Bernini incontra rettori, al centro diritto allo studio e housing universitario
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La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini è intervenuta alla riunione della Conferenza dei rettori. Due i focus principali: diritto allo studio e housing universitario
Diritto allo studio
Per quanto riguarda il diritto allo studio, nel corso dell'attuale legislatura, dal 2022 al 2026, per favorire l'accesso alla formazione superiore e il diritto allo studio, il Ministero dell'Università e della Ricerca ha stanziato 5,3 miliardi di euro. Di questi, 3,3 miliardi sono rappresentati dagli investimenti in borse di studio, e altri 2 miliardi invece quelli per l'housing universitario. I numeri sono contenuti nella Relazione al Parlamento sulla legge 338 e dalla Relazione sul Diritto allo studio universitario che la ministra ha presentato alla Conferenza dei rettori italiani.
Housing universitario
Per quanto riguarda invece l'housing universitario sono due gli strumenti a sostegno: la 'tradizionale' legge 338 del 2000 che rappresenta il meccanismo strutturale con cui lo Stato finanzia la realizzazione di posti alloggio; il Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha stanziato 1,2 miliardi per 60mila posti letto. Per quanto riguarda il primo capitolo, la legge n. 338/2000 è stata attuata nel corso degli anni attraverso bandi con una dotazione finanziaria variabile: 450 milioni di euro per il primo bando, 240 milioni per il secondo, 105 milioni per il terzo e 135 milioni per il quarto. Con il V bando, emesso nel 2021, si registra un deciso cambio di scala: la disponibilità complessiva raggiunge infatti circa 851 milioni di euro, oltre sei volte quella del bando precedente (+530%). Lo strumento 338 ha generato un'offerta abitativa pari a 52.597 mila posti alloggio al 2019. Offerta che è scesa a 50.400 nel 2022, per avere poi un'inversione di tendenza dall'anno successivo fino ad arrivare al valore più elevato di 56.798 posti alloggio nel 2024. La disponibilità di posti alloggio sarà inoltre sostanzialmente raddoppiata con il completamento del Pnrr, che porterà alla realizzazione di 30 mila posti letto già nel corso di quest'anno, cui si aggiungeranno altri 30 mila posti attraverso il bando MUR-CDP nel 2027.
Borse di studio assegnate
Nell'anno accademico 2024/2025 la percentuale di copertura degli idonei è risultata pari al 99,8%, per un totale di 299.618 borse di studio assegnate. Il dato - ha riferito la ministra nel corso dell'incontro - è aumentato costantemente dall'inizio della legislatura ad oggi, passando da 244.171 borse del 2020/2021 alle circa 300 mila attuali, in crescita del +22,7%. Relativamente alla spesa, invece, si è passati dai 307,8 milioni di euro del 2020 ai 708 milioni del 2025, con un incremento di oltre il 130%. L'impegno finanziario straordinario in borse di studio - che ha toccato il livello massimo nel 2024 con 882 milioni di euro - è stato favorito dal Pnrr ma sostenuto anche da risorse nazionali, in costante aumento dal 2021. Il Fondo Integrativo Statale, infatti, è passato da 216,8 milioni di euro nel 2016 a 557,8 milioni nel 2026, con un incremento di oltre 341 milioni di euro, pari al 157%. Il Ministero dell'Università ha poi stabilito aumenti per gli importi delle borse e per i limiti Isee previsti per le stesse. Per quanto riguarda gli importi delle borse, le nuove soglie valide per l'anno accademico 2026/2027 sono pari a 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede, 7.171,11 euro per i pendolari, e 2.890,16 euro per gli studenti in sede. Si tratta di cifre cresciute in modo massiccio nel corso degli ultimi anni. Confrontando, infatti, gli importi con quelli dell'anno accademico 2022/2023, risulta per i fuorisede un aumento di 1.013,37 euro all'anno, per i pendolari di oltre 592 euro, e per gli studenti in sede di 408,41 euro.
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