Annodato, sulle spalle: il ritorno del pullover
Cross-body, oggetto di sperimentazione tech e lavorazioni 3D. Il maglione viene reinterpretato e oggi si porta o sopra o in alternativa alla giacca.
di Silvia Paoli
4' di lettura
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Il maglione annodato sulle spalle è un capo di abbigliamento fortemente connotato come borghese. Chi ama questo stile corre sempre il rischio di essere strangolato da un sostenitore del Front de Gauche, con un gesto secco, tirando simultaneamente entrambe le maniche». Era il 2012 e Le Monde, dopo averne ricordato le origini wasp anni Sessanta e la ripresa europea negli anni Ottanta, ironizzava sulla reazione provocata negli ambienti più radicali dal golf portato sulle spalle. La matrice borghese di questo abbinamento (e atteggiamento) lo faceva risultare oggetto di un vero e proprio rifiuto sociale: le nuove generazioni lo trovavano insopportabile. Cosa comprensibile, dopo tanto cinema e stereotipi da yacht club.
Ma 13 anni dopo – che oggi valgono come 100 – il gesto trova una sua riqualificazione, proprio perché così démodé da essere quasi sovversivo, ma in termini di stile questa volta. Non più uomini maturi e barca a vela, ma giovani con styling inediti – la camicia da sera col plastron e il maglioncino a trecce rosa acceso – adatti a persone che sanno infrangere anche le più radicate convenzioni.
Rispetto ai Sixties, quando il maglioncino faceva coppia fissa con la camicia in chiave sportiva, qui sono le attitudini e le abitudini a essere cambiate. Intanto, il maglione si può appoggiare sopra la giacca, ma non una qualsiasi. Da Bottega Veneta il taglio over, nelle spalle e nelle proporzioni, richiama una maglia dal filato robusto, ma dalla morbidezza sinestetica (basta vederla per avvertirla). Le linee geometriche si infrangono nella voluttà del cashmere creando un corrispettivo visivo dell’intelligenza empatica oggi tanto richiesta come skill curricolare. La lavorazione è strutturata? La giacca allora sarà rotonda, a blouson, con tasche a filo e abbottonatura ad automatici. Il broken suit di Canali in lana Impeccabile, con giacca dal collo a camicia e pantaloni con coulisse, è perimetrato da una girocollo verde Brianza in cotone jacquard micro strutturato: una fusione di precisione e fluidità.
Se il pullover non sostituisce la giacca, ma la accompagna, la sormonta e la abbraccia, svolge quasi più il ruolo di un accessorio, con il plus di tornare utile in aereo o nelle riunioni con termostato fisso a 19 gradi, quasi fosse uno scialle adagiato su giacca e camicia con un gesto talmente noncurante (ma ripetuto e usuale) da essere perfetto. E non importa se sia di jersey di lino con la giacca doppio petto, come per il completo Ralph Lauren Purple Label, o in cotone sullo spezzato di Brunello Cucinelli: la maglia è bianca, essenziale, onnipresente. Ralph Lauren e i maglioni a trecce da uomo sono un topos, e la loro discendenza preppy è nota: si parla di Ivy League, di università e sport elitari e di un immaginario consolidato.
Il mondo della maglieria sta attraversando una vera rivoluzione che si muove tra due poli: quello delle possibilità inedite e quello della nostalgia. La tecnologia, le lavorazioni 3D e gli studi universitari applicati hanno permesso ai designer di farne banco di sperimentazione creativa. La maglia non è più solo comoda e basic, ma capace di esprimere pezzi d’avanguardia, come dimostrato dal designer inglese Maximilian Raynor, che usa le capacità tecniche dell’esperta in knitwear Isabella Egan per tradurre i propri slanci creativi in abiti di intelligenza artigianale.















