Tennis

Agli Internazionali record di spettatori a quota 418mila

Nella conferenza stampa di chiusura il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, ha snocciolato i numeri record dell’edizione 2026

di Marco Bellinazzo

ANGELO BINAGHI PRESIDENTE FEDERAZIONE ITALIANA TENNIS E PADEL IMAGOECONOMICA

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 «Abbiamo superato la soglia delle 400 mila presenze - 418.815 escluse quelle di oggi sul ground. Con gli addetti ai lavori (161.000 circa) si supera dunque il mezzo milione di presenze. Un dato ottimo che risente dei giorni di pioggia e che sicuramente sarebbe stato più alto. Abbiamo battuto due volte il record giornaliero superando le 43mila presenze sul site e siamo andati sold out nelle ultime 10 sessioni. Le prospettive future portano a una crescita che ci sarà grazie a condizioni metereologiche migliori. Il prossimo passo decisivo ci sarà con la copertura del Centrale, speriamo nel 2028. Ci saranno duemila posti in più che avremmo occupato con grande facilità quest’anno, ciò significa avere 35 mila posti in più».

Nella consueta conferenza stampa di chiusura degli Internazionali Bnl d’Italia il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, ha snocciolato i numeri record dell’edizione 2026.

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L’incremento delle presenze dal 2025 è del 509%, grazie agli ampliamenti del torneo e del site ma anche grazie alla crescita del tennis in Italia. Gli spettatori unici sono stati circa 243mila, il 24% provenienti dall’estero.

Sport e Salute

Quanto alla copertura del Centrale «l’obiettivo è partire a giugno subito dopo il Premier Padel per la copertura Centrale», ha precisato sempre in conferenza Diego Nepi Molineris, l’ad di Sport e Salute, la società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, proprietaria del Foro Italico e che organizzato l’evento tennistico insieme alla Fitp. «Utilizzeremo 65 milioni di risorse che derivano anche dagli utili degli Internazionali. Il successo di manifestazioni come questa ci consente di investire sugli impianti sportivi pubblici, specie nelle periferie, come i playground del progetto Illumina, e sull’accesso gratuito allo sport di base, con il programma sui voucher per i meno abbienti».

Il fenomeno tennis

«C’è un chiaro trend in crescita della passione per il tennis italiano che giocherà un ruolo», ha spiegato il presidente federale. «Alcuni passi importanti sono stati fatti su cambiamenti strutturali del torneo, anche con l’ampliamento del site. Sono cresciuti di 4 punti percentuale gli spettatori internazionali, oltre a un prevedibile aumento della domanda interna. C’è da studiare anche questa crescita che ha sicuramente un valore indotto dalla bellezza di Roma e dalla coda lunga del Giubileo, ma ha anche ragioni interne, con gli appassionati di tennis attratti dal miracolo italiano che riscontriamo anche alla Atp Finals di Torino».

L’impatto economico e sociale

Questa passione ha generato «un impatto economico di miliardo di euro, senza alcun contributo pubblico», ha sottolineato ancora Binaghi.

Boston Consulting Group ha stimato 456 milioni di impatto diretto, ovvero le spese dell’organizzazione e degli spettatori, 375 milioni di impatto indiretto, ovvero le entrate dei fornitori di prodotti e servizi, e circa 171 di indotto, ovvero l’incremento di reddito sulla popolazione residente. I posti di lavoro creati o mantenuti sono stati 7.847. Le entrate fiscali sono state pari a 165 milioni di euro.

Il tennis all’aperto è la disciplina con ritorno sociale maggiore, nettamente superiore a tutti gli altri sport. «E i nuovi praticanti sono 7mila e stabili oltre 3mila. Ci sono poi evidenti benefici sul sistema sanitario nazionale - ha sottolineato ancora Binaghi -. Il tennis rende molto più sani rispetto a tutti gli altri sport e allunga la vita di circa nove anni e mezzo a chi lo pratica con continuità. L’investimento dello Stato nella Fitp è quello con più profitti a livello di risparmi nel sistema sanitario nazionale».

«Il tennis genera un impatto fiscale e reputazionale non paragonabile ad altri sport, anche grazie agli straordinari risultati dei nostri giocatori e giocatrici. Noi siamo un’opportunità per il Governo anche per lo sviluppo dell’attività di base. Riceviamo dallo Stato soltanto 16 milioni, il 6,4% del valore della nostra produzione, che nel 2025 ha superato i 243 milioni di euro».

Il tema dei diritti tv

«L’audience dell’anno scorso su Rai è il doppio di quest’anno e il problema del canale è frutto di accordi fatti anni fa che ci hanno arrecato un danno incalcolabile. Stiamo misurando l’impatto della mancanza di un canale generalista come Rai Uno e Rai Due. Le ultime partite nel 2025 le ha trasmesse Rai Uno e c’è una differenza molto grande tra il canale che trasmette quest’anno e le tv generaliste», ha aggiunto infine Binaghi, parlando della commercializzazione dei diritti per il tennis in chiaro.

«Non permetteremo che Sinner, Musetti e Paolini non possano essere visti sui grandi canali in Italia perché non canalizzano solo gli appassionati ma coinvolgono anche tutte le persone che non vanno a cercare il tennis ma se lo trovano di fronte. Ho proposto a più presidenti del Coni di fare un canale televisivo ma non l’hanno mai fatto perché erano spaventati dal successo di questo canale, perché avrebbero dovuto farne due o tre».

Quanto al rapporto con Atp Media, che gestisce i diritti tv dei tornei principali in maniera centralizzata e in cui la Fipt ha una piccola quota di capitale, «noi predichiamo nel deserto. I soci di Atp media dovrebbero spingere in ogni modo possibile perché il chiaro sia predominante, perché questo - sia nel breve che nel lungo termine - porta più spettatori, più presenze e più centralità a livello sportivo. È una visione miope che alcune federazioni tennistiche di altri paesi non capiscano che questo sarebbe lo strumento con cui diventare più popolari nel mondo. Siamo orgogliosi di essere in minoranza e forse questo è il nostro punto di forza».

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