L’intervista

Amazon Ads, la partita italiana tra intelligenza artificiale, sport e misurazione

Milana Glisic, country manager di Amazon Ads Italy, delinea le direttrici di crescita nel mercato italiano: centralità dell’intelligenza artificiale, ruolo strategico di Prime Video e dei live sportivi

di Andrea Biondi

Milana Glisic, country manager di Amazon Ads Italy

5' di lettura

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Dalla centralità dell’intelligenza artificiale alla sfida della misurazione cross-media, fino al ruolo sempre più strategico di Prime Video e dei contenuti live, a partire dallo sport. È su questi assi che si gioca la partita di Amazon Ads in Italia, mercato considerato chiave nello sviluppo europeo del gruppo. In un contesto pubblicitario frammentato, dove le audience si muovono tra streaming, social e shopping, la piattaforma punta a semplificare pianificazione e misurazione delle campagne, facendo leva su dati, interoperabilità e nuove soluzioni basate sull’AI. In questa intervista con Il Sole 24 Ore Milana Glisic, Country Manager Amazon Ads Italy traccia le direttrici di crescita e il posizionamento competitivo del gruppo, tra collaborazione con agenzie, apertura agli standard condivisi e integrazione tra contenuti e performance. Lo fa a margine dell’“Amazon Ads unBoxed Milano 2026”: l’evento annuale di Amazon Ads dedicato alle novità, ai trend e alle soluzioni che stanno ridisegnando il futuro dell’advertising.

Quanto pesa oggi l’Italia nella strategia europea di Amazon Ads e quali obiettivi di crescita vi date nei prossimi 2-3 anni?

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L’Italia è un Paese importante per Amazon Ads e unBoxed rappresenta il nostro evento di punta per annunciare le novità dedicate agli inserzionisti nel Paese e raccontare come aiutiamo i brand a far crescere il proprio business. Per noi si tratta di un appuntamento importante, in cui incontriamo i nostri clienti, ascoltiamo i loro feedback e ci confrontiamo su come supportarli al meglio in questo panorama in rapido mutamento. Oggi un televisore su due è una Connected Tv, i consumatori si muovono in modo fluido tra streaming Tv, social, search e shopping, e le audience sono più frammentate che mai. Questo presenta delle sfide, ma anche enormi opportunità per i brand. Ciò che ci entusiasma di più è che oggi l’AI ci consente di offrire strumenti con un livello di semplicità e immediatezza che prima non era possibile nemmeno immaginare.

L’AI sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella pubblicità. In che modo sta cambiando la dinamica con le agenzie? È in corso un processo di disintermediazione?

Amazon sta innovando fortemente nell’AI per semplificare tutti gli aspetti del processo pubblicitario e generare risultati più efficaci. L’AI avanzata attraversa tutta l’offerta di Amazon Ads: dal supporto nello sviluppo di insight nel raggiungimento delle giuste audience, alla creazione di contenuti creativi coinvolgenti e scalabili, fino all’ottimizzazione automatica delle performance delle campagne. Lavora in armonia con l’expertise umana, non come un suo sostituto.

Sul fronte operativo, per esempio, abbiamo strumenti che semplificano la pianificazione, la gestione e l’ottimizzazione delle campagne. Ciò che prima richiedeva ore di configurazione manuale oggi richiede pochi minuti. Gli inserzionisti mantengono pieno controllo e trasparenza durante tutto il processo, rivedendone e approvandone ogni passo. Sul fronte creativo, invece, vari strumenti puntano a democratizzarne l’accesso: anche le Pmi possono oggi produrre contenuti video di qualità professionale che prima erano ad appannaggio dei grandi brand con risorse importanti.

Con Prime Video Insights collegate visione e acquisto: quanto è trasparente per inserzionisti e utenti questo modello di attribuzione?

Amazon Ads ha dedicato dieci anni alla costruzione dell’infrastruttura necessaria per rendere la nostra base di misurazione affidabile, trasparente e azionabile. Tutto, nella misurazione, parte dai segnali. Se un inserzionista non sa chi ha visto il suo annuncio, non può misurare cosa è successo dopo. Amazon combina in modo unico miliardi di segnali provenienti da attività di shopping, browsing e streaming. Colleghiamo l’esposizione pubblicitaria agli outcome attraverso i canali, sia su Amazon sia al di fuori di Amazon, offrendo agli inserzionisti una visione completa della performance.

Combinando gli insight di visione di Prime Video con altri segnali Amazon Marketing Cloud - inclusi i segnali proprietari degli inserzionisti - è possibile sviluppare strategie di campagna migliori per raggiungere l’audience giusta, misurare la relazione tra comportamento di visione e pattern di acquisto, e creare segmenti di audience più rilevanti. Naturalmente questo consente di investire con maggiore fiducia in ciò che funziona davvero.

Non sarebbe meglio aderire a standard condivisi con JIC?

Abbiamo un approccio aperto e flessibile alla misurazione, in grado di adattarsi alle esigenze di ogni brand. L’interoperabilità è fondamentale perché gli inserzionisti non operano all’interno di un unico sistema. Il nostro obiettivo è consentire loro di portare i propri insight, lavorare con i partner esistenti e applicare le proprie metodologie. Collaboriamo con oltre 50 provider di misurazione di terze parti in ambiti come brand lift, reach, vendite offline e attention, attraverso un’infrastruttura privacy-safe progettata per la collaborazione, non per il lock-in. La misurazione deve integrarsi nel modo in cui gli inserzionisti già operano, non costringerli ad adottare un unico approccio.

Anche per questo ci siamo fortemente impegnati nella collaborazione con i JIC. Ad unBoxed Milano abbiamo riunito per la prima volta su un unico palco Agf, Barb, Médiamétrie e Audicom. Crediamo che standard trasparenti e tecnologicamente neutrali siano essenziali: per questo abbiamo accolto con favore il riconoscimento da parte di Agcom della metodologia server-to-server come metodologia per misurare i servizi digitali. Attraverso Anitec-Assinform, stiamo lavorando attivamente per entrare in Audicom il prima possibile e contribuire come attore costruttivo all’interno della sua governance.

I diritti sportivi come Champions League e Nba stanno diventando una parte importante dell’offerta. Quanto è centrale lo sport nella vostra strategia Ads?

Lo sport live è un’estensione naturale di ciò che facciamo: riunisce audience appassionate e altamente coinvolte attorno a momenti di autentica attenzione collettiva. La Champions League è parte di Prime Video in Italia dal 2021 e abbiamo appena rinnovato i diritti fino al 2031. Trasmettiamo in esclusiva, dallo scorso ottobre e per 11 anni, una selezione di top match Nba in esclusiva in Italia e in 200 Paesi nel mondo, tutte con commento in italiano e tutte incluse nell’abbonamento Prime senza costi aggiuntivi. Dopo i playoff ancora in corso, a partire dal 4 giugno, Prime Video trasmetterà in esclusiva live anche le Nba Finals. Per gli inserzionisti, ciò che rende lo sport dal vivo così prezioso è la combinazione di scala, attenzione ed emozione.

Il panorama pubblicitario si sta evolvendo rapidamente. Dove vedete la sfida più grande e con chi competete davvero? Con aziende come Google e Meta o con broadcaster e player streaming?

Il panorama pubblicitario sta evolvendo rapidamente: la streaming Tv è ormai largamente diffusa, le audience sono più frammentate che mai e gli inserzionisti devono raggiungere i consumatori attraverso un numero crescente di touchpoint. Il nostro obiettivo è sviluppare prodotti e soluzioni che rispondano a sfide concrete per gli inserzionisti e aiutino le aziende a crescere. Partiamo dalle loro esigenze e lavoriamo a ritroso da lì.

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