Mercati

Borse Ue tra schiarita Usa-Iran e nuovo calo chip: Milano +0,5%, Wall Street chiude debole. Greggio scivola a 90$

Si attenuano i timori sulle forniture energetiche. Piazza Affari riconquista i 52mila punti. Contrastata Wall Street, con il Nasdaq alle prese con un'altra seduta appesantita dalle preoccupazioni su tech e AI

Borse positive, si spera in un accordo USA-Iran

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono la prima seduta settimanale in positivo, guardando ai nuovi spiragli di pace tra Stati Uniti e Iran emersi nel fine settimana e alla conseguente frenata del petrolio. Ma con la coda nell'occhio si osserva anche un'altra seduta di perdite per il tech, gravato dai timori per la spesa in AI sempre più esorbitante, mentre si attendono indicazioni, in settimana, dalla Fed e dalle prossime trimestrali delle big tech. Così Milano termina in positivo (+0,49% a 52.054 punti) insieme alle altre principali piazze europee (Parigi +0,4%, Francoforte +1%), a eccezione di Amsterdam (-0,8%), su cui la componente tecnologica pesa maggiormente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tornando alla geopolitica, il presidente statunitense, Donald Trump, ha scelto di «lasciare spazio alla diplomazia», anziché intensificare le operazioni militari in Iran, e Teheran - da parte sua - ha detto di essere disposta a riprendere le trattative. Trump ha poi dichiarato che Washington è impegnata in «colloqui molto approfonditi con l'Iran», ma ha avvertito di essere pronto a «un'azione militare decisa» se la diplomazia fallisse. Queste nuove aperture si sono riflesse sui mercati energetici, nonostante permangano le incertezze sul blocco degli Houthi sull'Arabia Saudita nel Mar Rosso.

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Borse positive, si spera in un accordo USA-Iran

Petrolio in forte calo con de-escalation in Medio Oriente

Il petrolio si muove in forte ribasso: il Brent settembre al momento precipita sugli 89 dollari al barile, dopo aver superato i 100 dollari la scorsa settimana; giù anche il corrispettivo Wti, a 83 dollari. In forte frenata pure il gas, che sul Ttf agosto di Amsterdam vale 58 euro al megawattora.

Wall Street chiude debole: Dj +0,51%, Nasdaq -0,18%. Settimana tra Fed e trimestrali

Il Dow Jones sale dello 0,51% a 52.209,69 punti, il Nasdaq perde lo 0,18% a 24.932,08 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,02% a 7.413,24 punti.

Giornata a due velocità a Wall Street: il Nasdaq è stato zavorrato dai chip (Nvidia Corp).

I mercati azionari statunitensi sono reduci da un'altra ottava in ribasso (la seconda di fila per S&P e Nasdaq, la terza per il Dow Jones).

Questa settimana gli operatori guardano dalla pubblicazione degli utili di molte grandi aziende ( Apple, Amazon, Meta Platforms e Microsoft Corp, tra le altre), e a una riunione della Fed sui tassi d'interesse (mercoledì) dall'esito incerto. Il consenso generale è che la banca centrale li aumenterà a settembre, ma i mercati stanno prezzando anche la possibilità che la Fed incrementi il tasso di riferimento di 25 punti base già in settimana: probabilità data al 33,7% dal FedWatch Tool del Cme Group.

Sull'azionario, Quantum Computing è salita fino a oltre l'8%, dopo che la società ha annunciato una partnership con At&T, per utilizzare i suoi computer quantistici e potenziare gli sforzi del gigante delle tlc nell'AI. A tal proposito, secondo il Wall Street Journal,  Nvidia sarebbe in trattative con OpenAI per un finanziamento di circa 250 miliardi di dollari in un progetto su vasta scala sui data center, alimentando i timori sull'eccesso di spesa nella nuova tecnologia.

A Milano Ferrari in evidenza, focus anche sul risiko

Passando all'azionario, a Piazza Affari il ribasso del greggio frena i petroliferi, in particolare Eni (-2,4%) e Tenaris (-2,8%). Minori le vendite su Saipem (-1,1%) che si è aggiudicata da Eni due nuovi contratti in Italia e in Costa d'Avorio per circa 800 milioni. Sul fronte opposto, bene Ferrari (+4,3%) e Amplifon (+2,6%), che nelle prime battute delle contrattazioni non era riuscita a fare prezzo, ed è arrivata a guadagnare oltre il 4% spinta dalla promozione di JpMorgan. Acquisti anche su Buzzi (+2,8%), che beneficia delle prospettive di ricostruzione in Medio Oriente, e su Cucinelli (+2,4%) , in attesa dei segnali sul lusso che arriveranno in serata dai conti Lvmh (+1% a Parigi).

Sotto la lente rimane poi il risiko, con un articolo del Sole 24 Ore di domenica, a firma del direttore Fabio Tamburini, che traccia le varie ipotesi al vaglio di Banco Bpm (+0,8%) e Mps (+1,3%) per un'alleanza. Tra gli altri protagonisti del credito italiano, acquisti su Intesa (+1%) e Generali (+1,6%), mentre a spingere UniCredit (+1,6%) ci sono alcuni report di Morgan Stanley e JpMorgan. Inoltre, Jens Weidmann, presidente di Commerzbank (+2,1% a Francoforte), ha invitato i vertici di Piazza Gae Auelenti a trattare per un'eventuale integrazione. Infine il tech debole con St (-1,9%) e Prysmian (-3,8%) in scia a Wall Street.

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Borsa a metà seduta

Euro sotto 1,14 dollari, oro in rialzo

Sul valutario l’euro scambia in chiusura a circa 1,137 dollari (da 1,1388 venerdì in chiusura), volatile dopo aver superato di nuovo in giornata gli 1,14 dollari; la moneta unica vale anche 186,1 yen (da 186,4), mentre il dollaro-yen tratta a 163,6 (da 163,7). L’oro viaggia non molto distante dai 4.100 dollari l'oncia nel contratto spot; poco mosso il bitcoin, vicino a quota 65mila dollari.

Spread in lieve calo a 81 punti

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. Alla fine degli scambi il differenziale di rendimento tra i bond decennali di Germania e Italia si è attestato a 81 punti base, dagli 82 punti registrati venerdì. In calo anche il rendimento del titolo decennale italiano benchmark, che ha terminato la sessione al 3,93%, con una flessione di 6 punti base rispetto al 3,99% della chiusura di venerdì, in una giornata in cui tutti i titoli dell’Eurozona hanno registrato un calo dei rendimenti.

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