiliano Capitanio e il Direttore del Servizio Studi e Analisi Tecniche, Mario Staderini.
Il nodo disinformazione
Più di 8 italiani su 10 si dichiarano preoccupati da ciò che trovano online. E fanno bene. Uno su due ha già avuto a che fare con contenuti d’odio, bufale, pornografia non consensuale. Ma il 44,1% di loro non ha mai pensato di cercare aiuto o strumenti per difendersi. E se c’è un paradosso è questo: ci preoccupiamo, ma non agiamo. Oppure lo facciamo male.
Il dato è ancora più spiazzante se si pensa ai più giovani. I minorenni, dice il rapporto, sono più inclini a chiedere sostegno, spesso in famiglia o a scuola. Ma tre su quattro hanno già avuto contatti con contenuti tossici: sfide estreme, cyberbullismo, video rubati. In un mondo dove la rete è parte del quotidiano, cresce una generazione che scopre il lato oscuro del digitale troppo presto, e troppo da sola.
L’analfabetismo digitale
La rete non è neutrale nel suo “rapporto con gli utenti”. Lo si dovrebbe ormai sapere, ma il 41% degli italiani ignora che le piattaforme online usino algoritmi per scegliere cosa fargli vedere. E dai 14enni in su, solo il 7% raggiunge un livello “ottimale” di alfabetizzazione algoritmica. Sì, ci illudiamo di navigare liberamente, ma in realtà siamo guidati – anzi, spesso manipolati – da un codice invisibile, che ci conosce più di quanto conosciamo noi stessi.








