Immatricolazioni

Auto, cresce il mercato Ue a luglio e agosto: il full electric supera il 21% di quota

Tra i produttori in calo Volkswagen mentre cresce Stellantis, i cinesi di Geely raggiungono l’ottavo posto per volumi, dopo Mercedes

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Cresce il mercato auto in Europa anche nei mesi estivi, a luglio e agosto, come evidenzia Acea, l’associazione europea che riunisce le case produttrici, nonostante l’acuirsi delle crisi internazionali e l’aumento dei prezzi dei carburanti. Il mese scorso in Ue (più Efta e Uk) le immatricolazioni sono aumentate del 5,3%, dopo una ulteriore crescita del 3,9% nel mese di luglio, contribuendo all’andamento positivo registrato dal mercato europeo da inizio anno (+5,8%).

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Il recupero dei volumi dunque continua anche grazie all’andamento delle vendite di vetture elettriche, in crescita di oltre il 50% nel mese e del 38,8% da inizio anno mentre i modelli ibridi registrano andamenti sì positivi ma più contenuti, a fronte di benzina e diesel che continuano a perdere terreno.

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Tra le case produttrici, Volkswagen perde nel mese il 3,5% dei volumi mentre Stellantis guadagna il 3,6% di immatricolazioni, con un andamento positivo da inizio anno del 4,4%. In frenata Renault, Hunday e Bmw. Tra le case cinesi, Geely scala la classifica e con 289mila immatricolazioni da inizio anno, guadagna l’ottava posizione in classifica, dopo Mercedes.

Tra i newcomer però a crescere più velocemente degli altri è Chery, che ha triplicato la quota di mercato nell’arco di un anno, e Byd, che l’ha più che doppiata. Crescita esponenziale anche per Leapmotor, l’ultima delle case cinesi ad aver iniziato la corsa sul mercato europeo, sotto il cappello commerciale di Stellantis, ma con ancora un market share limitato.

Le full electric consolidano dunque la quota di market share al 21% rispetto al 15% di un anno fa, al netto delle profonde differenze tra i mercati, con la Germania che registra una quota intorno al 25% e l’Italia, che ha assorbito i maggiori volumi determinati dagli incentivi di ottobre scorso, che si attesta intorno al 6%.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa - in Italia - di Anfia, Unrae, Federauto e Motus-E, che hanno trasmesso al ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei ministri una proposta congiunta di revisione della fiscalità delle flotte aziendali. La proposta consentirebbe l’immatricolazione di circa 400mila veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, a fronte di un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro. La misura prevede, inoltre, l’eliminazione della penalizzazione fiscale sulla ricarica domestica dei veicoli aziendali (impatto finanziario stimato in meno di 2,5 milioni di euro).

L’intervento avrebbe molteplici effetti, evidenziano le organizzazioni: «sostenere la domanda di veicoli nuovi, accelerare il ricambio del parco e alimentare il mercato dell’usato con veicoli più efficienti. Un circolo virtuoso a beneficio dell’intera filiera automotive e del tessuto produttivo del paese». La proposta si inserisce nel quadro di una politica europea attenta alle flotte e fa riferimento alla clausola di flessibilità introdotta dall’Ue che apre uno spazio di bilancio per finanziare investimenti con effetti strutturali sulla riduzione delle emissioni e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile.

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