Agroalimentare, operazione della Guardia di finanza a Latina contro il lavoro irregolare
Portati alla luce contratti non a norma e condizioni degradanti in alcune aziende della provincia. Rinvenuta a Priverno la carcassa di un topo negli spogliatoi dei dipendenti
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Irregolarità contrattuali, lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno e condizioni ambientali degradanti. È quanto ha rilevato la Guardia di Finanza ispezionando le sedi di alcune aziende agricole della provincia di Latfina. L’operazione delle Fiamme Gialle si è svolta nell’ambito del contrasto al lavoro sommerso e irregolare, con l’obiettivo di tutelare i dipendenti da soprusi e sfruttamenti.
L’operazione della Guardia di Finanza
Al centro delle ispezioni avviate il 13 maggio dai militari del Comando Provinciale di Latina ci sono le sedi, i campi e le serre di coltivazione di sette aziende del comparto agroalimentare operanti nei comuni di Sezze, Pontinia, Cisterna di Latina, Priverno e Fondi.
Alla maxi-operazione hanno preso parte più di 60 finanzieri supportati da un elicottero, necessario - data l’estensione delle aree agricole interessate - per individuare dall’alto lavoratori e braccianti.
Le anomalie riscontrate
Dopo aver raccolto la documentazione relativa alla gestione delle società e ai rapporti lavorativi in essere, le Fiamme Gialle hanno identificato 93 lavoratori, tutti stranieri, provenienti per larga parte da India, Bangladesh e Nord Africa. Tre di loro sono risultati sprovvisti di permesso di soggiorno.
Dai controlli preliminari, come comunica la Gdf, stanno emergendo numerose irregolarità. Alcune anomalie sono legate alla totale assenza di contratti di lavoro, altre a un numero di ore di lavoro effettivamente prestate di gran lunga superiore a quello indicato sul contratto. Sono stati anche rilevati salari e paghe orarie inferiori a quelli dichiarati ufficialmente.







