Arriva la “Sirena” che sonda i fondali sino a 3 mila metri di profondità
Il veicolo autonomo subacqueo Hugin effettua rilievi dettagliati e acquisisce dati ambientali per monitorare vulcani sommersi e prevenire rischi naturali nelle acque di Napoli e Ischia
di Davide Madeddu
2' di lettura
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Arriva la “Sirena” che sonda i fondali a 3 mila metri di profondità. Si chiama AUV Hugin ed è un veicolo autonomo subacqueo per osservare , tra le altre cose, i vulcani sommersi e anticipare i rischi. Realizzato nell’ambito del Pnrr Mer l’Auv Hugin (Autonomous Underwater Vehicle) e appena collaudato dall’Ispra nel golfo di Napoli e a Ischia, è in grado di operare in autonomia anche in ambienti complessi, raccogliendo dati e immagini ad altissima risoluzione.
Mappature dettagliate
«Con questa nuova tecnologia - sottolineano dall’Ispra - sono state realizzate mappature dettagliate del fondale marino mediante sistemi acustici e ottici avanzati, capaci di fornire immagini e informazioni sulla struttura dei sedimenti e sulle eventuali anomalie presenti». Le operazioni hanno incluso rilievi batimetrici e morfologici, acquisizione di dati geofisici e ambientali, nonché il trasferimento e il salvataggio delle informazioni sui sistemi di bordo e sulle infrastrutture cloud dell’Ispra.
Passo avanti per tecnologie autonome
«L’attività rappresenta un importante passo avanti nell’impiego di tecnologie autonome per monitorare i fondali marini e acquisire dati ad altissima risoluzione, finalizzati alla caratterizzazione morfologica, geologica e ambientale delle profondità marine - sottolinea Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa -. Il Golfo di Napoli costituisce uno dei contesti più complessi e sensibili del Mar Mediterraneo ed è quindi fondamentale un monitoraggio continuo per comprendere l’evoluzione dei processi naturali e contribuire a ridurre potenziali rischi per la popolazione e per gli ecosistemi marini». E in questo scenario il collaudo dell’AUV Hugin nel Golfo di Napoli e nell’area di Ischia «rappresenta un passo concreto e strategico nel rafforzamento delle capacità scientifiche e tecnologiche del nostro Paese per la conoscenza e la tutela dell’ambiente marino». Strumenti all’avanguardia che, come sottolinea la presidente, «consentono non solo di acquisire dati fondamentali per la ricerca, ma anche di sviluppare modelli previsionali sempre più accurati, contribuendo in maniera determinante alla prevenzione dei rischi naturali e alla sicurezza delle comunità costiere».
Una risorsa strategica
Per Giordano Giorgi, direttore del Centro Nazionale Coste Ispra e coordinatore del progetto Pnrr Mer «l’impiego di tecnologie autonome come l’Auv Hugin rappresenta una risorsa strategica per lo studio dei fondali marini e per la tutela di aree ad alta vulnerabilità. Una “sirena” tecnologica che ascolta i fondali, ne interpreta i segnali provenienti in particolare dai vulcani sommersi e trasforma i dati in conoscenza scientifica, al servizio della sicurezza del territorio e della protezione degli ecosistemi marini, è qualcosa di assolutamente innovativo che amplia radicalmente la nostra capacità di monitoraggio e indagine dei fondali marini». Non è comunque tutto. Il coordinatore del progetto evidenzia anche un altro aspetto:«Durante la campagna, anche lungo la costa sud-occidentale dell’isola di Ischia, sono stati acquisiti parametri ambientali fondamentali, tra cui temperatura, salinità e concentrazioni di gas come anidride carbonica e metano, elementi utili per la valutazione dello stato ambientale e delle caratteristiche geologiche individuare eventuali fenomeni di emissioni di gas sottomarini».







