Balcani occidentali nella Ue, vertice a Roma. Italia in pressing
I Paesi del Gruppo Amici dei Balcani hanno approvato la “Carta di Roma”. Il 14 luglio nuovi negoziati per l’adesione alla Ue di Ucraina, Montenegro, Moldavia e Albania
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L’Italia continua a muoversi per spianare la strada e accelerare l’ingresso dei Balcani occidentali nell’Unione europea. Venerdì 20 luglio Villa Madama ha ospitato la riunione ministeriale del gruppo “Amici dei Balcani occidentali” e dei Ministri degli Esteri dei Balcani. L’incontro è stato presieduto dal ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. Del gruppo fanno parte sette Paesi membri dell’Unione europea (Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) che cooperano per sostenere l’adesione dei sei Paesi balcanici candidati o potenziali candidati alla Ue. Si tratta, in particolare, di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Per la prima volta è stata inoltre invitata l’Ungheria, in virtù del suo impegno a sostegno dell’integrazione dei Balcani occidentali.
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La “carta di Roma”
Il gruppo ha adottato un documento politico promosso dall’Italia sui futuri trattati di adesione. L’obiettivo di questa “carta di Roma” - si legge in una nota della Farnesina - è quello di «preservare credibilità, prevedibilità e unità del processo di allargamento». Il testo riafferma il principio della piena uguaglianza degli Stati membri dopo l’adesione, escludendo modelli di partecipazione differenziata o forme di appartenenza «di secondo livello». Viene poi ribadita la necessità di mantenere chiaro e stabile l’obiettivo finale del percorso europeo dei Paesi candidati, evitando nuovi livelli di condizionalità. Eventuali clausole di salvaguardia e misure transitorie - si spiega - devono essere fondate su esigenze oggettive, proporzionate, temporanee e calibrate sulle specificità di ciascun Paese.
Il pressing dell’Italia
A due mesi dalla precedente riunione ministeriale, svoltasi a Bratislava, l’incontro di Roma punta a dare nuovo impulso al processo di allargamento dell’Unione europea ai Balcani occidentali e a rafforzare il contributo della regione all’autonomia strategica europea. Tra i temi che sono stati sul tavolo, la sicurezza alimentare, la resilienza delle catene di approvvigionamento e il potenziamento della connettività. Ai lavori hanno partecipato anche il vice direttore generale della Fao, Maurizio Martina, il Coordinatore europeo del Corridoio dei trasporti Balcani occidentali–Mediterraneo orientale, Marian-Jean Marinescu, e il Segretario generale dell’InCE, Franco Dal Mas.
Via libera dei Ventisette ad apertura nuovo cluster di adesione Ue per l’Ucraina
L’Italia si pone da sempre come il principale “ponte” e promotore dell’integrazione di questa regione all’interno dell’Unione europea. Nelle ultime ore gli Ambasciatori dei Ventisette hanno concordato di avanzare nel processo di adesione Ue dell’Ucraina e della Moldavia aprendo il cluster 6 sulle relazioni esterne, e di chiudere in via provvisoria sia i capitoli negoziali 25 (scienza e ricerca), 26 (istruzione e cultura) e 30 (relazioni esterne) per l’Albania; sia i capitoli negoziali 8 (politica della concorrenza) e 29 (Unione doganale) per il Montenegro. Ne ha dato notizia la presidenza di turno del Consiglio Ue. «Stiamo costruendo un’Europa più resiliente: un altro passo avanti verso l’Ue per Ucraina e Moldavia» ha commentato su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
Il 14 luglio nuovi negoziati per l’adesione alla Ue di Ucraina, Montenegro, Moldavia e Albania
Una funzionaria Ue ha spiegato che il 14 luglio, in occasione del Consiglio Affari generali, ci saranno «diverse Conferenze intergovernative (Cig) con i Paesi candidati all’adesione all’Unione europea. I negoziati interni al Consiglio sono ancora in corso ma la presidenza irlandese punta a svolgere conferenze con Ucraina, Montenegro, Moldavia e Albania». Nel caso di Ucraina e Moldavia, dunque, sarà aperto un nuovo “cluster” nell’ambito dei negoziati formali, mentre per Montenegro e Albania l’obiettivo è la chiusura di alcuni capitoli negoziali. Quanto alla Serbia, negli ultimi giorni se ne è discusso in sede di Coreper, l’organo composto dagli ambasciatori di ciascun Paese della Ue, che ha la funzione di preparare tutti i lavori e le decisioni del Consiglio dell’Unione europea. Ma, ha aggiunto la stessa fonte, «non si è raggiunto un accordo sull’apertura dei tre capitoli in esame; di conseguenza, non siamo nella condizione di programmare una Conferenza intergovernativa con la Serbia. Ritengo che il lavoro sia in corso e dovremo valutare i progressi compiuti in tal senso prima della fine del mese», ha precisato la fonte europea.








