Lavoro

Aumento di 180 euro sui minimi ai lavoratori delle lavanderie industriali

Assosistema Confindustria e Filctem, Femca e Uiltec hanno trovato l’accordo per il rinnovo del contratto che riguarda 25mila addetti e 1.200 imprese

di Cristina Casadei

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Ai 25mila lavoratori delle lavanderie industriali, dei comparti turistico e sanitario, arriverà un aumento sui minimi di 180 euro e complessivo di 188 euro, dopo che Assosistema Confindustria e Filctem, Femca e Uiltec hanno raggiunto l’accordo sull’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro che era scaduto lo scorso 31 dicembre. Per i sindacati, dopo le tensioni di queste ultime settimane, l’accordo raggiunto consente di «ricostruire un percorso di intesa e giungere a un rinnovo economicamente e normativamente congruo», che salvaguarda «il potere d’acquisto e il benessere di chi lavora nel settore». Adesso spetterà alle assemblee dei lavoratori votare l’intesa che è stata raggiunta e che sarà valida per il triennio 2026-2028. Matteo Nevi, direttore generale di Assosistema Confindustria spiega che «con questo rinnovo il settore manda un messaggio chiaro: la competitività delle imprese passa anche attraverso regole certe, legalità, qualità del lavoro e capacità di innovare. Abbiamo costruito un contratto che dà risposte concrete alle difficoltà di reperimento della manodopera, alle nuove esigenze organizzative delle imprese e alle trasformazioni tecnologiche che stanno interessando il comparto. Un rinnovo che rafforza la qualità del lavoro, la corretta applicazione contrattuale e la capacità del settore di affrontare le sfide della sanità, del turismo e dell’industria».

La parte economica

Per la parte economica il nuovo contratto prevede un aumento complessivo medio (TEC) di 188 euro, riferito al livello B1. L’incremento salariale sui minimi (TEM) per entrambi i settori, turismo e sanitario, sarà di 180 euro, pari al 9,8% di incremento, distribuito in 4 tranche: 50 euro da maggio 2026, 20 euro da dicembre 2026, 50 euro da ottobre 2027 e 60 euro da ottobre 2028. Secondo il calcolo dei sindacati, il montante complessivo sarà di 3.500 euro di cui 100 in welfare erogate entro marzo 2027. Sempre per la parte economica, l’elemento perequativo, per le aziende che non effettuano la contrattazione di 2° livello, aumenta da 350 a 380 euro nel corso della vigenza contrattuale.

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Il welfare contrattuale

L’intesa raggiunta migliora anche il welfare contrattuale con il contributo al fondo integrativo pensionistico Previmoda che salirà dello 0,1% e sarà a carico delle aziende. Per il fondo sanitario FASIIL il contributo, sempre a carico delle aziende, passerà da 12 a 15 euro. Inoltre, per le vittime di violenza di genere, ci sarà la copertura della quota FASIIL da parte delle aziende durante il periodo di aspettativa.

La parte normativa

Nella parte normativa migliorano le Relazioni industriali, con il rafforzamento dell’Osservatorio permanente per la transizione digitale e dell’Organismo paritetico nazionale lavanderie su salute e sicurezza e dell’Osservatorio nazionale. Sul diritto allo studio sono state estese anche ai corsi universitari le 150 ore. Infine, sottoscritte le linee guida per banca ore solidale, accomodamenti ragionevoli, invecchiamento attivo e diversità, equità e inclusione ed è stato condiviso da imprese e sindacati un impegno congiunto per chiedere alle Istituzioni l’inserimento delle mansioni del settore tra i lavori cosiddetti usuranti. Ridotta dal 35 al 30% la quota percentuale dei contratti a termine.

L’orario e il tempo di vestizione

Sulla riduzione dell’orario per tutti i turnisti le ROL aumenteranno a 56 ore dal 2027, per i cicli lavorativi delle centrali di sterilizzazione dello strumento chirurgico, organizzati su 6 e 7 giorni, saranno rispettivamente aumentate a 68 e 80 ore. Inoltre è stato riconosciuto il tempo di vestizione per la sterilizzazione: 10 minuti al giorno, dal 2026 e 15 minuti, a decorrere dal gennaio 2027.

Il contrasto al dumping contrattuale

L’intesa raggiunta tra le Parti rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il comparto, configurandosi come uno dei primi rinnovi contrattuali definiti successivamente alle novità introdotte dal Decreto Legge del 1° maggio in materia di lavoro, rappresentanza e contrasto alle irregolarità nel mercato occupazionale. Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento delle misure di contrasto al dumping contrattuale e all’interposizione illecita di manodopera. In linea con il nuovo quadro normativo, secondo quanto spiega una nota di Assosistema Confindustria, «le parti hanno infatti condiviso un ulteriore protocollo operativo che prevede il coinvolgimento, oltre che dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, anche dell’INPS, al fine di favorire l’emersione dei fenomeni di mancata applicazione del contratto collettivo di riferimento. A tal fine sarà avviato un programma di incontri territoriali congiunti con gli organi ispettivi per monitorare le situazioni di irregolarità e verificare la corretta applicazione del CCNL nel settore. Nell’ambito dell’accordo è stato inoltre inserito l’elenco dei principali codici ATECO riconducibili alle attività del comparto, con l’obiettivo di rafforzare la corrispondenza tra attività esercitata e contratto collettivo applicato». Questo rinnovo rappresenta «un passo importante anche verso una maggiore qualificazione del settore e una più chiara perimetrazione contrattuale delle attività rappresentate – evidenzia Matteo Nevi – In una fase di profonda trasformazione del mercato del lavoro e dei servizi, abbiamo scelto di rafforzare strumenti come welfare, bilateralità, relazioni industriali e contrasto al dumping, senza dimenticare il tema centrale della sostenibilità economica degli appalti pubblici e del necessario adeguamento dei costi nelle gare, elemento indispensabile per garantire qualità dei servizi, occupazione e continuità industriale».

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