All’Opera di Roma “Le Nozze di Figaro”
Le atmosfere idilliache, pennellate da Watteau e Fragonard, si tingono di sottotoni di bianco e beige per le scenografie di Christian Schmidt
di Giorgia Basili
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3' di lettura
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Le atmosfere idilliache settecentesche per Le Nozze di Figaro, pennellate da Watteau e Fragonard, si tingono di sottotoni di bianco e beige con la scenografia e i costumi di Christian Schmidt, risultando senz’altro più spente.
Chiedilo al Sole
La partitura registica di Claus Guth — sperimentata la prima volta nel 2006 per il Festival di Salisburgo — suggerisce sfumature psicologiche che vengono rese dalle venature della luce con il bel incipit in cui, dalla finestra laterale a sinistra, entrano caldi raggi solari che proiettano lunghe ombre nell’androne. I momenti più introspettivi sono, invece, resi con la penombra, soprattutto quando entra in scena il doppio del personaggio Cherubino.
Guth ha studiato filosofia, germanistica e discipline teatrali a Monaco e si è poi specializzato in regia teatrale e regia d’opera. Si è affermato al Salzburger Festspiele per le sue produzioni legate a Mozart e al suo ciclo su libretto di Da Ponte, mentre per Pelléas et Mélisande e Daphne all’Opera di Francoforte ha ottenuto il riconoscimento Premio FAUST.
La scena si mantiene quasi la stessa in tutti e 4 gli atti, giusto nel secondo la scala viene sostituita da una stanza sgombra con una finestra e delle porte per permettere al celebre gioco delle tre porte di avere luogo: sono coinvolti la Contessa, Cherubino che non vuole farsi scoprire come suo amante, Susanna — la complice — e l’ignaro Conte.
Minimalismo
Il minimalismo delle scene, per quanto miri a far emergere maggiormente il carattere individuale di ogni componente della trama narrativa rischia di affievolire il brio della coppia Mozart-Da Ponte, creando un effetto di astrazione eccessiva. Una scena svuotata di oggetti — ad esempio il letto nuziale — e di appigli reali — ci sono solo la tenda e la finestra — complica la lettura delle azioni, concettualizza anche ciò che potrebbe essere lasciato in chiaro, a favore di un contesto difficile da afferrare, nell’intrigo di “trovate”, sotterfugi, liaison e rivelazioni della storia.






