Attentato contro un posto di polizia in Pakistan, 15 morti. Munir accusa l’India
L’attacco, che rischia di riaccendere il conflitto tra Islamabad e Kabul, è iniziato con un’autobomba ed è proseguito con un assalto contro superstiti e rinforzi
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
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NEW DELHI - Sono almeno 15 gli agenti rimasti uccisi in seguito a un sofisticato attentato avvenuto nella notte tra sabato e domenica contro un posto di polizia nel nord-ovest del Pakistan. L’attacco è stato compiuto alla periferia della città di Bannu, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, ed è avvenuto in tre fasi: prima con un’autobomba, poi attaccando i superstiti tra le macerie e quindi tendendo un’imboscata alle forze di sicurezza accorse sul luogo dell’attacco.
Fonti anonime di polizia citate dall’Agence France-Presse hanno riferito che i militanti avrebbero utilizzato anche dei droni. Tre feriti sono stati portati in ospedale. Secondo il racconto di alcuni testimoni, l’esplosione e i successivi combattimenti con armi pesanti non hanno distrutto solo l’edificio occupato dalle forze di sicurezza, ma hanno anche danneggiato alcune abitazioni circostanti.
Domenica il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha telefonato al chief minister del Khyber Pakhtunkhwa Sohail Afridi e ha condannato con forza l’attacco terroristico. «Forniremo ogni possibile assistenza al governo provinciale nella lotta contro il terrorismo», ha detto Sharif.
La rivendicazione
La responsabilità dell’attacco è stata rivendicata da Ittehad-ul-Mujahideen, «un conglomerato di gruppi militanti» operanti nella regione, secondo la definizione di The Khorasan Diary, un sito specializzato. Il gruppo si definisce una fazione scissionista di Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), ma - secondo le autorità di Islamabad - si tratterebbe di una formazione ancora organica a Ttp.
I militanti «hanno prima attaccato il posto di polizia con un’auto carica di esplosivo, poi sono entrati nella struttura aprendo il fuoco», ha dichiarato un funzionario pakistano, chiedendo di restare anonimo. «Altri membri delle forze di sicurezza sono stati inviati in supporto alla polizia, ma i terroristi hanno teso loro un’imboscata causando ulteriori vittime», ha proseguito. Tra i morti ci sarebbero anche alcuni membri dei Frontier Corps, una formazione paramilitare legata all’esercito pakistano che opera nelle zone di confine di Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan.






