Debito sovrano

Fitch conferma il rating italiano a BBB+ con outlook stabile

In serata il secondo pronunciamento dell’anno sul rating italiano da parte dell’agenzia Fitch. Anche lo scorso 13 marzo l’agenzia statunitense aveva confermato il livello BBB+ con outlook stabile

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In serata è arrivato il secondo pronunciamento dell’anno sul rating italiano da parte dell’agenzia Fitch, che ha ribadito il livello BBB+ con outlook stabile già confermato lo scorso marzo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I rating dell’Italia - si legge in una nota dell’agenzia - sono sostenuti da un’economia ampia, sempre più diversificata e ad alto valore aggiunto, nonché dai vantaggi in termini di stabilità istituzionale e finanziaria derivanti dall’appartenenza all’Ue e all’area dell’euro. I rating beneficiano inoltre di elevati livelli di ricchezza e di indicatori di governance relativamente solidi. Tali punti di forza sono controbilanciati da un onere del debito pubblico molto elevato e da prospettive di crescita a medio termine limitate, fattori che restringono la flessibilità di bilancio e limitano la capacità di riduzione del debito.

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Il deficit di bilancio

Fitch prevede un modesto miglioramento del deficit di bilancio nel 2026, portandolo al 2,9% del PIL (rispetto a una mediana del 3,2% per i paesi con rating BBB), grazie a una gestione prudente della spesa e alla tenuta delle entrate, favorita anche da un mercato del lavoro solido. Le misure adottate finora per compensare i maggiori costi energetici sono state contenute (inferiori allo 0,2% del PIL) e a impatto neutro sul bilancio. Gli investimenti pubblici rimangono al centro dell’attenzione – trainati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – con l’obiettivo di mantenere lo slancio economico a medio termine.

Flessibilità di spesa per energia e difesa

Il governo ha attivato la clausola di salvaguardia nazionale per consentire una maggiore flessibilità di spesa per l’energia (0,6% del PIL) e per la difesa (0,9%) nel periodo 2026-2028. Fitch prevede che le spese effettive saranno inferiori agli stanziamenti nominali, ma è probabile che il governo riveda al rialzo gli obiettivi di deficit per il 2027-2028 (rispetto a quanto previsto nel Piano Strutturale di Medio Termine) per far fronte a tali spese. Prevede inoltre che i deficit rimangano sostanzialmente invariati a partire dal 2026, con un miglioramento del saldo primario di 0,3 punti percentuali.

Nel complesso, si continua a riscontrare un forte impegno (e una comprovata e crescente attenzione) verso la prudenza fiscale e il rispetto delle regole di bilancio dell’UE, nonostante persistano pressioni a lungo termine legate all’invecchiamento della popolazione, agli oneri per interessi e al cambiamento climatico. Secondo lo scenario di base di Fitch, l’Italia dovrebbe uscire dalla procedura per i disavanzi eccessivi il prossimo anno.

Il debito pubblico

L’elevatissimo debito pubblico italiano rimane il principale vincolo per il rating; Fitch prevede che il rapporto debito/PIL raggiungerà un picco del 138,2% nel 2026 – a fronte di una mediana del 57% per i paesi comparabili con rating ’BBB’ – per poi ridursi gradualmente a partire dal 2027. La dinamica del debito è sostenuta da avanzi primari costanti e da una crescita nominale moderata, mentre si prevede che gli aggiustamenti stock-flusso legati a preesistenti programmi di credito d’imposta si attenueranno a partire dal 2028.

I prossimi giudizi

Per l’Italia, il prossimo appuntamento con i rating sarà tra circa due settimane, il 25 settembre, con il giudizio dell’agenzia Moody’s, mentre il 16 ottobre arriverà la valutazione di DBRS Monrningstar. Le valutazioni del rating italiano chiuderanno il 13 novembre con il terzo giudizio di S&P Global Ratings. Il giudizio di quest’ultima agenzia, confermato a maggio 2026, si attestava sempre a BBB+ con outlook migliorato a positivo a inizio anno grazie alla resilienza fiscale riconosciuta al Paese.

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