Strumenti alternativi

Banca Generali, Etf da 500 milioni per dare liquidità alle Pmi di Piazza Affari

Il progetto Pmi2Change si vuole costruire un ponte concreto tra il risparmio privato italiano e il talento delle piccole quotate nel nostro Paese. Il nuovo strumento mira a replicare un paniere di cento società del mercato milanese.

La presentazione. Ieri in Borsa Italiana l’annuncio di Pmi2Change

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Cento milioni di euro, per il momento, ma con il chiaro obiettivo di arrivare in un’ottica di medio termine fino a quota 500 milioni. Questa la portata di Pmi2Change, l’iniziativa presentata ieri a Milano nella cornice di Palazzo Mezzanotte attraverso la quale Banca Generali mira a costruire un ponte concreto tra l’ingente risparmio privato italiano e il talento delle piccole e medie imprese quotate nel nostro Paese. L’occasione l’ha fornita la tradizionale cerimonia della campanella che ha salutato il debutto a Piazza Affari di Investlinx Intermonte Valore Italia Active Pir Ucits, il primo Etf a gestione attiva Pir compliant dedicato alle eccellenze del Made in Italy.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Potenziale inespresso

Il nuovo strumento mira a replicare un paniere di cento società quotate sulla Borsa italiana con una serie di caratteristiche tali da identificare quella che secondo l’amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa, rappresenta «la vera spina dorsale del nostro sistema produttivo e che oggi più che mai ha bisogno di sentire il sistema Paese al proprio fianco»: una capitalizzazione inferiore al miliardo di euro; un flottante minimo del 30% e di almeno cinque milioni; la presenza di almeno un consigliere indipendente all’interno del CdA e di una copertura di ricerca negli ultimi 18 mesi; un rapporto fra indebitamento netto e margine operativo lordo inferiore a cinque.

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L’idea nasce dalla semplice osservazione, sottolineata dallo stesso Mossa, del fatto che l’Italia sia il Paese con la più alta incidenza di imprese non quotate, spesso a causa del freno posto da un mercato dei capitali che non si è sviluppato a sufficienza per le realtà più piccole. La conseguenza diretta rilevata da Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte, è che «il valore delle società presenti in Borsa, nonostante la forsennata rincorsa degli indici degli ultimi anni, rappresenta appena il 40% del valore complessivo delle imprese nazionali. Una quota di gran lunga inferiore a quanto si riscontra in Francia (65%), Germania (70%) e perfino in una Spagna (57%) dall’economia meno sviluppata della nostra».

Wita, viva l’Italia

Da qui la necessità di creare uno strumento dal ticker evocativo Wita, «Viva l’Italia», che combini i benefici fiscali dei Pir, quali l’esenzione dalle imposte sui capital gain e sulla successione dopo 5 anni, a una struttura dei costi competitiva (0,85% annuo) e alla consueta flessibilità, trasparenza e liquidità di un Etf quotato. Allargando il discorso a Pmi2Change, progetto che Il Sole 24 Ore aveva anticipato nelle linee principali un mese fa, si tratta di una naturale evoluzione per Banca Generali del proprio ruolo a totale servizio dell’imprenditore: «non solo partner finanziario, ma parte attiva di un sistema più ampio a supporto dello sviluppo del tessuto produttivo italiano» ha precisato Mossa, mettendo in evidenza uno dei pilastri del nuovo piano industriale che dovrebbe vedere la luce a novembre.

Un’iniziativa di sistema

Inevitabile l’invito rivolto anche ai soggetti istituzionali, con Mossa pronto ad attendersi «un supporto da parte delle casse previdenziali, che sono gli investitori più naturali». Un appello che sembra già ricevere consensi in alcune delle principali istituzioni del Paese: intervenendo al convegno che si è tenuto successivamente a Piazza Affari il sottosegretario al Mef, Federico Freni, ha definito fondamentale «valorizzare il tessuto italiano senza avere paura dell’approccio finanziario».

Fabio Barchiesi, amministratore delegato di Cdp Equity, ha da parte sua ricordato che per favorire la crescita delle Pmi sono necessari «capitali pazienti, capaci di coniugare visione industriale e sostenibilità economica, e talvolta decisioni coraggiose» e sottolineato il ruolo attivo della holding di investimento che guida nell’apportare «non solo finanza, ma anche managerializzazione delle imprese, rafforzamento delle filiere strategiche e una prospettiva internazionale». Ancora lato investitori, Simone Strocchi, presidente di Electa Ventures, ha parlato di «un segnale importante perché amplia gli strumenti attraverso cui il risparmio può sostenere la crescita delle Pmi italiane: la dimostrazione che, quando il capitale accompagna la crescita delle imprese, in leva di competenze, crea valore per gli imprenditori, per gli investitori e per il Paese».

Proiettati sul territorio

La sfida di Pmi2Change non si ferma certo a Piazza Affari. Dal prossimo autunno partirà infatti un roadshow che toccherà le principali aree del Paese, coinvolgendo partner quali Borsa Italiana e PwC Italia. L’obiettivo è intercettare quel bacino di circa 5.000-10.000 aziende non quotate già potenzialmente idonee al mercato dei capitali: «Vogliamo contribuire a rafforzare il legame tra capitale e imprese - si è augurato Mossa - riportando al centro il ruolo del mercato nella crescita delle piccole e medie aziende italiane».

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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