Hotel Collection

Al Bellevue Syrene dove il Natale è una festa di decorazioni luccicanti

Hotel di lusso e grande tradizione (nato nel 1820), gestito da cinque generazioni dalla famiglia Russo Attanasio, affiliato a Relais & Chateâux

di Sara Magro

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«L’arte è una delle passioni di mia madre Elsa», racconta Amelia Attanasio, brand manager dell’hotel Bellevue Syrene di Sorrento, e quinta generazione di albergatori. «Quando si innamora di qualche artista lo invita a esporre in albergo, e a volte ne compriamo le opere». La collezione di proprietà è davvero vasta: lampadari di Fiorentino, foto di Maurizio Galimberti, sedie di Gaetano Pesce, specchi, tavoli intarsiati, mobili etnici che nonno Giovanni Russo comprava in giro per il mondo. Tutto inventariato. «Mia madre sostiene che bisogna usare le cose, anche se sono preziose». Mamma Elsa cambia la disposizione dei mobili, compra nuovi oggetti, rifodera poltrone e sofà. Così ogni volta che si torna al Bellevue Syrene, c’è sempre qualcosa di diverso e per Natale è una festa di decorazioni luccicanti.

Arte in primo piano

La famiglia Russo Attanasio ha sempre avuto una particolare propensione per l’arte, e il Bellevue Syrene, con i suoi ampi spazi, è una galleria perfetta. Lo scorso novembre hanno iniziato una collaborazione con il Museo Correale di Sorrento. E come primo impegno, che durerà qualche mese, ospitano il restauro della Scena di Caccia del pittore fiammingo David de Koninck. E gli ospiti possono assistere al lavoro sull’opera.

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A vedere tutti quegli oggetti, alcuni rari e di valore, viene il dubbio che possano sparire. Invece no. Nessuno ha mai toccato nulla, forse perché si percepisce che appartengono a quelle sale in modo intrinseco, naturale. E la luce del giorno gira nella lounge come un faro, valorizzando a turno un intarsio, un quadro, un soprammobile. Che meraviglia quel fascio luminoso che arriva direttamente dal cielo terso di Sorrento!

In famiglia vige una regola imprescindibile dell’ospitalità: tutti devono sentirsi a casa. E come in una casa c’è lo stile della padrona, ci sono i ricordi, e c’è sempre qualcosa da stuzzicare su una tavola imbandita nella lounge dai divani rosa e azzurri. La mattina dolci e caffè; più tardi pizzette, pomodorini, vino rosso. E di nuovo ti chiedi se qualcuno approfitta di quell’angolo delizioso. «Ma no, non succede», dice smagliante Amelia, scuotendo i lunghi capelli biondi. «È un piccolo buffet per ingannare il tempo. Magari il marito è già pronto e la moglie ancora in camera…invece di innervosirsi, chi aspetta mangia uno dei nostri pomodorini dolcissimi e si scorda l’orologio».

Oltre 200 anni di storia

Lo scorso novembre, il Bellevue Syrene ha festeggiato i 205 anni di attività. Viene spontaneo chiedersi perché proprio i 205 anni? Semplice: nel 2020, quando ha compiuto due secoli tondi, c’era il Covid e non era tempo di party sfavillanti. Hanno aspettato il momento giusto per il gran galà che si meritava, con fiumi di champagne e fuochi d’artificio. Così il 2025 resterà memorabile nella storia di questo cinque stelle longevo e sempre smagliante. Anche perché è l’anno in cui la famiglia ha inaugurato un altro cinque stelle: il Vetera di Matera, anch’esso affiliato a Relais & Chateâux come il Bellevue, che dà il nome al neonato gruppo alberghiero italiano.

Una posizione straordinaria

Il Bellevue Syrene ha una posizione straordinaria, 50 metri a picco sul mare, con una vista che, a raccontarla, non può tradurre l’emozione di vederla con i propri occhi. Si pranza sotto un portico affacciato sul Tirreno, si prende l’aperitivo su una terrazza che toglie il fiato, circondati d’azzurro, il colore della serenità, che riduce lo stress e porta buon umore. Un Negroni con il gin della Costiera, mandorle e nocciole tostate. Cosa c’è di meglio? «Siamo orgogliosamente sorrentini - aggiunge Amelia - Anche se mia nonna Anita Elizabeth Leigh è un po’ danese, un po’ inglese», come si intuisce dai capelli biondi di Amelia. Chi ha comprato l’hotel, nel 1993, è stato il nonno Giovanni Russo, 84 anni, sempre in gambissima. Ma a occuparsene oggi è la figlia Elsa, ora aiutata da Amelia e sua sorella Adda, mentre il padre cerca nuove strutture per arricchire il gruppo. Amelia continua a raccontare: «Siamo nati albergatori. La nonna aveva alberghi, mio nonno aveva alberghi, si sono uniti, hanno comprato, trasformato, venduto. Il Bellevue è diventato un cinque stelle lusso, passando da 80 a 50 camere. Una scelta controcorrente a Sorrento, dove più camere significa più guadagni». Le camere sono tutte diverse, tra cui due bellissime suite con affreschi del Cinquecento. Alla regia c’è sempre mamma Elsa, che sceglie arredi e temi per valorizzare gli spazi.

Un’avventura iniziata nel 1820

L’albergo è nato nel 1820. In origine era la villa Agrippa Postumo, il nipote dell’Imperatore Augusto. Infatti qui sotto, sul mare, ci sono ancora i resti di due meravigliosi ninfei di epoca romana che ne facevano parte. «Quando mio nonno ha comprato l’hotel nel 1993 ha acquisito anche l’adiacente Villa Tritone, riproduzione fedelissima di una domus romana, con gli affreschi uguali e una terrazza colonnata, dove oggi si fa colazione con il Vesuvio davanti». Per andare al mare si prende l’ascensore, oppure si scende attraverso la grotta di proprietà. All’uscita ci sono i ninfei romani e i lidi chiassosi. Ma il beach club del Bellevue Syrene, con gli ombrelloni rosso cardinale, è più appartato. Di giorno si prende il sole, la sera si fa festa fino a tardi, senza disturbare gli ospiti dell’hotel. I Russo, insieme agli altri beach club, vorrebbero valorizzare l’area e creare una passeggiata che arriva al porto. Un altro sogno che presto si avvererà. Perché a questa quinta generazione di albergatori non mancano certo le idee, l’entusiasmo né la grinta.

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