CINEMA & TURISMO

Appuntamento con i cult movie: i raduni dei cinefili

di Francesco Prisco

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
Una scena di «Amici miei» (Agf)

3' di lettura

3' di lettura

Un film può durare due ore o tutta la vita. Non lo decide il produttore, non dipende dagli attori che ci recitano o dal regista che lo firma, figuriamoci dal distributore. Sta tutto alla capacità dell’opera di rimanerti attaccata addosso, una specie di magia, un flusso che – dal grande schermo bianco o dai piccoli schermi neri che non ci abbandonano più – si irradia sul pubblico, fino a costruire una comunità. Che in quella pellicola si riconosce e identifica, condividendone miti e riti.

Li chiamavano cult movie, materiale esplosivo da maneggiare con cautela (guai a parlarne male, per esempio) che oggi, nell’epoca dei social media, “esplode” per davvero: si moltiplicano, da un capo all’altro della Penisola, i raduni dei fan dei film di culto, abilissimi quando si tratta di rintracciare set, convocare cast o ciò che ne resta, allestire proiezioni evento. Un fenomeno che riguarda soprattutto la stagione della commedia all’italiana, magari non per forza i suoi capolavori ma di sicuro i film che sono riusciti a costruirsi intorno un “popolo”.

Loading...

Tra le esperienze pilota c’è senza dubbio quella di Brescello, comune di poco più di 5mila anime in provincia di Reggio Emilia la cui fama è legata alla saga del Mondo piccolo di Giovannino Guareschi e, soprattutto, alle cinque versioni cinematografiche che, tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, ebbero per protagonisti Fernandel e Gino Cervi. «A Brescello c’è sempre stato turismo legato a Don Camillo e Peppone – racconta Francesco Montani della Pro Loco cittadina – con visitatori italiani e francesi accomunati dalla passione per i libri di Guareschi e i film che ne sono stati tratti. Da quando esistono i social network, però, il fenomeno ha avuto un’accelerazione». Su Facebook non è difficile imbattersi nella pagina che annuncia, per sabato prossimo 15 settembre, la «Benedizione del fiume Po», (vera) processione religiosa con il crocefisso (originale) che parlava a Don Camillo, guidandone le scelte. Un appuntamento giunto alla quarta edizione, mentre a maggio da ormai tre anni rivive il Mondo piccolo, con giri sul set, proiezioni in piazza e addirittura attori che rimettono in scena sequenze culto. Un anno fa, per esempio, si è rivista la Sputnik, leggendaria campana senza batacchio “intitolata” al satellite sovietico che, in Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961), cade in testa a Peppone. Altro ospite d’eccezione delle manifestazioni organizzate intorno al Museo di Peppone e Don Camillo, il carro armato che appare in Don Camillo e l’onorevole Peppone (1955). Ogni evento attrae qualcosa come 5mila appassionati.

Se il vostro eroe si chiama Fantozzi Ugo, l’appuntamento è per domenica 23 settembre a Desenzano, dove si disputerà la quinta edizione della Coppa Cobram del Garda, “classica” di ciclismo estremo organizzata dall’omonimo visconte-direttore, cui tutti i dipendenti dell’ufficio sinistri sono obbligati a partecipare in Fantozzi contro tutti (1980). Stavolta concorrere costa 60 euro, merende comprese, ma gli 800 posti a disposizione sono quasi tutti esauriti. «Non è una gara sportiva – sottolinea Mauro Bresciani, il “Biciclettaio Matto” che organizza la competizione –, ma un premio all’autoironia su due ruote. Vince la squadra che allestisce la rievocazione fantozziana più comica». O tragicomica, all’insegna cioè di una categoria con la quale adorava giocare Paolo Villaggio, ideatore del fortunato ragioniere. Fortunato solo dal punto di vista del successo cinematografico, ovviamente.

Tra i capitoli apparentemente minori della commedia all’italiana c’è Il ragazzo di campagna di Castellano e Pipolo (1984), con Renato Pozzetto nei panni di Artemio, un villico che tenta la fortuna in città. Da Borgo Tre Case, località di Carbonara al Ticino, in provincia di Pavia, a Milano. E a Borgo Tre Case, sabato 22 settembre, si svolge la seconda edizione della “scampagnata” sui luoghi del film. L’anno scorso, a girare per le location, c’era anche lo stesso Pozzetto. Quest’anno il sogno è l’incontro tra Artemio e Angela, la ragazza “diplomata” interpretata dall’americana Donna Osterbuhr. Si attendono 400 fan, riunitisi intorno alla pagina Facebook di Artemio e a un progetto di crowdfunding dove le possibilità di investimento per i fan andavano da 10 a 125 euro, a seconda dell’“esperienza” scelta. Tra tour sul set e cene contadine. Organizza Riccardo Minetti, startupper toscano di 39 anni con una grande passione per il cinema, lo stesso che per novembre, a Firenze, si appresta a organizzare la terza edizione di «Alluvionati dentro», raduno dei fan della saga di Amici miei, quella sì un classico della commedia all’italiana, concepita da Pietro Germi e portata avanti da Mario Monicelli e Nanni Loy. «A questi appuntamenti – racconta Minetti – c’è chi viene con la famiglia e chi con gli amici, tutti mossi dallo stesso sentimento: essere parte di una comunità che si riconosce in un pezzo d’immaginario collettivo». Pop, come la nostra commedia all’italiana.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti