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Agroalimentare, dal 29 maggio scatta il reato di commercio con segni ingannevoli

Nasce anche il reato di frode alimentare. Le novità della legge 75/2026 a tutela dei prodotti alimentari italiani

di Anna Mulassano

Buffalo mozzarella cheese ball with cocktail tomatoes, basil and olive oil on plate Christin Klose - stock.adobe.com

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Dal 29 maggio sarà reato mettere in vendita cibo con etichette con segni distintivi o indicazioni false o ingannevoli per indurre l’acquirente in errore sull’origine, sulla provenienza, sulla qualità o sulla quantità di alimenti e ingredienti. Il reato sarà compreso nel novero di quelli per cui è prevista una causa di non punibilità in favore di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché degli ausiliari, coinvolti in operazioni sotto copertura.

Oltre al commercio di alimenti con segni mendaci, nasce anche il reato di frode alimentare, che intende tutelare alimenti, acque e bevande che – per origine, provenienza, qualità o quantità – siano sostanzialmente difformi da quelli indicati, dichiarati o pattuiti.

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È inoltre in arrivo il nuovo contrassegno per i prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta (Dop) e di indicazione geografica protetta (Igp) realizzato dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato. Sono alcune delle novità previste dalla legge 75/2026, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 14 maggio e in vigore dal 29 maggio.

Le novità sotto il profilo penale

La legge prevede anche la facoltà di usare le intercettazioni telefoniche nei procedimenti relativi alla frode alimentare e al commercio di alimenti con segni mendaci. Nel campo della procedura penale, l’applicazione dell’incidente probatorio sarà estesa anche alle attività di analisi su alimenti deteriorabili. Per i prodotti alimentari confiscati e idonei al consumo umano o animale e non contraffatti o deteriorati si apre ora la porta della solidarietà: potranno infatti essere devoluti gratuitamente alle persone bisognose o a enti territoriali, caritatevoli o pubblici, per scopi assistenziali. La destinazione a finalità diverse integrerà il reato di malversazione di erogazioni pubbliche.

Le sanzioni amministrative

Si inaspriscono le sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni in materia di pratiche leali di informazione, di denominazione dell’alimento, di elenco degli ingredienti e di indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza: saranno determinate in misura variabile o in percentuale al fatturato.

Saranno introdotte nuove sanzioni amministrative anche per l’impiego abusivo delle denominazioni di latte o di prodotti lattiero-caseari, che potranno essere determinate in misura variabile o in percentuale al fatturato. Inoltre, è previsto il sequestro della merce e di ogni materiale o supporto attraverso cui viene commessa la violazione. Le sanzioni si applicano anche nel caso in cui le denominazioni di latte e di prodotti lattiero-caseari siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che specifichino l’origine vegetale del prodotto.

Per i prodotti vitivinicoli, in materia di controlli sulle denominazioni protette si inasprisce il sistema sanzionatorio a carico del produttore inadempiente all’obbligo pecuniario nei confronti dell’organismo di controllo per le produzioni di Doc, Docg e Igt.

Da ultimo, per quanto riguarda il settore ittico l’articolo 20 ne disciplina il sistema sanzionatorio prevedendo, per esempio, in relazione alla pesca in quantità superiori a quelle autorizzate la possibilità di graduare l’applicazione delle sanzioni in relazione alla gravità della condotta.

Le iniziative istituzionali

Rimanendo in ambito caseario, viene istituito il «Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati» nell’ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e si inasprisce il quadro sanzionatorio a tutela della sicurezza alimentare e della tracciabilità del latte e prodotti della filiera bufalina. 

Nasce anche il «Piano straordinario di controllo nazionale per i prodotti lattiero-caseari con indicazione di origine protetta e indicazione geografica tipica».

Presso il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste viene infine istituita la «Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare».

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