AI, il 94% degli studenti la usa. Ma chi si fida di più controlla meno le risposte
I risultati dell'indagine nazionale “Io e l'Intelligenza Artificiale”, promossa da INDIRE e Festival dell'Innovazione Scolastica. Coinvolti i ragazzi delle secondarie di primo e secondo grado
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L'Intelligenza Artificiale è già entrata stabilmente nella vita degli studenti italiani: il 94% la utilizza almeno occasionalmente e il 62% lo fa con frequenza settimanale o quotidiana. A scuola il fenomeno è altrettanto esteso: l'84% degli studenti ricorre all'IA per lo studio e oltre tre su quattro ritengono che li aiuti a comprendere meglio gli argomenti e a imparare più rapidamente. Ma proprio la grande familiarità con questi strumenti apre una questione educativa decisiva: saper usare l'IA non significa necessariamente saperla valutare criticamente.
È uno dei risultati più significativi dell'indagine nazionale “Io e l'Intelligenza Artificiale”, promossa da INDIRE e Festival dell'Innovazione Scolastica, i cui risultati saranno presentati venerdì 4 settembre nel pomeriggio, durante la prima giornata della VI edizione del Festival dell'Innovazione Scolastica, in programma a Valdobbiadene dal 4 al 6 settembre. A illustrare la ricerca sarà Samuele Calzone, ricercatore INDIRE.
La rilevazione ha coinvolto oltre 5.300 studenti
L'indagine era stata lanciata lo scorso marzo proprio in vista del Festival, con l'obiettivo di non limitarsi a parlare dei giovani e dell'IA, ma di ascoltare direttamente gli studenti e comprendere che cosa stia già accadendo nelle aule e nella loro vita quotidiana. La rilevazione, realizzata tra marzo e giugno 2026, ha coinvolto 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che hanno compilato il questionario in classe con il coinvolgimento dei docenti. Si tratta di una delle più ampie rilevazioni empiriche realizzate sul tema a livello nazionale ed europeo, pur basandosi su un campione di convenienza e quindi non statisticamente rappresentativo dell'intera popolazione studentesca.
Alle superiori l'AI è già un'abitudine quotidiana
I risultati mostrano anzitutto quanto rapidamente l'IA sia diventata uno strumento ordinario. Il 40,3% degli studenti la utilizza più volte alla settimana e il 21,15% quasi ogni giorno. La differenza tra i diversi ordini di scuola è molto marcata. Nella secondaria di primo grado il 12,5% non usa mai l'IA e il 10,4% la utilizza molto spesso; alle superiori, invece, chi non la usa scende appena all'1,5%, mentre gli utilizzatori più assidui salgono al 27,7%. Il dato suggerisce due scenari educativi diversi: alle medie è ancora possibile accompagnare gli studenti mentre si formano le abitudini d'uso, mentre alle superiori la scuola si confronta con comportamenti ormai largamente consolidati.
Il “paradosso della fiducia”: chi si fida ciecamente verifica meno
È però sul rapporto tra fiducia e capacità critica che la ricerca fa emergere uno dei risultati più interessanti. Complessivamente, il 76% degli studenti dichiara di fidarsi delle risposte dell'IA e il 62% afferma di controllarle attraverso altre fonti. Ma incrociando le risposte dei singoli studenti emerge quello che i ricercatori definiscono il “paradosso della fiducia”. Sono infatti proprio gli studenti collocati ai due estremi – quelli che si fidano moltissimo dell'IA e quelli che non se ne fidano per nulla – a verificare meno le informazioni. Tra chi dichiara la massima fiducia, il 55% non verifica le fonti; ma la percentuale sale addirittura al 56,1% tra chi non si fida per niente. I più attenti al controllo sono invece gli studenti che mantengono nei confronti dell'IA una fiducia moderata. Il problema educativo, dunque, non sembra essere semplicemente insegnare a fidarsi o a diffidare dell'IA, ma educare a una fiducia consapevole, capace di sottoporre le risposte della macchina a verifica e giudizio. L'84% usa l'IA per studiare, ma il 44% teme di “pensare meno con la propria testa”
Attività molto diffusa
Anche nell'attività scolastica l'AI è ormai una presenza diffusa: l'84% degli studenti dichiara di utilizzarla per lo studio. Le materie nelle quali viene impiegata maggiormente sono italiano, scrittura, riassunti e letture (40,32%), le lingue straniere (34,89%) e matematica e scienze (32,76%). Molto più limitato, il 5,45%, è invece l'utilizzo dichiarato per attività artistiche e creative. Il 76,5% ritiene che l'AI aiuti a comprendere meglio gli argomenti e ad apprendere più rapidamente. Allo stesso tempo, però, gli studenti sembrano percepire il rischio insito nella delega alla macchina: circa il 44% concorda con l'affermazione che l'IA utilizzata per la scuola possa rendere troppo dipendenti e far “pensare di meno con la propria testa”.
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