Decreto in Gazzetta

Autovelox, nuove regole al via da oggi: arriva la “patente di affidabilità”

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto ministeriale dell’8 giugno. Regole in vigore dal 12 luglio e stop a 850 dispositivi non omologati

di Redazione Roma

Aggiornato il 12 luglio 2026

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Autovelox, cos’è l’approvazione? E l’omologazione?

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Scattano le nuove regole sugli autovelox. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’8 giugno sull’omologazione degli autovelox. Le nuove regole disciplinano in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. L’obiettivo è quello di superare le numerose incertezze normative e applicative che negli ultimi anni hanno alimentato un vasto contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali. Il provvedimento entra in vigore oggi 12 luglio. Il decreto ministeriale fissa i requisiti per ottenere l’omologazione, “promuove sul campo” i misuratori approvati dal 2017 e vale solo per le infrazioni rilevate a partire dalla sua entrata in vigore.

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Non solo il margine di errore fissato a 3 km/h fino a 100 all’ora. Non solo l’oscuramento automatico dei volti nelle immagini scattate frontalmente. Nel decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che riscrive le regole per l’omologazione degli autovelox compare anche una novità meno evidente: per la prima volta vengono fissati parametri numerici di affidabilità che i dispositivi dovranno rispettare per ottenere il via libera. In base a un recente censimento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica che gli autovelox attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, sono circa 3.150. Per gli altri, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo presentando la documentazione integrativa prevista dal decreto.

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I tassi per essere affidabili

Tra le novità c’è appunto quella che può essere definita una sorta di “patente di affidabilità”. Non basta più misurare la velocità. Gli autovelox dovranno dimostrare di raggiungere specifici livelli di prestazione in una serie di funzioni chiave. Il tasso di rilevamento dei veicoli dovrà essere almeno del 90%. La corretta associazione della velocità al veicolo rilevato dovrà arrivare almeno al 95%. La stessa soglia del 95% è prevista per l’acquisizione delle immagini e per il riconoscimento delle targhe. Anche la classificazione dei veicoli dovrà raggiungere il 90%. Si tratta di parametri che entrano direttamente nelle procedure di prova e che puntano a misurare non soltanto la precisione della velocità rilevata, ma l’intera catena che porta all’accertamento dell’infrazione.

I margini nella rilevazione della velocità

Il decreto interviene anche sul tema dell’accuratezza della misurazione. Durante le verifiche di omologazione, il valore registrato dal dispositivo non potrà discostarsi di oltre 3 km/h rispetto allo strumento campione per velocità fino a 100 km/h. Oltre tale soglia il limite è fissato al 3%. È un requisito tecnico distinto dalla tolleranza applicata alle sanzioni, che resta quella prevista dalla normativa vigente.

Le polemiche e i ricorsi

Il decreto arriva al termine di una lunga stagione di polemiche sugli autovelox. Negli ultimi anni diverse sentenze hanno infatti messo in discussione la validità delle multe elevate da apparecchi privi di una chiara omologazione ministeriale. In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione prevista dalla normativa, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti.

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