Alla scoperta delle più belle piscine d’autore: nuotare nell’arte contemporanea
Un’installazione di Land Art nel deserto della California o una scultura sulla Quinta Strada. Il mosaico di Nicolas Party a Le Sirenuse e il danzatore di Picasso a Marbella. Occasioni per immergersi nell’acqua e in un’altra dimensione.
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Era il 1964 quando David Hockney, allora ventisettenne, si trasferì a Los Angeles. Veniva dalla grigia conservatrice Inghilterra, dove aveva fatto coming out, nonostante l’omosessualità fosse ancora reato. Sorvolando la città americana sulla West Coast fu colpito dalle numerose piscine: un lusso nella sua terra natia, un’esigenza nel clima californiano. Non sapeva ancora che quello sarebbe diventato uno dei temi più caratteristici della sua produzione creativa e, soprattutto, che il mercato l’avrebbe riconosciuto come la sua cifra espressiva: nel 2018, da Christie’s, il dipinto Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) del 1972 fu aggiudicato per 90,3 milioni di dollari, all’epoca il prezzo più alto mai pagato all’asta per l’opera di un artista vivente (record poi superato da Jeff Koons). La piscina, per Hockney, rappresentava uno spazio in cui esplorare la figura maschile, la superficie dell’acqua, lo scintillio della luce. La sua fascinazione per il tema arrivò al punto che dipinse il pavimento della sua piscina con le onde blu che usava rappresentare nei quadri, e la stessa cosa fece per la piscina del Roosevelt Hotel di Hollywood. Si narra che un giorno del 1988 si presentò in hotel con un bidone di pittura e un pennello attaccato al manico di una scopa: nel giro di quattro ore dipinse il fondo della piscina, in quel momento vuota, creando un’opera d’arte immersiva nel vero senso della parola.
La storia dell’arte del Novecento è costellata di opere che hanno come soggetto le piscine, partendo da Matisse – per la sua The Swimming Pool ricavò sagome di creature marine da un rotolo di carta azzurra e le applicò su un nastro bianco posizionato orizzontalmente lungo le pareti della sua sala da pranzo – per arrivare agli scatti del jet set e delle celebrità a bordo piscina di Slim Aarons. Come nel caso di Hockney, da questa attrazione non sono nati solo quadri e fotografie, ma anche vere e proprie piscine d’artista. Già Georges Braque nel 1963 ha disegnato un mosaico con pesci stilizzati, Les Poissons, per una vasca nel giardino della Fondation Maeght a Saint-Paul de Vence, nel sud della Francia, mentre un disegno di Picasso realizzato per il ballerino di flamenco Antonio Ruiz Soler, noto come El Bailarín, è stato riprodotto sul fondo della piscina del danzatore nella sua villa El Martinete a Marbella.
Oggi, soprattutto gli hotel più attenti all’arte contemporanea mirano a creare per i propri clienti ambienti unici, in cui l’originalità e la ricerca del dettaglio arrivano a definire anche lo spazio riservato a sport e benessere. Un esempio recente è Le Sirenuse, storico boutique hotel a Positano, sulla Costiera Amalfitana, che ha affidato il rifacimento della piscina a Nicolas Party, artista svizzero che vive a New York, classe 1980, star del mercato dell’arte. Lavorando con mosaico Bisazza, Party ha creato sul pavimento e sulle pareti della piscina motivi astratti in una palette di colori tra il verde e il blu, richiamando le onde e l’acqua, il cielo e le nuvole. Al centro, un disco dorato evoca il sole. «Tuffarsi nella piscina diventa come tuffarsi nel cielo», spiega l’artista. I ritratti, i paesaggi e le nature morte, dipinte col suo stile fuori dal tempo, le linee sinuose e i colori surreali, hanno conquistato i collezionisti: i valori delle sue opere in asta hanno superato i 5 milioni di euro.
A bordo piscina del Castello di Casole - A Belmond Hotel, invece, è installata solo per quest’estate un’opera in situ di Daniel Buren, che nel corso del 2024 è intervenuto in altri quattro alberghi del gruppo, da Copacabana a Cape Town. Si tratta di un grande cerchio con le tipiche strisce verticali bianche e nere – firma dell’artista concettuale francese – che, insieme ad altre due figure geometriche, un quadrato e un triangolo, incornicia la bellezza del paesaggio toscano, creando tre nuovi punti focali. Un ambiente molto diverso è quello creato nel 2012 da Karl Lagerfeld intorno alla piscina Odyssey dell’Hôtel Métropole Monte-Carlo: 15 pannelli di vetro con fotografie che rappresentano il viaggio di Ulisse compongono una sorta di fregio contemporaneo.
La piscina d’artista è un prezioso arredo presente anche in tante ville e fondazioni private, secondo un approccio che rivela una propensione totale per l’arte, che arriva a permeare ogni ambiente di vita. Per tornare in California, si sono cimentati in questo ambito diversi creativi concettuali che hanno fatto la storia della West Coast, da Lawrence Weiner, con le sue iconiche scritte, ad Edward Ruscha, che ha realizzato, oltre a un libro d’artista con una raccolta di fotografie di piscine di motel (Nine Swimming Pools and a Broken Glass), la pavimentazione della vasca di suo fratello Paul a Studio City, quartiere di Los Angeles, replicando un modulo di registrazione, con le piastrelle bianche a formare parole come “name”, “address” e “phone”.












