Bialetti passa alla cinese Nuo, presto il delisting
Gli azionisti di controllo annunciano la cessione del 78,56% del capitale - Attesa un’opa obbligatoria a un prezzo stimato non inferiore a 0,467 euro per azione
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Bialetti chiude il cerchio dell’operazione di ristrutturazione patrimoniale cedendo il controllo della società al fondo Nuo, controllato dalla famiglia cinese Pao-Cheng. Un passaggio di consegne che porterà al delisting dalla Borsa. Per lo storico marchio di caffettiere si apre così un nuovo capitolo, il terzo, dopo l’avvio (e la costruzione del mito) nel distretto di Omegna e l’interregno, ventennale, sotto il controllo della famiglia Ranzoni, con la quotazione a Piazza Affari e il tentativo, fallito, di trasformare l’iconico brand in un gruppo multiprodotto dal portafoglio diversificato.
La cessione
Nuo Octagon ha sottoscritto nelle ultime ore due contratti di compravendita per l’acquisto del 78,567% del capitale sociale di Bialetti Industrie. Come si legge in una nota, a seguito del closing, atteso entro fine giugno, sarà promossa un’Opa obbligatoria sulle restanti azioni in circolazione di Bialetti, finalizzata al delisting,a un prezzo stimato non inferiore ai 0,467 euro per azione. Il primo contratto, con Bialetti Investimenti e Bialetti Holding (entrambe interamente detenute da Francesco Ranzoni, presidente del Cda di Bialetti Industrie) prevede l’’acquisto del 59,002% per un corrispettivo complessivo di 47,334 milioni; un secondo contratto con Sculptor Ristretto Investment riguarda 19,565% del capitale per 5,731 milioni. Il valore economico effettivo del vendor loan stimato dall’acquirente risulta essere non inferiore a 13,3 milioni, che corrisponde a un valore implicito dell’acquisto delle partecipazioni in Bialetti non inferiore a 42,634 milioni. Assumendo questa valorizzazione del vendor loan, il corrispettivo dell’Opa sarebbe non inferiore a 0,467 euro per azione.
L’accordo è parte di un più ampio piano di ristrutturazione del debito di Bialetti. In particolare, si prevede che il rifinanziamento dell’indebitamento esistente di Bialetti abbia luogo tramite un finanziamento junior, di importo massimo pari a 30 milioni, che sarà concesso da parte di illimity Bank e Amco Asset Management Company, e un finanziamento senior di massimo 45 milioni, che sarà concesso in favore di Bialetti da parte di un pool di istituzioni finanziarie guidate da Banco Bpm, in qualità di banca agente, mandated lead arranger e banca finanziatrice, Bper Banca e Banca Ifis, in qualità di banche finanziatrici, e che ricomprenderà una linea di credito revolving, oltre a una possibile linea aggiuntiva a supporto del capitale circolante di Bialetti, fino a un massimo di ulteriori 5 milioni, in caso di intervento di un ulteriore finanziatore. Infine, al rifinanziamento contribuiranno apporti di equity da parte di Nuo Octagon per almeno 49,5 milioni totali, per effetto dei quali interverrà una riduzione significativa dell’indebitamento esistente del gruppo. Nuo Octagon ha ricevuto dai propri soci equity commitment letter, rilasciate anche nell’interesse dei venditori, dell’importo di complessivi 71 milioni, che manifestano disponibilità, al closing, in capo a Nuo Octagon, di risorse finanziarie sufficienti ad adempiere al pagamento del prezzo della compravendita. Inoltre, è previsto che in correlazione con il subentro di Nuo Octagon nel controllo della società, in vista del rinnovo degli organi sociali e della possibilità che l’assemblea degli azionisti abbia luogo prima del closing, Bialetti Investimenti e Bialetti Holding si sono impegnate a depositare e votare una lista per la nomina di un Cda di sette candidati che includa, tra l’altro, Egidio Cozzi, tre candidati designati dal venditore e un candidato designato dall’acquirente, e una lista per la nomina del Collegio Sindacale composta da due candidati sindaci effettivi espressione dei venditori e tre candidati (un sindaco effettivo e due sindaci supplenti) espressione dell’acquirente.
«Siamo nati a Milano - ha dichiarato Tommaso Paoli, ceo di Nuo - e dal 2016 abbiamo investito oltre 400 milioni di euro di capitali privati nel made in Italy, in aziende che oggi possono contare su nuovi modelli organizzativi e gestionali, sempre più aperte ai mercati internazionali, mantenendo indipendenza e identità proprie. Siamo entusiasti di mettere al servizio di uno dei brand più significativi del nostro Paese le risorse e le competenze necessarie per una nuova fase di sviluppo di Bialetti e del nostro territorio».
NUO Octagon èstata assistita da Chiomenti in qualità di consulente legale, Gitti & Partners in qualità di consulente fiscale, EY in qualità di advisor per gli aspetti di due diligence finanziaria, legale e giuslavoristica e Vitale&Co in qualità di debt advisor. Le Società FR sono state assistite da Zulli Tabanelli e Associati in qualità di advisor finanziario. Bialetti è stata assistita da Lazard in qualità di advisor finanziario e da BonelliErede in qualità di consulente legale. Sculptor e Moka Bean sono state assistite da Linklaters in qualità di consulente legale. Illimity e AMCO sono state assistite, rispettivamente, da Orsingher Ortu Avvocati Associati e Giovanardi Studio Legale.

