Procura di Roma

Arrestato Mario Adinolfi per truffa ed evasione fiscale

Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia da questa mattina agli arresti domiciliari

Il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi durante la manifestazione ''Soldati di Cristo contro il pericolo Islam’’, in occasione della solennita' dei Santi Pietro e Paolo, a Torre Argentina, Roma, 29 giugno 2026. ANSA/ANGELO CARCONI ANSA

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Truffa ed evasione fiscale. Sono i reati contestati al giornalista e leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi da questa mattina agli arresti domiciliari su richiesta della Procura di Roma. La misura è stata eseguita dalla Guardia di Finanza. Oggetto dell’indagine la cosiddetta “scommessa collettiva”, un circuito di raccolta fondi da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. All’indagato contestata anche una presunta evasione da 400 mila euro.

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Ad Adinolfi è contestato anche l’esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario. Le indagini - condotte dai militari dell’Aliquota della Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo di Polizia Economico -, sono partite dopo una serie di denunce presentate da soggetti che hanno affidato all’indagato somme di denaro nella convinzione di partecipare a un “Betting Group”, denominato “Scommessa Collettiva”, ideato e promosso attraverso i social network.

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«L’attività - spiega una nota - riscuoteva l’adesione di un numero considerevole di clienti che per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili, sono stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro (anche superiori a 100.000 euro per vittima) per l’acquisto di ”quote” di partecipazione, senza ottenere (in tutto o in parte) la restituzione delle somme versate e la remunerazione prospettata».

Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio, è «stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sono risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per l’effettuazione di viaggi», conclude la Gdf.

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