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Banco Bpm in luce, sale l'ipotesi di un'azione congiunta Unicredit-Agricole

Lo schema prevederebbe, tra i vari scenari, una spartizione dell'istituto, con i francesi che avrebbero un terzo delle attività di Piazza Meda

di Stefania Arcudi

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il risiko bancario continua a tenere banco a Piazza Affari (FTSE MIB). Tra i titoli migliori si mette in luce Banco Bpm nel giorno in cui, secondo indiscrezioni di stampa, Unicredit e Credit Agricole avrebbero recentemente valutato una possibile operazione congiunta sull'istituto, ipotesi che sarebbe stata discussa anche con le autorità italiane nell'ambito del consolidamento del settore bancario. Lo schema prevederebbe una successiva spartizione dell'istituto, con Crédit Agricole destinata a ricevere circa un terzo delle attività di Banco Bpm.

Va comunque detto che si tratta di uno dei vari scenari allo studio e che UniCredit continua ufficialmente a definirsi un osservatore del risiko bancario italiano. Secondo Il Sole 24 Ore, l'ipotesi di una mossa in tandem tra i due gruppi potrebbe rappresentare un'alternativa alla fusione tra Banco Bpm e Mps e favorire indirettamente il percorso di Intesa Sanpaolo su Siena. Il quotidiano evidenzia inoltre come Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 29,3%, abbia più volte espresso contrarietà a una combinazione con Mps, mentre resta interessata a rafforzare la propria presenza in Italia, «uno dei razionali dell'operazione sarebbe anche la possibilità per UniCredit di tornare sul dossier Banco Bpm dopo il tentativo fallito del 2025, superando le criticità politiche e regolamentari che potrebbero ostacolare un'acquisizione diretta da parte del gruppo francese», spiegano gli analisti di Intermonte.

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Secondo gli analisti, «Unicredit potrebbe concentrarsi principalmente su eventuali remedies derivanti da operazioni portate avanti da soggetti terzi, visto il focus posto attualmente sull’operazione Commerzbank». Su quest'ultimo fronte, la Ceo della banca tedesca, Bettina Orlopp, ha precisato che Commerzbank e UniCredit sono in una fase zero in attesa delle autorizzazioni delle autorità di vigilanza, che arriveranno o a fine anno o all'inizio del prossimo, poi ci sarà una fase uno in cui Commerzbank sarà una banca indipendente quotata. Quello non sarà comunque il punto di arrivo, perché «se si è arrivati così lontano, è evidente che a un certo punto si vorrà anche realizzare almeno le sinergie domestiche che sono possibili», ha detto Orlopp.

Questo significa che, in una fase due, dovrebbe esserci una sorta di integrazione tra Commerzbank e Hvb. Per farlo, tuttavia, UniCredit dovrà controllare almeno il 75% dell'assemblea e quindi «i colloqui tra UniCredit e il governo in quanto secondo azionista sono molto importanti». Secondo Banca Akros, «le dichiarazioni dell'a.d di Commerzbank indicano che una fusione industriale completa richiederebbe comunque un sostegno più ampio da parte degli azionisti».

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