Armani, aperti e pubblicati i due testamenti: dettagli su successione e gestione dell’eredità
I testamenti scritti di proprio pugno tra marzo e aprile 2025. Lo stilista e imprenditore è scomparso lo scorso 4 settembre a 91 anni. Non aveva eredi diretti, ma alcuni familiari e collaboratori fidati: Leo Dell’Orco, le nipoti Roberta e Silvana Armani, la sorella Rosanna Armani e suo figlio Andrea Camerana
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Sono stati aperti i testamenti di Giorgio Armani. Lo stilista, che non aveva eredi diretti, ha lasciato due testamenti in forma segreta, scritti di suo pugno e messi in busta sigillata. Il primo è del 15 marzo scorso e il secondo del 5 aprile successivo. La pubblicazione dei due documenti, ossia la loro apertura dal notaio Elena Terrenghi, è del 9 settembre.
La scomparsa
Lo stilista, 91 anni, è scomparso a Milano lo scorso 4 settembre, lasciando un patrimonio stimato in circa 12 miliardi e un gruppo - di cui era proprietario al 99,9% (il restante 0,1% è di una Fondazione creata nel 2016) - da 2,3 miliardi di euro di ricavi attivo nei settori della moda, del beauty, dell’arredo e dell’hotellerie. Dopo la camera ardente - che ha visto circa 16 mila persone omaggiare lo stilista -, il funerale si è tenuto lunedi 8 settembre a Rivalta, in provincia di Piacenza, dove Armani è stato sepolto nello stesso luogo dei familiari.
Il patrimonio
Il patrimonio di Armani varrebbe oltre 12 miliardi di euro e, oltre all’azienda, include l’Olimpia Basket Milano, rilevata nel 2008, la Capannina di Forte dei Marmi, acquisita solo pochi giorni prima di morire, e numerosi immobili tra la casa di di via Borgonuovo a Milano dove abitava, l’amata villa-dammuso di Pantelleria e il buen retiro di Broni (Pavia), ma anche le residenze di vacanza ad Antigua, St. Moritz, Forte dei Marmi e Saint-Tropez.
Le persone di fiducia
Tra le persone che hanno sempre lavorato fianco a fianco di «Re Giorgio» ci sono il suo braccio destro Pantaleo Dell’Orco, le nipoti Silvana e Roberta Armani Armani, la sorella Rosanna Armani con il figlio Andrea Camerana.
Il ruolo della Fondazione
La successione - come spiegato in questo articolo - è stata preparata in un documento del 2016, poi rivisto due anni fa. Secondo indiscrezioni degli ultimi mesi, sono previste sei categorie di azionisti (dalla A alla F più altre senza diritto di voto), tutti uguali davanti al dividendo (solo «il 50% degli utili netti verrà ripartito»). I soci eredi si ripartiranno il capitale azionario, assieme alla Fondazione, e nomineranno il nuovo consiglio di amministrazione. Tuttavia alcuni nuovi azionisti avranno il triplo dei voti e il diritto a nominare il ceo. I soci A avranno il 30% del capitale, quelli F il 10%, gli altri il 15%.






