Alcolico-analcolico, tra i giovani spopola il bere “a strisce”
Lo Zebra striping per abbassare la gradazione alcolica e mettersi alla guida. Si diffonde anche il Dry January, dopo gli eccessi nelle festività un gennaio “a secco”
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Come si sta diffondendo il digiuno alternato, c’è anche la bevuta “alternata”: in particolare, tra i giovani che hanno un rapporto con l’alcol di certo differente rispetto a quello dei loro genitori. Non si può dire che rifuggano lo sballo ma di certo sono in qualche modo “attratti” anche dalla moderazione. E così si afferma un modo di bere “a strisce” o “zebra striping” nel quale vengono alternate bevande alcoliche e analcoliche. E questo sia perché magari devono rimettersi alla guida (e oggi ci sono norme stradali ben più stringenti rispetto ad anni fa), sia per una maggiore attenzione anche al benessere e quindi alla necessità di limitare calorie o comunque evitare gli effetti dannosi di un’assunzione significativa di alcol. Aspetto che, tuttavia, non è da interpretare come un indice di calo dei consumi, quanto piuttosto un chiaro segnale di cambiamento della cultura del consumo.
È quanto emerge dagli ultimi dati di Circana, azienda leader nella fornitura di tecnologia, intelligenza artificiale e dagli operatori del largo consumo che hanno effettuato un’indagine sulla Mixology nell’ultimo bimestre 2025, quindi a ridosso delle festività di fine anno.
Il 42% degli italiani beve in occasioni speciali
«Il 42% degli italiani – scrivono a Circana – si ritiene bevitore soltanto nelle occasioni speciali come il Natale (ma anche le feste correlate come il Capodanno) che resta uno degli appuntamenti principali». Ma anche in quello che è uno dei periodi clou per i consumi anche di alimentari e di alcolici si sta affermando un’attenzione particolare alla qualità delle bevande e un livello più elevato di consumo consapevole. Non è paura ma consapevolezza pratica: quasi il 90% degli italiani ha dichiarato di avere comportamenti responsabili nel consumo, in particolare se ci si mette alla guida o si svolgono attività che richiedono lucidità.
In questa ottica va letto il dato che il valore del mercato no-low alcohol in Europa è di 1,7 miliardi di euro e a fine 2025 ha registrato una crescita del 10% rispetto al 2024.
Cresce l’attenzione a bevande low alcohol
«Il grado alcoolico più basso (fra gli 8 e i 12°) – aggiungono ancora a Circana - è preferito, con una crescita del 35% tra il 2023 e il 2025; non astinenza quindi ma dosaggio consapevole. Va detto che il 68% dei consumatori di sesso femminile punta a bevande che combinino gusto raffinato e gradazione controllata, in un contesto che vede anche una particolare attenzione agli ingredienti di qualità. Ingredienti funzionali come frutta o erbe, anche infusi home made danno quel tocco di originalità sempre più gradito dai connazionali che consumano cocktail».








