Carroccio

Pontida, la mossa di Salvini: congresso straordinario a ottobre per non farsi logorare e sfidare il fronte nordista

Il segretario: «Non voglio divisioni, voglio unità». Il capogruppo Romeo, contestato, rilancia su una Lega unica con una confederazione con nord centro e sud. Il governatore Attilio Fontana rivendica l’obiettivo del «federalismo e di un partito che sia organizzato per ridare voce ai territori». Giorgetti: i nemici sono fuori dalla Lega. Dal ministro Calderoli l’invito ai dirigenti a fare un esame coscienza, «a partire da me e Salvini».

Salvini: Domani convocherò Consiglio Federale e proporrò congresso straordinario a ottobre

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PONTIDA (BERGAMO) - Altro che contestazioni, come pure si temeva alla vigilia. Matteo Salvini si gode a Pontida il bagno di militanti che inneggiano a “un solo Capitano”. E spiazza tutti, passando al contrattacco con l’annuncio di un congresso straordinario della Lega a ottobre, dopo mesi in trincea, costretto a rintuzzare gli affondi della fronda nordista, tra tavoli dei territori, manifesti programmatici ancora in cottura, associazioni e correnti in fieri, fragili tregue. Perciò basta logoramento. Si va alla conta. Anche perché l’accelerazione impressa mette tutti di fronte all’obbligo di prendere una posizione.

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Un annuncio a effetto quello del leader leghista. Prima la richiesta di un mandato al popolo di Pontida per la prossima legge di bilancio, per portare sul tavolo degli alleati impegni certi per superare la legge Fornero con quota 64, meno tasse sugli stipendi dei giovani, estendere la flat tax per le partite Iva e chiedere un contributo sugli utili alle grandi banche italiane. Poi, mentre ancora risuona il coro “c’è solo un Capitano” dei militanti, la bomba che scoppia tra la sorpresa di tutti: «Non voglio divisioni. Si vince uniti e la Lega è e sarà più unità che mai. Domani convocherò il Consiglio federale della Lega a Milano e proporrò di convocare nel mese di ottobre un congresso straordinario per decidere insieme e poi marciare uniti e compatti».

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E ancora: «Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano». Una chiusura di fatto alla fronda dei governatori del Nord (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e dell’ex Doge Luca Zaia) che spinge per un partito federalista sul modello bavarese della Csu-Cdu (con tre articolazioni territoriali interregionali: Nord, Centro, Sud) e per un rilancio della questione settentrionale.

Salvini: Domani convocherò Consiglio Federale e proporrò congresso straordinario a ottobre

Salvini conferma: autonomisti in Italia, sovranisti in Europa

Salvini propone il congresso, infatti, dopo aver ribadito dal palco la sua linea nazional-sovranista: «Il progetto federalista e autonomista trionferà, unito a un impegno sovranista e patriota in Europa per evitare che l’autonomia che portiamo a casa in Lombardia venga espropriata dai burocrati di Bruxelles. Autonomisti in Italia, patrioti e sovranisti in Europa, è inevitabile».

Il segretario sembra stufo delle polemiche e delle contestazioni interne. «Non ci possiamo permettere di usare per mesi di occupare il poco spazio che i media ci concedono con polemiche interne invece che per le battaglie su pensioni, giustizia o giovani. Così facciamo solo un favore alla sinistra». E ancora: «Se c’è una soluzione da portare sul tavolo, tutto questo va affrontato nelle sezioni della Lega, non in piazza, sui giornali e in tv».

Bergamo Prato di Pontida raduno Leghista Militanti 20 settembre 2026 Bg Italia Foto Tiziano Manzoni Lapresse

Congresso elettivo o programmatico?

Il congresso di Firenze dello scorso anno (ad aprile 2025) aveva proclamato Salvini segretario fino al 2029. Molto dipenderà ora dalle modalità dell’assise straodinaria, che saranno definite dal Consiglio Federale di lunedì. Nell’ala nordista c’è chi è scettico. E parla per ora di “boutade comunicativa”. Sarà fondamentale capire se si tratterà di un congresso elettivo o programmatico. Ossia se Salvini si presenterà dimissionario e sarà possibile una candidatura alternativa alla sua. O se il congresso di ottobre servirà solo ad avallare o bocciare la linea del segretario, come lascia intendere dal palco Salvini, quando dice: poi «la prima voce fuori posto dovrà spiegare ai militanti perché continua a fare il gioco della sinistra».

Bergamo Prato di Pontida raduno Leghista Militanti 20 settembre 2026 Bg Italia Foto Tiziano Manzoni Lapresse

Tutti spiazzati

Nessuno si aspettava questa mossa, che spiazza il fronte nordista. Tra i dissidenti, mai era emersa la richiesta specifica di un congresso. E non a caso, rivela qualcuno di loro a microfoni spenti. Se si andasse verso un congresso elettivo, il leader sa di avere a disposizione un tesoretto di “suoi” delegati molto alto, per cui ogni nome alternativo avrebbe vita difficile.

«Penso che il segretario voglia favorire con il congresso una discussione e un percorso di crescita del movimento. È la dimostrazione che siamo un partito vivo, siamo un partito dove si vuole guardare avanti offrendo al paese una proposta politica di rinnovamento» commenta diplomaticamente il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. «E’ un’occasione buona per confrontarsi» gli fa eco il capogruppo e segretario della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo, tra i più critici della linea di Salvini. A chi gli chiede se al congresso verrà candidato un segretario alternativo, Romeo risponde: «Non lo so, prima vedremo le modalità e poi sono tutte valutazioni che faremo insieme nei prossimi giorni, sicuramente con il tempo». Con affondo finale: chiamare il congresso è il «sintomo che c’è la necessità di rilanciare il partito e riguadagnare la fiducia degli elettori».

«La scelta di Salvini dimostra coraggio e responsabilità. La Lega ne uscirà ancora più forte e più unita» commenta il presidente del Veneto, Alberto Stefani (vicino al segretario, a differenza degli altri governatori leghisti). «Può essere l’occasione per stabilire una linea politica per andare diretti fino alle elezioni. E senza continuare a perdere tempo in discussioni che allontanano gli elettori» chiosa il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. Apprezza l’idea del congresso anche il ministro Roberto Calderoli, che ribadisce di credere «in una Lega unitaria sotto la guida di Salvini ma con rappresentanti delle macroregioni del Nord, del Centro, del Sud e magari anche uno delle Isole».

foto Mario Romano/IPP Pontida (Bg) 20/09/2026 Raduno della Lega a Pontida nella foto leghisti espongono cartelli in sostegno di Matteo Salvini Italy Photo Press - World Copyright Politica Raduno della Lega a Pontida

L’omaggio a Bossi

La kermesse inizia con il ricordo di Umberto Bossi (un video con le frasi più celebri del fondatore del partito) e con il Va’ Pensiero. Sono lontani i tempi in cui al Senatur nel 2017, critico con la linea di Salvini, fu negato il palco. Dal pratone si alzano applausi a più riprese e cori “Bossi, Bossi”. E al fondatore della Lega viene intitolato il “sacro pratone”, con una targa svelata da Salvini per «colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra». Alla fronda nordista Salvini, che definisce Bossi un «visionario coraggioso che ha ridato dignità a un popolo», non concede di più.

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La convinzione dei salviniani, del resto, è che l’atteggiamento dei nordisti sia «ciò che impedisce alla Lega di risalire nei sondaggi». Perchè «adesso abbiamo in campo proposte che possono riportare entusiasmo nei nostri: Quota 64, la legge per la revoca della cittadinanza, la battaglia contro l’islamizzazione, quella per la sicurezza». Tutti i temi rilanciati dal segretario nel suo intervento a Pontida. E però, lamentano i fedelissimi, «se ogni volta arriva il controcanto dall’interno del partito diventa impossibile invertire il trend». Dunque, «basta autolesionismo, basta farci del male da soli. E basta con le zavorre che ci impediscono di risalire». Tanto più i governatori del Nord negli interventi, pur concilianti, non rinunciano ai loro obiettivi. Dal palco la richiesta di una Lega “federale”, tripartita tra Nord, Centro e Sud, arriva di fatto da tutti. Una richiesta «costruttiva per rilanciare il partito».

(L) Luca Zaia, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massiliano Fedriga during the traditional Lega party rally in Pontida (Bergamo), 20 september 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA

Attilio Fontana: l’obiettivo è il federalismo

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana non cita nel suo intervento Salvini al quale nelle scorse settimane aveva chiesto di prendere in considerazione un passo di lato. Rende omaggio a Bossi, che «ci ha insegnato tutto». E incalza: «Quando sento i discorsi centralisti non sto zitto, io sono nato federalista e voglio il federalismo». Poi rivendica come l’obiettivo sia anche «un partito organizzato con istanze che vengano dal basso», perché «vogliamo ridare voce ai nostri territori, lo facciamo in Lombardia e anche all’interno del nostro movimento».

Attilio Fontana a Pontida: "Vogliamo federalismo e ridare voci a nostri territori"

Zaia: il riferimento resti il Nord

L’ex Doge Luca Zaia rilancia l’importanza della questione settentrionale. «Resto dell’idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale. Le istanze del Nord devono essere accolte. Come c’è una questione meridionale è pur vero che c’è una questione settentrionale» arringa. Ma a chi gli chiede che sarà il nuovo segretario della Lega, a margine del raduno di Pontida, prima dell’annuncio del congresso straordinario, Zaia risponde che «c’è già un segretario, mi sembra ovvio». Poi aggiunge: «Resto convinto che non siamo nè di destra nè di sinistra, che le nostre battaglie sono le battaglie epocali iniziate con Umberto Bossi. La Lega è nata come partito liberale, non liberticida»

Zaia: Pontida è la festa del popolo della Lega, Bossi l'aveva voluta così

Fedriga e Fugatti: rispettare le specificità dei territori

Anche il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rivendica che «la differenza della Lega è la capacità di dare risposte alle specificità con l’obiettivo di camminare tutti insieme ma con risposte specifiche che servono a un territorio, questa è la nostra forza». Mentre il presidente della Provincia Autonoma del Trentino Maurizio Fugatti, scandisce: «Serve un’organizzazione federale all’interno della Lega»

Contestato il capogruppo Romeo, che invita però all’unità

Contestato il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo, tra i più critici della linea di Salvini e dato in uscita da capogruppo al Senato, prima di essere “blindato” due giorni fa dal vice segretario Claudio Durigon. “Romeo, Romeo” inneggia un gruppo a metà del pratone, facendo alzare una nuvola verde di fumogeni. “Matteo, Matteo”, rispondono più forte dalle prime file, dove viene ribadito con numerosi cartelli il sostegno a Salvini. E’ una gara a chi grida di più che va in scena. Un derby che passa anche dall’abbigliamento dei militanti, tra chi indossa le t-shirt blu pro Salvini, e chi quelle verdi con scritto “Lega Nord fino alla morte”.

Eppure il messaggio di Romeo è un invito alla “unità”, nel segno del fondatore Umberto Bossi, a cui chiede di tributare un omaggio. «Non vogliamo una Lega divisa o più leghe ma una Lega unica e unita in una confederazione con nord centro e sud» rilancia il leader della Lega Lombarda. E aggiunge: «Il federalismo non divide ma unisce, questo è stato il nostro mantra per anni, una Lega unica che sappia valorizzare i territori».

A Pontida le due anime della Lega: tra i militanti del Carroccio c'è chi inneggia a Salvini e chi a Romeo e Fontana

Giorgetti: i nemici non sono dentro la Lega, ma fuori

Interviene dal palco anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per ricordare che «siamo a Pontida per il federalismo». E avvisa, tendendo una mano alla fronda dei “nordisti” ai quali i pasdaran di Salvini danno dei «traditori»: «i nemici non sono dentro la Lega ma fuori».

Giorgetti a Pontida: I nemici non sono dentro la Lega, sono fuori

Calderoli: esame coscienza per i dirigenti, a partire da me e Salvini

Chi invita tutti a farsi un’analisi di coscienza è Roberto Calderoli «Nel 2012, nel momento più difficile della Lega, Bossi disse “piuttosto che dividere la Lega faccio un passo indietro’” e lo ha fatto chi quella Lega l’ha creata» ricorda il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, che incalza: «Credo che oggi come dirigenti un esamino di coscienza sia necessario farlo». Di qui la domanda: «A partire da me stesso, dal nostro segretario Salvini, dai governatori e da tutti i segretari regionali, siamo disposti a farlo? A dire che prima viene la Lega e poi gli uomini e le donne? Si? Io sono convinto di sì». Infine il monito: «I fratelli coltelli vadano da un’altra parte perché qua non c’è posto». E la stoccata finale: «E’ inutile applaudire qui Bossi, ieri pomeriggio (a piantare un ulivo in suo ricordo, ndr) eravamo lì in quattro da soli, io, Leoni, Garavaglia e l’ex sindaco» a ricordarlo.

Molinari (Lega): Vannacci ha lordato Pontida. Suo scopo è riportare a governare la sinistra

Molinari: Vannacci ha lordato Pontida

Durissimo con il generale Vannacci, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che attacca: «La Lega è l’unico partito antisistema e rivoluzionario. Il sistema vuole farvi pensare che il rivoluzionario sia un signore che ha lordato questo palco e poi ha tradito, un signore che ha un programma che sembra scritto in una birreria di Monaco degli anni ’20 e che ci ricorda il Ventennio fascista, che parla di abolire l’aborto, del patriarcato mediterraneo e di altre cazzate simili. Come unico scopo ha quello di far perdere il centrodestra e far tornare a governare la sinistra».

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