Il dossier

Antagonisti, la mappa dei sabotaggi sulla rete ferroviaria. I casi da Roma a Milano

Rete ferroviaria sotto attacco: nel 2025 esplodono i sabotaggi (+450%). Quattro casi, una scia di “anomalie” e l’ombra della manomissione. L’antiterrorismo di Milano indaga su un presunto sabotaggio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì lungo la linea ferroviaria Lecco-Tirano, asse che conduce verso Bormio e Livigno (sedi delle gare di Milano-Cortina 2026)

di Ivan Cimmarusti

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La linea ferroviaria italiana - soprattutto i suoi snodi più delicati, dall’Alta Velocità ai grandi hub urbani - è finita al centro di una scia di episodi che non viene più letta come semplice sfortuna tecnica. Per investigatori e tecnici, il salto di scala impone una priorità: la pista antagonista è oggi la linea d’indagine privilegiata, quella su cui la Digos concentra verifiche e incroci informativi, pur restando un’ipotesi finché non arrivano riscontri. I numeri sono la miccia: dai nove sabotaggi registrati nel 2024 ai 49 del 2025, un’impennata vicina al +450% lungo la rete ferroviaria nazionale.

Le inchieste ruotano attorno a un punto cruciale: distinguere il guasto dall’atto doloso. Perché dietro la parola “anomalia” finiscono episodi diversi: alcuni compatibili con criticità d’impianto, altri che, per tempistica, ripetitività e collocazione strategica, sembrano parlare un linguaggio diverso.

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Milano-Cortina, la linea per Bormio e Livigno

Intanto il conto lo pagano i viaggiatori: treni fermi, ritardi a cascata, nodi congestionati, riprogrammazioni forzate. E nelle ultime ore un nuovo episodio si è aggiunto alla lista: l’antiterrorismo della Procura di Milano ha avviato accertamenti su un presunto sabotaggio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì lungo la linea Lecco–Tirano, asse che conduce verso Bormio e Livigno, sedi delle gare di Milano-Cortina 2026. Intorno alle 2, ad Abbadia Lariana (Lecco), sarebbero stati incendiati sette cavi di una centralina di scambio.

Non ci sono stati effetti sulla circolazione e non risultano rivendicazioni. I primi rilievi sono stati eseguiti da Digos e Polfer di Lecco; informato il procuratore Marcello Viola, con la Digos di Milano sul posto. Al momento non risulta ancora un fascicolo: gli investigatori invitano alla prudenza sulla natura e sulle modalità del gesto, ma alla luce dei precedenti sabotaggi dei giorni scorsi sulle linee di Bologna e Pesaro si valutano le ipotesi di attentato alla sicurezza dei trasporti o associazione con finalità di terrorismo.

La mappa degli attacchi

Ma torniamo alla mappatura degli ultimi due anni. Documenti alla mano, la geografia degli episodi non suggerisce un fronte locale ma una pressione diffusa. Nel 2024 si registrano presunti sabotaggi sulle linee ferroviarie delle province di Bari, Bolzano, Campobasso, Catanzaro, Frosinone, Mantova, Roma e Alessandria.

Nel 2025 la “bolla” esplode e l’elenco dei sospetti sabotaggi si allunga: Agrigento, Bergamo, Caserta, Cosenza, Cuneo, Firenze, Frosinone, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Forlì-Cesena, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Ragusa, Rieti, Roma, Sondrio, Viterbo, Trapani, Trieste, Venezia, Vibo Valentia.

È dentro questo quadro che l’allarme sale anche ai vertici di Ferrovie dello Stato: più manomissioni, più danni, più vulnerabilità esposte, con conseguenze dirette sulla circolazione.

Milano Centrale–Lambrate (linee AV/LP) - 11 gennaio 2025

Un Frecciarossa resta bloccato per una disalimentazione improvvisa: la corsa si ferma, con rottura di un cavo e pantografo danneggiato. L’episodio finisce nella sequenza di “eventi anomali” segnalati da FS e poi attenzionati dagli investigatori come potenzialmente non casuali. Sullo sfondo, la lettura investigativa è prudente ma netta: si lavora per distinguere guasto tecnico da possibile manomissione, in un contesto in cui le procure valutano anche scenari “ostili” alla rete. Ritardi a cascata e riprogrammazione della circolazione su uno dei nodi più sensibili del Paese.

Roma, deposito Mav (Manutenzione Alta Velocità) - 15 gennaio 2025

Un’altra disalimentazione colpisce un’infrastruttura collegata alla macchina AV: l’interruzione viene ripristinata, poi si ripresenta. È il tipo di dinamica che spinge gli investigatori a incrociare dati tecnici con elementi esterni (presenze, accessi, videosorveglianza). In quel quadro, le cronache riferiscono di verifiche su possibili presenze sospette nelle aree interessate.

Pista antagonista (ipotesi): considerata perché un’azione dimostrativa “contro” l’AV è un repertorio già visto in altri contesti; qui, però, resta sul piano dell’ipotesi. Criticità operative e rischio di propagazione del disservizio su più tratte.

San Filippo Neri, incendio a ridosso dei binari e stop alla FL3 – 2 agosto 2025

Un incendio nei pressi dei binari vicino alla stazione di San Filippo Neri interrompe la FL3 Roma–Viterbo: Vigili del Fuoco al lavoro e circolazione sospesa per consentire lo spegnimento e le verifiche.

L’evento viene trattato come emergenza tecnica e di sicurezza; parallelamente, in un anno già segnato da allarmi su possibili manomissioni, gli investigatori verificano la natura del rogo. Anche in questo caso, l’ipotesi “antagonista” è solo una delle piste.

Firenze–Prato: incendio a ridosso dei binari, linea interrotta tra Castello e Prato - 19 agosto 2025

Un incendio sviluppato in prossimità della sede ferroviaria provoca la sospensione della circolazione tra Firenze Castello e Prato, con cancellazioni e limitazioni del servizio e l’attivazione di bus sostitutivi. Intervengono i Vigili del Fuoco; sul posto anche personale Rfi per le verifiche sull’infrastruttura e sulle condizioni di sicurezza. La circolazione viene poi riaperta dopo i controlli.

Ipotesi in verifica: viene accertata l’origine del rogo. Nel quadro di attenzione su episodi “anomali”, si valuta anche l’eventualità di un gesto doloso e di una mano riconducibile ad ambienti antagonisti. 

L’ipotesi di un disordine continuativo

La Digos mantiene alta la guardia e, con essa, sale il livello del sospetto: l’ipotesi è che frange antagoniste stiano tentando di creare disordine continuativo, sfruttando vulnerabilità e punti strategici della rete per massimizzare l’impatto. La risposta, ora, è tutta nelle verifiche: ricostruire eventuali connessioni e blindare infrastrutture e accessi, prima che una sequenza di “eventi anomali” diventi un copione.

Riproduzione riservata ©
  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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