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ASUS ZenScreen OLED, quando il secondo schermo entra nello zaino

E’ un monitor portatile OLED da 16 pollici pensato per chi lavora in mobilità. Pesa 680 grammi e ha un prezzo di circa 280 euro.

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C’è un paradosso nel lavoro digitale moderno: i computer sono sempre più potenti, ma gli schermi restano piccoli. Il laptop è diventato una macchina formidabile, capace di gestire video, fogli di calcolo, intelligenza artificiale e decine di applicazioni insieme. Peccato che tutto questo finisca compresso dentro 13 o 14 pollici.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È un po’ come voler dirigere il traffico di Milano da una finestra di casa. ASUS ZenScreen OLED MQ16FC - per esteso questo è il suo nome - è un monitor portatile da 16 pollici pensato per chi lavora in movimento e vuole portarsi dietro una vera postazione dual screen senza trasformare lo zaino in un trasloco.

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Il punto non è solo aggiungere un altro schermo. Il punto è ridurre il caos.

Davvero uno schermo in più è importante?

Asus qui punta su un pannello OLED da 16 pollici in formato 16:10 con risoluzione 1920x1200. Tradotto: più spazio verticale, colori migliori e neri profondi. Il vantaggio si vede subito, soprattutto per chi legge molto testo, lavora su fogli di calcolo o fa editing fotografico. Il 95% DCI-P3 strizza l’occhio anche ai creativi che hanno bisogno di una buona fedeltà cromatica fuori ufficio.

La funzione più interessante però non è il display. È il Power Pass Through, nome poco affascinante per una funzione molto intelligente. Significa che alimentazione e video viaggiano insieme in modo più efficiente. Meno cavi, meno caricabatterie, meno confusione sulla scrivania improvvisata di un hotel o di un coworking.

Ed è questo il vero valore del prodotto. Non l’effetto wow, ma la riduzione dell’attrito.

La nostra prova.

ASUS ha costruito un prodotto maturo. Ottima qualità dell’immagine, portabilità convincente e connettività ben studiata. Il prezzo non è basso e la luminosità non è ideale sotto il sole pieno, ma il bilanciamento generale convince. Non è un peso piuma. Lo ZenScreen pesa meno di 700 grammi e si infila in borsa quasi come un tablet. Serve soprattutto a chi vive in mobilità: consulenti, manager, nomadi digitali, creativi. Chi invece lavora sempre dalla stessa scrivania probabilmente farà meglio a investire in un monitor tradizionale più grande.

Il punto è che il lavoro è cambiato. Una volta il computer era un luogo fisico. Oggi è ovunque: casa, treno, aeroporto, albergo. Il vero collo di bottiglia non è più la potenza di calcolo. È lo spazio visivo.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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