Medio Oriente

Flotilla, Ben Gvir irride gli attivisti. Sanchez: «Chiederemo all’Ue di sanzionarlo»

Il ministro degli Esteri italiano Tajani: «Superata la linea rossa, risponderemo»

Flotilla, Ben Gvir tra attivisti ammanettati e bendati: "Benvenuti in Israele"

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Il governo italiano interviene a proposito delle immagini che vengono da Israele: il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Flotilla fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo», deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa» e «Il popolo d’Israele vive». In un altro filmato, si vede un’attivista che grida «Free Palestine» mentre viene sbattuta a terra da un agente. Al termine del video Ben Gvir chiosa: «Sono arrivati pieni di orgoglio come grandi eroi, guarda come sono ridotti adesso... Non sono né eroi, né altro. Sono sostenitori del terrorismo. Dico al primo ministro Netanyahu lasciali a me per molto ma molto tempo ancora. Mandali nelle prigioni dei terroristi».

Flotilla, Ben Gvir tra attivisti ammanettati e bendati: "Benvenuti in Israele"

La nota di Meloni e Tajani

In una nota, la premier Meloni e il ministro Tajani definiscono le immagini del ministro israeliano Ben Gvir «inaccettabili». E proseguono: «È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto».

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Parlando coi giornalisti alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha poi precisato: «Abbiamo notato che c’è una differenziazione all’interno del governo» israeliano. «Il ministro degli esteri ha condannato quello che ha fatto il ministro Ben Gvir, Netanyahu pure ha detto che quello che è successo non è in linea con le leggi di Israele, ma comunque per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa e quindi adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta», ha assicurato Tajani.

La risposta di Crosetto

«Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele». Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rivolgendosi al ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir e al video da lui diffuso sui suoi canali social con gli attivisti della Global Sumud Flotilla.

Greenpeace: «L’Italia pretenda il rilascio immediato»

Intanto si mobilitano gli attivisti. «La presidente Meloni e il governo italiano non possono restare a guardare. L’assistenza consolare è necessaria, ma non basta: serve una ferma condanna dell’intercettazione illegale della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, dell’uso della forza contro persone disarmate e dei trattamenti umilianti denunciati dalle attiviste e dagli attivisti fermati. Un governo che non protegge la sicurezza dei suoi cittadini non esercita le sue funzioni. L’Italia pretenda il rilascio immediato delle persone detenute e piena trasparenza sul loro trattamento in mare e sulla terraferma. Anche questo dovrà pesare nell’accertamento delle responsabilità del governo Netanyahu davanti alla giustizia internazionale», afferma Chiara Campione, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.

Ben Gvir deride gli attivisti della Flotilla

Dieci attivisti italiani fermati

A proposito di connazionali, sono dieci gli attivisti italiani fermati che erano già stati bloccati nelle precedenti spedizioni della Flotilla dirette a Gaza. Lo si apprende da fonti legali. Sette erano stati bloccati durante l’abbordaggio di ottobre 2025 e detenuti in Israele, 2 il 29 aprile al largo di Cipro e detenuti sulla nave israeliane e uno in entrambe. Il team legale italiano ha depositato una nuova denuncia alla procura di Roma chiedendo il rilascio immediato, protezione e garanzie per gli attivisti. Sono 30 gli italiani bloccati, a cui si aggiungono 2 cittadini spagnoli e un americano che vivono stabilmente in Italia.

I colloqui Tajani-Saar

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e ha insistito perché i cittadini italiani, fra cui un parlamentare e un giornalista, vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo perché siano tutelati l’incolumità e i diritti di ogni singolo attivista. Lo comunica la Farnesina. I funzionari dell’Ambasciata d’Italia sono in contatto con le autorità del porto di Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la partenza per l’Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire.

Sanchez: «Chiederemo all’Ue di sanzionare Ben Gvir»

Il premier spagnolo Pedro Sanchez chiederà all’Ue di sanzionare il ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il video in cui deride i membri della Flotilla, tra cui 45 spagnoli. «A settembre ho annunciato il divieto di ingresso sul territorio nazionale di questo membro del governo israeliano. Ora proporremo a Bruxelles di elevare queste sanzioni su scala europea in maniera urgente», ha annunciato Sanchez su X definendo «inaccettabili» le immagini del video diffuso dal ministro. «Non tollereremo che nessuno maltratti i nostri cittadini», ha aggiunto.

Un frame tratto da un video pubblicato sul profilo X @itamarbengvir in cui Ben Gvir deride gli attivisti della FLotilla

Nel porto di Ashdod

I partecipanti della Flotilla fermati dalla marina militare israeliana al largo delle coste di Cipro stanno sono arrivati nel porto di Ashdod. Fa sapere il portavoce di Adalah, la Ong che assiste legalmente in Israele i partecipanti della missione e che ha iniziato a incontrare alcuni dei partecipanti fermati: «Il team legale di Adalah contesterà la legalità di queste detenzioni e chiederà l’immediato rilascio di tutti i partecipanti alla flottiglia». Ieri notte Israele ha affermato di avere intercettato tutte le imbarcazioni, fermando 430 attivisti.

Intanto ottantasette attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermati dall’Idf e diretti in Israele, hanno iniziato uno sciopero della fame. In un post pubblicato sulla piattaforma social statunitense X, la flottiglia ha affermato che, per la seconda volta in tre settimane, l’esercito israeliano, che si autodefinisce «l’esercito più morale», ha «rapito i loro compagni in acque internazionali». La flottiglia ha chiesto il rilascio di tutti gli attivisti “nelle mani delle autorità israeliane» e ha esortato i governi a condannare l’«atto di pirateria».

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