America’s Cup, tutto pronto per le regate preliminari: sfide, team e barche in gara
La città partenopea accoglie la prestigiosa competizione velica con eventi esclusivi e squadre internazionali pronte a contendersi il trofeo su imbarcazioni AC40 e AC75
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E’ l’abbraccio del Golfo ad accogliere Coppa America e Louis Vuitton Cup, splendenti al sole sulla meravigliosa terrazza del Castel dell’Ovo. Poche sere fa la cerimonia di apertura con il tramonto dell’isola di Nisida, poi una cena su Nave Amerigo Vespucci. Gli equipaggi stranieri, che non conoscono fino in fondo questo mare, sono stupefatti. La vita della città si sposa con quella della Coppa che comincia a lasciare il suo segno. Marzio Perrelli, il CEO di America’s Cup Partnership sintetizza bene: «Vorremmo cambiare stato: da ospiti a cittadini di questa città meravigliosa». La città risponde con il suo fascino, la sua vita.
Chiedilo al Sole
Ricordiamo che la scelta avviene per mano neozelandese, sono stati Matteo de Nora, team principal di Emirates Team New Zealand e Grant Dalton CEO del team neozelandese a scegliere la città partenopea dalla short list che vedeva in gara la città di Atene e Jeddah. La presentazione di Sport e Salute è stata la migliore e l’Italia (va scritto sempre) resta il pubblico più grande del maggior trofeo velico. Tradotto significa che da Napoli ci si aspetta di vedere una delle, se non la, edizioni migliori della storia della Coppa, una responsabilità per tutti.
Da domani si comincia con il secondo Louis Vuitton Preliminary Event, il primo è stato a Cagliari in maggio e lo ha vinto Luna Rossa. Il programma prevede una serie di regate di flotta, ovvero tutti i concorrenti insieme sullo stesso tracciato, fino a domenica inclusa con una finale a match race secca. Il match è il duello uno contro uno che è il formato autentico della Coppa America.
Non si può scrivere da sempre: nelle prime edizioni il New York Yacht Club somministrava la sua ingiustizia schierando più barche contro un solo sfidante. Ma comunque il “match” è quello che dà il senso della sfida che da quasi due secoli è la cifra estetica della Coppa America arrivata alla edizione numero 38. Un modo di regatare che prevede delle attitudini particolari dei timonieri. Non basta essere il più veloce, bisogna avere delle astuzie per conquistare il controllo sull’avversario.
Le barche di queste regate sono gli AC40, lunghezza 12 metri, nella conformazione “one design” (tutte uguali). Con equipaggio di quattro persone, due timonieri e due trimmer, sono simili nella conduzione a quelle che si vedranno in acqua il prossimo anno da fine maggio, formula AC75. Sarà la terza edizione con gli AC75 dopo Auckland 2021, Barcellona 2024.









