Bernie Sanders: L’intelligenza artificiale ci ruba persino il cuore
Il senatore democratico a Torino ha messo in guardia l’Europa contro i rischi inauditi della concentrazione di potere e di ricchezza in corso e degli effetti della robotica e l’intelligenza artificiale, capaci di fagocitare decine di milioni di posti di lavoro in alcuni anni e di penetrare nelle nostre vite, nelle nostre menti e persino nei nostri affetti
di Lara Ricci
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«Non penso che la stragrande maggioranza delle persone abbia capito l’impatto inaudito che l’Ai avrà sulla nostra società». Bernie Sanders, il celebre senatore statunitense, autore - fra l’altro - del recente Contro l’oligarchia (trad. di Davide Martirani, Chiarelettere) è arrivato a Torino apposta per parlare al Salone del libro, dove lo attendeva un tifo da stadio, e quel che è parso premergli di più dire, dopo essersi premurato di assicurare agli europei che «le opinioni e le azioni di Donald Trump nei confronti dell’Europa non rappresentano in alcun modo la posizione della stragrande maggioranza degli americani», è renderci consapevoli dei rischi della concentrazione di potere, denaro e tecnologia nelle mani di pochissimi e di un’intelligenza artificiale e una robotica non controllate, dedicate ad arricchire i loro proprietari, capaci di sapere tutto dei cittadini, penetrare nelle loro menti e creare addirittura con loro relazioni affettive.
Sanders dapprima ha mostrato, attraverso i numeri, il terribile divario economico che si sta creando tra un manipolo di potenti. Mai nella storia del pianeta c’è stato un gruppuscolo di persone che ha avuto tanta ricchezza e potere: negli Usa l’1% possiede più del 93% dei cittadini, Musk ha più ricchezza del 53% delle famiglie americane più povere, i ceo guadagnano 350 volte il dipendente medio, oltre il 60% degli americani vive alla giornata, decine di milioni di persone faticano a arrivare a fine mese. Una manciata di miliardari controlla ogni settore, dall’agricoltura, ai trasporti, all’energia, facendo pagare cifre altissime per i servizi, sei grandi gruppi media controllano il 90% di quel che gli americani vedono, ascoltano e leggono. Poi il senatore ha fatto presente che è un trend che coinvolge anche l’Italia, dove la ricchezza si sta sempre più concentrando, mentre gli stipendi sono più bassi di prima della pandemia, un lasso di tempo in cui 79 miliardari italiani si sono arricchiti di ben 64 miliardi. Questo è un fenomeno globale: 1 persona su 4 nel monde soffre la fame e l’1% più ricco della popolazione detiene una ricchezza superiore a quella del 95% dell’umanità. Dodici persone nel mondo possiedono di più della metà dei suoi abitanti.
Dopo aver delineato questo quadro, Sanders ha voluto spiegare che questi capitalisti che si sono arricchiti con le nuove tecnologie hanno qualcosa di diverso rispetto ai precedenti: un’avidità spropositata. «Essendo in pochi si considerano alla stregua dei monarchi che avevate nel XIX secolo in Europa. Siccome hanno avuto molto successo, si arruolano il diritto di voler governare su tutti. Non credo sia vero quel che dicono quando sostengono di credere nella democrazia, Trump e i suoi amici odiano l’Europa perché si sono resi conto che i fondamenti politici dell’Europa sono molto diversi dai nostri: i Governi europei si prendono cura della sanità, dell’istruzione, e in alcuni casi anche di regolare l’intelligenza artificiale. Ecco i motivi di questo odio».
Molti, in Europa come nel resto del mondo - ha continuato - «non si stanno rendendo pienamente conto del potenziale dell’ai, che creerà una trasformazione inusitata delle società in brevissimo tempo. Quando parliamo di Ai e robotica dobbiamo innazitutto chiederci: chi la possiede e la porta avanti? Un numero molto piccolo delle persone più ricche del pianeta: Musk, che ha appena destinato 100 mld di dollari a ricerca nella robotica e nell’Ai, Bezos, che pure ha investito cento miliardi a creare centri per lo studio di Ai e robotica, e anche Larry Allison ci si è buttato, così come Zuckerberg. Tutti noi dobbiamo farci una domanda: davvero tutti noi siamo pronti a metterci nelle mani di questo sparuto gruppo di persone a cui forse non interessa l’impatto che l’Ai avrà sulle nostre vite, sul mondo?» ha chiesto Sanders con veemenza.
L’impatto di Ai e robotica sul mercato del lavoro sarà enorme. «Musk - ha detto Sanders in una lunga chiacchierata con il giornalista Francesco Costa - è vero che mente e che dovrebbe vergognarsi, che non mi piace e che non mi fido di lui, ma non è stupido e sostiene che con queste due tecnologie che riescono a fare quel che facciamo noi meglio di noi, si arriverà a non avere più bisogno del lavoro. Magari non domani, magari tra 20 anni, ma spariranno decine di milioni di posti di lavoro. Ci sono economisti seri che hanno espresso preoccupazione per la fine del manifatturiero negli Usa e nel mondo. I robot stanno diventando sempre più capaci. Oggi negli Usa i giovani che escono dal college fanno sempre più fatica a trovare lavoro, le aziende stanno usando sempre più l’Ai nel settore dell’amministrazione nel legale. Negli Usa non siamo affatto preparati a affrontare un evenienza di questo genere!»









