Concessioni balneari

Assobalneari: ripristinare un tavolo tecnico per mappare le risorse demaniali

Lo chiedono Assobalneari Italia-Federturismo Confindustria al governo e al presidente della Conferenza delle Regioni per la proroga delle concessioni

di Patrizia Maciocchi

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Va al più prestoripristinato il tavolo tecnico nazionale sulla mappatura della risorsa demaniale marittima, laghi e fiumi compresi, per l'adozione di un provvedimento legislativo di proroga tecnica delle concessioni ai fini della corretta applicazione dell'articolo 12 della Direttiva Bolkestein. Questo per evitare procedure potenzialmente fondate su un quadro istruttorio incompleto e consentire una verifica oggettiva della reale disponibilità della risorse.

Assobalneari Italia ritiene, infatti, che il tema della scarsità della risorsa rappresenti il presupposto giuridico centrale dell'intera disciplina europea e che debba essere affrontato attraverso dati completi, verificabili e territorialmente coerenti.

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La richiesta al Governo

È la richiesta cheAssobalneari Italia-Federturismo Confindustria fa al governo e al presidente della Conferenza delle Regioni. «Il Tavolo tecnico istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri - si legge nella lettera inviata - con il coinvolgimento di numerosi ministeri aveva avviato una attività istruttoria finalizzata alla verifica dell’effettiva disponibilità della risorsa demaniale italiana, producendo dati che evidenziavano l'assenza di una scarsità generalizzata e uniforme delle coste nazionali. Tale attività istruttoria, tuttavia, risulta essersi concentrata prevalentemente sui litorali marini, senza sviluppare un’organica e sistematica acquisizione dei dati relativi alle aree demaniali lacuali e fluviali interessate da attività turistico-balneari».

«In numerosi territori italiani, infatti, le attività balneari - si spiega - si sviluppano stabilmente anche lungo laghi e fiumi, con la presenza di stabilimenti perfettamente organizzati e strutturati, del tutto analoghi a quelli operanti lungo le coste marine. Situazioni di questo tipo risultano presenti non solo nei principali laghi italiani, quali ilLago di Garda, il Lago Maggiore, il Lago di Como, il Lago d'Orta e il Lago d'Iseo, ma anche in numerose realtà territoriali minori fortemente vocate al turismo balneare. Ne consegue che una valutazione realmente completa dell’eventuale scarsità della risorsa naturale non possa prescindere dalla considerazione anche delle aree lacuali e fluviali».

«La stessa Corte di giustizia dell'Unione europea - ricorda - nella sentenza del 20 aprile 2023,causa C-348/22 (Comune di Ginosa), ha chiarito che spetta agli Stati membri determinare i criteri applicabili per valutare la scarsità delle risorse naturali e che la relativa verifica deve essere effettuata sulla base di dati concreti e non di presunzioni astratte o generalizzate. Parimenti, la Corte di giustizia Ue, nelle sentenze riunite C-458/14 e C-67/15 (Promoimpresa), ha espressamente affermato che l'articolo 12 della Direttiva si applica esclusivamente «qualora il numero di autorizzazioni disponibili sia limitato a causa della scarsità delle risorse naturali. Ne deriva che il presupposto giuridico necessario per l'eventuale avvio delle procedure ad evidenza pubblica è rappresentato proprio dalla preventiva verifica concreta della eventuale scarsità della risorsa naturale disponibile».

La sentenza dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato

Assobalneari evidenzia come sia particolarmente delicata, sul piano istituzionale e giuridico, l'affermazione contenuta nella sentenza n. 17/2021 dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, in cui viene sostanzialmentedata per presupposta la scarsità della risorsa demaniale marittima. Un'affermazione che non risulta fondata su una specifica istruttoria tecnica nazionale né su una attività ricognitiva organica dell’effettiva disponibilità della risorsa demaniale italiana.

Per il presidente di Assobalneari Italia Fabrizio Licordari è necessario «il ripristino per legge del Tavolo tecnico nazionale per il completamento della mappatura attraverso l'inclusione organica delle aree lacuali e fluviali; il coinvolgimento delle Regioni interessate dal fenomeno delle concessioni lacuali e fluviali, tra cui in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige; la predisposizione di una istruttoria nazionale completa ed omogenea sulla reale consistenza della risorsa demaniale destinabile ad attività turistico-balneari». Un percorso indispensabile per verificare se sussistano effettivamente i presupposti giuridici richiesti dall'articolo 12 della Direttiva Bolkestein ai fini dell'eventuale ricorso alle procedure comparative.

«Per tali ragioni - avverte - Assobalneari Italia chiede altresì al Governo l'adozione urgente di un provvedimento legislativo ad hoc che garantisca la continuità aziendale e di esercizio per le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali e che consenta contestualmente ai Comuni la sospensione delle procedure selettive attualmente in corso, sino al completamento della nuova attività istruttoria nazionale».

«Una simile misura - rimarca - avrebbe carattere strettamente tecnico e temporaneo e risulterebbe finalizzata esclusivamente a garantire certezza giuridica; ad evitare procedure potenzialmente fondate su un quadro istruttorio incompleto; a consentire una verifica oggettiva della reale disponibilità della risorsa; a permettere una corretta e non automatica applicazione della Direttiva 2006/123/Ce.

L'impegno è quello di restare a disposizione per ogni eventuale contributo tecnico e per la partecipazione ai lavori del tavolo tecnico nazionale.

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