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Banche, Panetta: «Le aggregazioni possono rafforzare il sistema». Giorgetti: il ruolo del governo come azionista degli istituti si è esaurito

Il governatore di Bankitalia all’assemblea dell’Abi. Patuelli: le banche in Italia fanno più della loro parte

Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta (Ansa)

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Lo scenario internazionale ruota intorno a due variabili: lo shock energetico prodotto dalla guerra in Medio Oriente, che rappresenta un rischio soprattutto per l’Europa che è più dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, e la diffusione dell’intelligenza artificiale, che è soprattutto un’opportunità e che sta facendo sentire i suoi effetti anche sui listini azionari. A sottolinearlo è stato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo all’assemblea annuale dell’Abi a Roma. Dove si è soffermato anche sulle «buone aggregazioni che preservano l’economia reale».

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Prima di lui a prendere la parola era stato il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, che ha inviato un messaggio all’Ue a completare l’Unione bancaria e ha difeso il ruolo degli istituti di credito nel nostro Paese: fanno più della loro parte.

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Il presidente dell’Abi

Nel corso del suo intervento Patuelli si è soffermato sia sul quadro interno che su quello internazionale. «In Italia, a partire dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali», ha detto il presidente dell’Abi nella sua relazione di apertura. Sottolineando come e banche - ha detto Patuelli gli istituti di credito abbiano «affrontato ogni tipo di crisi», «applicato tante riforme» e «fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari».

In Italia - ha proseguito - le banche «fanno più della loro parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l’art. 53 della Costituzione». Senza dimenticare che sono anche «impegnate nella semplificazione dei linguaggi, per l’inclusione finanziaria e per il recepimento delle nuove regole sul credito ai consumatori».

Nel suo intervento il pensiero è andato anche all’Ue e all’unione bancaria da completare. «In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella Ue le cooperazioni rafforzate degli Stati», ha ammonito. A suo giudizio, «è urgente che la Ue approvi i provvedimenti per l’Unione dei risparmi e investimenti e sono indispensabili e urgenti i completamenti dell’Unione bancaria, dei mercati dei capitali e dei risparmi, e la minore concorrenza fiscale fra gli Stati dell’Ue», ha sottolineato.

Le parole del Governatore

Dopo Patuelli è toccato a Fabio Panetta prendere la parola. «L’economia mondiale attraversa una fase di transizione, influenzata da due forze di segno opposto. La prima è lo shock generato dal conflitto in Medio Oriente, che ha provocato rincari energetici, accresciuto l’incertezza e riaperto timori di strozzature nelle catene di approvvigionamento. La seconda è la diffusione dell’intelligenza artificiale, che sostiene gli investimenti, il commercio di beni e servizi ad alta tecnologia, gli andamenti azionari e – con essi – la ricchezza e i consumi delle famiglie», questo l’esordio del Governatore di Bankitalia che ha poi evidenziato come gli effetti di queste due forze non siano uniformi.

Mentre gli Stati Uniti «beneficiano della minore esposizione agli shock energetici e dell’elevata capacità di sviluppare e applicare le nuove tecnologie» e in Cina, «la crescita trae sostegno dalle esportazioni manifatturiere e tecnologiche, ma resta condizionata dalla dipendenza dall’estero per le forniture energetiche», nell’area dell’euro, «l’aumento dei costi dell’energia ha aggravato un quadro già segnato da bassa crescita» e «anche il contributo dell’intelligenza artificiale agli investimenti - ha aggiunto - è più contenuto che altrove». Risultato: nei mesi successivi all’inizio del conflitto, «il clima di fiducia delle famiglie è peggiorato; le prospettive per le imprese dei servizi si sono indebolite. L’inflazione oscilla attualmente intorno al 3 per cento, e si manterrebbe al di sopra di tale valore fino all’inizio del 2027».

A proposito delle banche Panetta ha ricordato il loro ruolo centrale nel finanziamento dell’economia italiana. «Il peso del credito si è ridotto nel tempo, ma resta più elevato che negli altri principali paesi europei, soprattutto per le imprese. Da noi - ha aggiunto il titolare di Palazzo Koch - i debiti bancari delle aziende rappresentano oggi il 14 per cento della somma dei debiti finanziari e del capitale, e il 46 per cento dei soli debiti finanziari». Per il Governatore da questa centralità deriva una responsabilità rilevante per le banche che «sono chiamate a mantenere un equilibrio delicato ma essenziale: rispondere alle esigenze di finanziamento di famiglie e imprese con adeguato merito di credito, preservando al tempo stesso la qualità degli attivi e la propria solidità».

Per Panetta le aggregazioni «avviate o annunciate» nel settore bancario italiano sono un processo che «può rafforzare il sistema nel suo complesso, accrescendo l’efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese sono risultati, tuttavia, «non automatici». Le buone aggregazioni - ha aggiunto - «dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse. Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell’economia reale».

Sul punto il Governatore ha sottolineato che la Banca d’Italia, d’intesa con Bce e le altre autorità nazionali valuta, «ciascuna operazione sulla base di questi criteri» e verificandone «la conformità alle norme».

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Il ministro dell’Economia

Dopo Panetta è intervenuto Giancarlo Giorgetti. Sugli istituti di credito il ministro dell’Economia ha detto che «possono e devono contribuire a portare l’economia italiana su un livello più sostenuto di crescita». Aggiungendo, a proposito delle aggregazioni bancarie, che «non sono un valore in sè, se non per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando accrescono la capacità di aumentare la proiezione internazionale delle imprese italiane».

Il titolare del Mef si è poi soffermato sul fintech che «può migliorare l’inclusione creditizia ma può determinare uno spostamento definitivo di una parte della clientela, la più giovane, che sarebbe consegnata ai competitor anche per quanto riguarda l’asset management. Sarebbe un peccato - ha chiosato il ministro - se ne approfittassero le banche straniere».

Il titolare del Mef ha infine confermato la cessione di tutte le partecipazioni bancarie del Tesoro. Dicendosi fiducioso che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui il suo dicastero si presenta da azionista di banche. «Il ruolo di azionista pubblico è esaurito», ha affermato senza citare espressamente la partecipazione residua in Mps e le due banche retail controllate da Mcc messe sul mercato: BdM Banca e Cassa Orvieto.

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